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La deturpAzione

Azione Bassano sulla stazione radio base di 32 metri installata ieri in piazza Paolo VI: “L’antenna davanti all’Ossario è un errore di visione, non solo di posizione”

Pubblicato il 14 ott 2025
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Non sarà l’Iliade vera e propria, e ci mancherebbe altro.
Ma la questione dell’antenna di telefonia Iliad di 32 metri di altezza installata da ieri in piazza Paolo VI, ovvero il piazzale delle poste centrali di Bassano del Grappa, in prossimità del Tempio Ossario, ha scatenato comunque l’“ira funesta” (come quella dell’omerico Achille) delle molte persone che ne lamentano la deturpazione estetica e paesaggistica di questo punto della città, monumentale per la presenza dell’Ossario e al contempo di immediato accesso al centro storico.
Su quello che rappresenta il più clamoroso caso di “invasione di campo” di una struttura tecnologica nel contesto urbano di Bassano, interviene oggi tramite comunicato stampa il segretario di Azione Bassano Matteo Bizzotto Montieni, secondo il quale “questo episodio deve diventare l’occasione per aprire una riflessione più ampia su come tuteliamo il nostro paesaggio urbano e monumentale, e su come amministrazione, tecnici e cittadini possano collaborare per prevenire altri errori simili”. Come dal testo che segue.

Foto Alessandro Tich


COMUNICATO

Azione Bassano: l’antenna davanti all’Ossario è un errore di visione, non solo di posizione

Modernità e l’innovazione tecnologica non devono entrare in conflitto con la nostra storia e con ciò che rappresenta il volto autentico di Bassano.
Ieri, purtroppo, è definitivamente apparsa in piazza Paolo VI, a pochi metri dal Tempio Ossario, la grande antenna di 32 metri destinata alla telefonia mobile. Un’installazione che, al di là degli aspetti tecnici, cambia profondamente l’immagine e il significato visivo di uno dei luoghi più simbolici della città.
L’Ossario non è solo un monumento: è memoria collettiva, è paesaggio identitario, è una delle immagini più riconoscibili e care di Bassano. Collocare accanto a quella struttura un traliccio imponente e quindi visivamente invasivo, significa alterare un equilibrio delicato tra sacralità, architettura e bellezza urbana.
Non si tratta di trovare colpevoli, ma di riconoscere un errore di prospettiva.
Il Comune non è l’unico attore coinvolto, ma proprio per questo è necessario che, d’ora in poi, ogni scelta che tocca il paesaggio e la memoria cittadina venga valutata con maggiore attenzione e sensibilità.
È possibile conciliare con equilibrio connettività e bellezza, sviluppo e rispetto? Certo, è possibile ma serve una visione complessiva e una cura del dettaglio che in questo caso, purtroppo, è mancata.
Per Azione Bassano, questo episodio deve diventare l’occasione per aprire una riflessione più ampia su come tuteliamo il nostro paesaggio urbano e monumentale, e su come amministrazione, tecnici e cittadini possano collaborare per prevenire altri errori simili.
La città non è fatta solo di edifici e infrastrutture, ma anche di linee, sguardi e simboli.
L’Ossario, con la sua silenziosa dignità, meritava di essere protetto da qualsiasi forma di deturpazione, anche involontaria.

Il Segretario di Azione Bassano
Matteo Bizzotto Montieni

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