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E.R., commercianti in prima linea

Confcommercio Bassano conferma la mobilitazione di giovedì 21 marzo: negozi del centro storico chiusi dalle 9 alle 12. Uno slogan "cardiologico" sintetizza i motivi della protesta: “Il Cuore della città rischia di non battere più”

Pubblicato il 18 mar 2013
Visto 4.382 volte

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L'immagine della locandina è un po' alla “E.R., medici in prima linea”: un elettrocardiogramma che da pulsante diventa piatto. Il tutto in sintonia con lo slogan della manifestazione: “Il Cuore della tua città rischia di non battere più!”.
Confcommercio Bassano veste il camice di Cardiologia - o, se preferite, del Reparto Rianimazione - per il “grande malato” centro storico e conferma la mobilitazione di giovedì prossimo, 21 marzo: con la chiusura della maggioranza dei negozi del centro dalle 9 alle 12, in concomitanza col mercato settimanale.
Le motivazioni della protesta, ma anche alcune proposte che saranno lanciate nell'occasione, sono anticipate in comunicato trasmesso in redazione dalla Confcommercio bassanese, che pubblichiamo di seguito:

L'immagine-simbolo della locandina della mobilitazione in centro storico indetta da Confcommercio Bassano per giovedì 21 marzo


COMUNICATO STAMPA

BASSANO DEL GRAPPA:
Il Cuore della città rischia di non battere più!

Giovedì 21 marzo c.m. la maggioranza delle attività commerciali del centro storico di Bassano del Grappa rimarrà chiuse dalle ore 09.00 alle ore 12.00.
Il significato di tale manifestazione verrà spiegato dai manifesti appesi sulle vetrine dei negozi e bar e dai tanti volantini che saranno distribuiti anche nei punti di presidio della Confcommercio in Via J. Da Ponte e Via Verci.
Sarà un forte grido di dolore rivolto all’opinione pubblica ed ai tanti interlocutori e amministratori che in passato e futuro hanno avuto e avranno responsabilità su tutte quelle decisioni urbanistico-economiche che hanno contribuito ad aggravare la già pesante situazione attuale.
Il nostro è un grande ed importante comparto fatto da imprenditori con i loro famigliari e collaboratori, da fornitori prevalentemente italiani con i loro dipendenti, dai tanti artigiani che prestano servizi alle nostre attività: idraulici, elettricisti, spedizionieri e manutentori, una grande filiera fatta di tanti posti di lavoro già ridotti dalle numerose chiusure di attività commerciali (138 vetrine vuote solo in centro storico), ma che ora rischiano un’ulteriore decimazione.
Il risultato attuale è il frutto dell’assenza di una politica economica basata su di una precisa strategia, con la conseguenza che nel tempo sono stati scaricati sul nostro settore, di fatto l’unico totalmente liberalizzato, i tanti posti di lavoro persi nell’industria dal 1970 in avanti, spingendo su di un unico filone: il proliferare della G.D.O. a ridosso dei centri storici.
In questo modo le attività del centro città si sono trovate in una morsa sempre più soffocante che insieme alla gravissima crisi dei consumi, sta dando loro il colpo di grazia.

Cosa chiediamo:

Attenzione e miglioramento dell’accessibilità esterna e interna del centro storico
Stop al proliferare di grande distribuzione nelle periferie. Seguiamo l’esempio austriaco e portiamo i centri commerciali nel cuore delle città
Lo snellimento improrogabile di tutte le procedure burocratiche ed amministrative con cui ogni giorno devono confrontarsi i nostri operatori
Tributi locali (Imu, Tassa rifiuti, imposta pubblicità, servizio idrico, occupazione suolo pubblico) sostenibili per le imprese
Una politica che ridia fiato ai consumi con una particolare attenzione alle famiglie
La difesa della professionalità commerciale nostra e dei nostri collaboratori

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