Alessandro Tich
bassanonet.it
Pubblicato il 02-04-2013 15:26
in Attualità | Visto 2.145 volte
 

Pesce a zero euro

Apre in centro storico a Bassano il primo negozio “Tutto Gratis” in Italia? Era un pesce d'aprile. Ma che offre nuovi spunti di riflessione sul rilancio del commercio e della vita nel cuore della città

Pesce a zero euro
Ebbene sì, lo confessiamo: l'articolo “Tutto a zero euro”, pubblicato ieri su Bassanonet, era un pesce d'aprile. Un bel Pescione, secondo la nostra tradizione (vi ricordate Brad Pitt e Angiolina Jolie in visita a Bassano, e la statua di San Bassiano “scomparsa” nella notte?) servito nel menù della Pasquetta 2013.
La notizia, inevitabilmente, ha fatto subito il botto. Un negozio “Tutto Gratis” che per primo apre in Italia, e proprio a Bassano, per lanciare un pionieristico esperimento di commercio innovativo anti-crisi è davvero una breaking news degna di nota. Poi qualcuno, ricordandosi che era il 1° aprile, ha cominciato a sentire puzza di pesciolino. Splash: l'acquario è servito.
Diciamo la verità: ve la immaginate davvero l'apertura di un freeshop “Tutto Gratis” in via Marinali, in pieno centro storico a Bassano del Grappa, vicino alle altre botteghe del salotto buono della città, senza opposizione alcuna da parte della categoria e senza colpo ferire?
Abbiamo cercato di dare un contenuto altamente verosimile a una “clamorosa novità” - e cioè un negozio che vende prodotti di prima mano, provenienti dagli stock in surplus delle aziende produttrici, a zero euro - che per gli standard commerciali bassanesi è ancora impossibile: il “cuore della città che rischia di non battere più”, monitorato dall'elettrocardiogramma dei commercianti del centro, rischierebbe l'infarto.
Nel nostro piccolo esercizio di fiction giornalistica, abbiamo comunque lanciato un paio di messaggi. Messaggio numero 1: quando parliamo del “programma di iniziative collaterali” organizzate in centro storico durante l'anno per raccogliere le offerte da destinare al pagamento delle spese di gestione del negozio. Messaggio numero 2: quando parliamo del bonus promozionale per gli acquirenti nei primi tre mesi apertura, con la possibilità di ritirare un prodotto gratis in più per chi presenterà in negozio il ticket di ingresso dei parcheggi a pagamento “Le Piazze” e “Il Ponte”(ex Cadorna).
Iniziative di spettacolo e animazione da organizzare tutti insieme durante l'anno in centro storico e bonus (piccoli sconti o rimborso della prima ora di parcheggio) per i clienti che dimostrano di scegliere il centro storico per fare acquisti, dopo aver lasciato l'auto nei parcheggi a pagamento: non potrebbero essere questi due dei tanti modi possibili - di competenza dei commercianti, e in accordo col Comune - per praticare il massaggio cardiaco al cuore della città?
Non ci spingiamo più avanti: perché rischiamo di dover lavorare ancora più di fantasia occupandoci non della fiction, ma della realtà.
Insomma: è stato un pesce cotto a puntino, per un ulteriore - per quanto immaginario - contributo di riflessione sui problemi del cuore della città alla ricerca di sé stesso.
Attenzione però: non è stata una notizia del tutto campata in aria. In Europa i freeshop, dove è possibile fare acquisti completamente gratuiti, esistono veramente. A Innsbruck, in Austria, c'è il negozio Kostnix (“Costa niente”) e altri punti vendita “a gratis” sono sorti a Vienna, in Olanda e in Belgio. Sono gestiti da volontari, propongono prodotti soprattutto di seconda mano, e il loro scopo è offrire un'alternativa al sistema consumistico. Un'idea che sembra ancora un po' troppo “avanti” rispetto la nostra mentalità: ma prima o poi, in questa nostra sempre più boccheggiante Italia, qualcuno ci arriverà.
In realtà, nel nostro articolo, un elemento altamente inverosimile - quasi una “traccia” per svelare il tranello della notizia fasulla - lo avevamo inserito. E cioè quando abbiamo scritto che - per la particolare situazione di via Marinali, dove si trovano diversi locali commerciali sfitti ormai da anni e dove pende l'ulteriore “mazzata” della chiusura del Tribunale - gli ideatori del progetto “sarebbero riusciti a spuntare un canone di affitto pressoché simbolico”.
A Bassano, questa sì che è ancora pura fantascienza.