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La Cittadella “occupata”

Gli avvocati di Bassano occupano simbolicamente la costruenda Cittadella della Giustizia di via Marinali. E domani è atteso il pronunciamento della Corte Costituzionale sui ricorsi di illegittimità riguardo alla legge delega taglia-tribunali

Pubblicato il 01-07-2013
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Eh, già: i tempi stanno davvero cambiando. Se persino gli avvocati si mettono a fare “okkupazione”, per difendere di fatto la propria attività professionale, vuol dire che siamo alla frutta.
Ci riferiamo, ovviamente, alla trita e ritrita questione del Tribunale di Bassano, condannato a morte dal governo assieme alla costruenda Cittadella della Giustizia di via Marinali. E proprio quest'ultima, questa mattina, è stata oggetto di un'azione di occupazione simbolica promossa dall'Ordine degli Avvocati di Bassano del Grappa: un blitz di pochi minuti, organizzato in accordo con la ditta costruttrice, per un nuovo giro - con la stampa al seguito - nei locali che dovrebbero, o per meglio dire avrebbero dovuto ospitare i nuovi uffici giudiziari bassanesi.
Il tempo necessario per affiggere sui vetri della facciata uno striscione con la scritta “Tribunale occupato”, oltre ai soliti manifesti dei “Sei da salvare” (i tribunali di Chiavari, Bassano del Grappa, Pinerolo, Lucera, Rossano e Tolmezzo, uniti nella comune causa del tentativo di auto-salvataggio) e del “bidone tricolore”, e poco prima di mezzogiorno la simbolica dimostrazione era già finita.

Gli avvocati al temine dell'"occupazione" della Cittadella della Giustizia di Bassano (foto Alessandro Tich)

L'estenuante vicenda del Tribunale, in realtà, domani potrebbe avere una clamorosa svolta: è previsto infatti il pronunciamento della Corte Costituzionale in merito ai due ricorsi presentati dal tribunale di Pinerolo e da altre sedi giudiziarie minori contro il decreto governativo, poi convertito in legge, sul riordino della geografia giudiziaria. Se la Consulta dovesse ravvedere elementi di incostituzionalità nel provvedimento, apriti cielo: l'intera questione ripartirebbe da zero. E' quanto ovviamente auspicano le toghe bassanesi, una cui delegazione - capeggiata dal presidente dell'Ordine forense cittadino Francesco Savio - sarà domani nella capitale per seguire da vicino gli sviluppi dal Palazzo della Consulta.
In attesa del responso dei giudici costituzionali, oggi è stato intanto il momento di richiamare nuovamente l'attenzione sulle sorti della sede giudiziaria in riva al Brenta.
“L'obiettivo dell'occupazione di oggi - ci spiega l'avv. Nereo Merlo, esponente di punta del comitato spontaneo per la salvezza del Tribunale e della procura di Bassano del Grappa - è stato quello di rinsaldare le forze con i “Sei da salvare”. Chiavari ha già fatto un'occupazione reale, con sei tende piantate all'interno del nuovo Palazzo di Giustizia, ciascuna delle quali in rappresentanza di uno dei sei tribunali del gruppo. Domani è prevista la sentenza della Corte Costituzionale, che dovrebbe decidere sui profili di illegittimità costituzionale della legge delega che ha dato avvio a questa riforma, che però riforma non è.”
“Questa è stata presentata come una riforma che dovrebbe risolvere tutti i problemi della giustizia - aggiunge Merlo -. Ciò è inaccettabile, perché non vi è la minima riforma della durata dei processi, ma è solo un provvedimento mirato a tagliare in modo orizzontale i tribunali, aggravando la situazione dei tribunali accorpanti e allungando di conseguenza i tempi dei processi.”
E se domani, e sottolineo “se”, la Consulta dovesse bocciare e rispedire al mittente i ricorsi sulla presunta incostituzionalità della legge delega, cosa succederà?
“La politica dovrà fare la sua parte - ribatte l'avv. Merlo -. Sembra che il Pd e il Pdl vogliano cambiare la legge. Lo dovevano fare già, probabilmente stanno aspettando anche loro la decisione della Corte Costituzionale.”
Sarà davvero così?

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