Ultimora
7 Aug 2026 21:04
Gardaland, 'il parco rimane aperto al pubblico'
7 Aug 2026 19:41
Maltempo in Veneto, salgono a 110 gli interventi dei pompieri
7 Aug 2026 17:44
Cappellari, 'mi sono inventato l'attentato, mi scuso con tutti'
7 Aug 2026 17:08
Nuovo incendio a pochi metri dalle attrazioni di Gardaland
7 Aug 2026 16:18
Alle Gallerie d'Italia Ferragosto a ingresso gratuito
7 Aug 2026 15:49
Uomo trovato morto in spiaggia a Chioggia, indagini in corso
7 Aug 2026 22:24
Zelensky risponde a Trump: 'Ci faremo i missili da soli'
8 Aug 2026 00:01
Fulmine colpisce sedicenne sul Monte Livata, è grave
7 Aug 2026 20:01
Il grande caldo sull'Italia, allerta per incendi al Centro Sud
Il silenzio delle innocenti
“L’Amore Malato” in mostra al Castello Superiore di Marostica. È la settima tappa del progetto-manifesto dell’artista Gino Tonello contro la violenza sulle donne e contro ogni forma di violenza di genere
Pubblicato il 09 ott 2025
Visto 9.555 volte
“Le donne di quadri di Gino Tonello non hanno gli occhi. Palpebre cicatrizzate, fessure lacrimanti, squarci di oscurità coprono lo spazio di occhi che non esistono perché specchi di anime rubate. Eppure tali trasfigurazioni non intaccano la grazia di queste figure che mantengono, tra una ferita e uno sfregio, i lineamenti gentili della femminilità.”
Così ho iniziato un mio articolo scritto nel marzo del 2018 su una mostra di Gino Tonello che era intitolata “L’Amore Malato - MOSTRati”.
Quella mostra era allestita a Palazzo Agostinelli a Bassano del Grappa, quando Palazzo Agostinelli non era ancora sparito dai radar degli spazi espositivi e culturali della città.
Foto Alessandro Tich
Da quella mostra di Bassano sono trascorsi più di sette anni ma le donne di quadri del poliedrico artista di San Giorgio in Bosco continuano a rigenerarsi sulla tela con i loro volti tumefatti, gli occhi squarciati, le palpebre cicatrizzate e le bocche serrate o cucite: perché sono le bocche del silenzio delle innocenti.
“L’Amore Malato” è infatti il titolo del progetto artistico che Tonello sta portando avanti da anni, affidandolo all’impatto visivo dei suoi dipinti, per denunciare il dramma e l’emergenza della violenza sulle donne: un manifesto che allarga i suoi confini espressivi contro ogni forma di violenza di genere e si prefigge, attraverso l’uso del linguaggio universale dell’arte, di sensibilizzare e di educare le persone al rispetto e alla tolleranza.
Un progetto permanente e itinerante che adesso si propone a Marostica, nella sede non idealmente accessibile (per usare un eufemismo) ma certamente suggestiva del Castello Superiore.
È qui che dallo scorso 20 settembre e fino al prossimo weekend (ultimi giorni di apertura: sabato 11 e domenica 12 ottobre dalle 10 alle 12.30 e dalle 15 alle 19) è allestita la nuova mostra di Gino Tonello, per quella che è ormai la settima tappa, in Veneto e in giro per l’Italia, di quello che è considerato il più grande lavoro sulla violenza di genere e sulla violenza sulle donne fatto da un unico artista, che negli anni ha dedicato al tema più di 80 opere.
Il titolo dell’esposizione è ovviamente sempre quello: “L’Amore Malato”.
È uguale anche il sottotitolo, dalla cui composizione grafica sul pieghevole di presentazione - e me ne sono accorto soltanto adesso - emerge il suo messaggio dal doppio significato.
È infatti scritto così: “MOSTRatI”, dove le lettere in maiuscolo e in neretto costruiscono la parola “MOSTRI”.
Loro, i mostri, sono la causa di quegli “occhi che non esistono perché specchi di anime rubate”.
Ma anche se non sembra, sono occhi ci guardano.
Devo dare atto a Gino Tonello di una costanza incrollabile nel proporre la sua denuncia artistica contro i soprusi e le violenze nei confronti dell’universo femminile.
Con la consapevolezza che il suo progetto va avanti, le mostre continuano ma il problema rimane.
“Purtroppo il problema rimane - concorda amaramente l’artista -. Lo dico sempre, anche alle autorità che intervengono a vedere le mie mostre. Si parla tanto ma di concreto si fa molto poco. Penso che questa mostra sia importante proprio perché lascia un segno tangibile, una traccia su questo problema, molto più di tante altre parole che si dicono.”
Ma qual è il vero messaggio di tutti questi occhi squarciati e di queste bocche cucite?
“È un messaggio forte e chiaro - risponde l’autore -. Le bocche cucite rappresentano il fatto che le persone hanno paura di denunciare la violenza e tante volte, se lo fanno, non vengono ascoltate. Gli occhi chiusi diventano delle grate impenetrabili, sia per chi subisce la violenza e sia per chi fa violenza. Molte volte queste persone si chiudono in un silenzio assoluto, per continuare a sopravvivere, come forma di difesa.”
E allora, per cogliere i sintomi dell’“Amore Malato”, dobbiamo osservare con attenzione questi visi così trasfigurati eppure così femminili.
“I suoi volti - scrive di Tonello il critico d’arte Mario Guderzo - sono espressivi, sono fisiognomici, sono sensibili all’osservazione e sono capaci di denunciare la crudeltà del nostro tempo. I suoi volti sono volti di donne. Sono donne bellissime, illuminate, colorate etnicamente: sono volti esotici, occidentali, emisferici. Essi profumano di verità.”
“Ognuno di essi - aggiunge Guderzo - racconta un capitolo di un racconto infinito. I suoi volti diventano denuncia, giudicano, impressionano e fanno sognare allo stesso tempo.”
Ma in tutta questa “denuncia della crudeltà del nostro tempo” c’è qualche elemento di speranza?
“Certamente - risponde Gino Tonello -. Ultimamente sto lavorando proprio sulle rinascite, perché dietro ogni fatto criminoso, chi ha la “fortuna” di sopravvivere ha la necessità di tornare a vivere, con dei cammini anche molto impegnativi che queste persone fanno, a volte aiutate. Per cui la rinascita è il rovescio della medaglia.”
Perché tra le ferite dell’“Amore Malato” dovrà pur esserci una cicatrice che prima o poi si colora di rosa.
Scopri di più su questi argomenti
New
Notizie flash sul tuo smartphone
Unisciti al nostro nuovo canale Telegram, ricevi una notifica ogni volta che pubblichiamo una notizia.
Più visti
Politica
24 ago 2026
La maggioranza resta unita nei voti ma divisa dalle strategie dei partiti
Visto 5.117 volte
Lettere in Redazione
25 ago 2026
Quattro amici al bar. Ma con vista sulla Provincia
Visto 3.229 volte
Trasporti e Mobilità
28 ago 2026
Carburanti, il Codacons lancia il Comitato "Giù le accise"
Visto 280 volte
Attualità
02 ago 2026
Rondò Brenta, un quartiere che cambia: «Non siamo il Bronx di Bassano, qui si vive bene»
Visto 24.103 volte
Politica
02 ago 2026
Scuola di Marostica, Giovine e Donazzan replicano alle opposizioni
Visto 20.465 volte
Geopolitica
02 ago 2026
La Corea del Nord verso un nuovo invio di truppe in Russia
Visto 20.418 volte
Attualità
01 ago 2026
Scuola di Marostica e rotta balcanica: per il Ministero è tutto in regola
Visto 19.388 volte
Attualità
05 ago 2026
Bassano-Bardolino per la Cultura 2029: i dati del turismo aprono il confronto veneto
Visto 11.417 volte
Incontri
31 lug 2026
A casa Parolini-Vanin-Costenaro, protagonista il libro di Marco Lazzarotto
Visto 10.650 volte
Geopolitica
06 ago 2026
Il Myanmar tra la guerra civile e gli interessi strategici dei Paesi vicini
Visto 6.742 volte
Politica
21 ago 2026
Bassano, Fratelli d’Italia contro gli alleati di governo: «Ci tengono in un angolo, così non si va avanti»
Visto 6.228 volte
Politica
24 ago 2026
La maggioranza resta unita nei voti ma divisa dalle strategie dei partiti
Visto 5.117 volte








