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A Day in the Life

Scuola e società civile in corteo a Bassano per lo sciopero generale di oggi a sostegno della Palestina. In piazza Libertà manifestazioni per dire “basta” al genocidio a Gaza

Pubblicato il 22-09-2025
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I saw a film today, oh boy. The English Army had just won the war”.
(“Ho visto un film oggi, oh boy. L’esercito inglese aveva appena vinto la guerra”).
È un passaggio del testo di A Day in the Life dei Beatles, per me il pezzo supremo dei quattro di Liverpool.

Foto Alessandro Tich

Anche noi stiamo vedendo un film, ormai da quasi due anni.
L’esercito è però quello israeliano. Non ha ancora vinto la guerra, ma sta continuando a combatterla per annientare l’avversario. Che non è l’esercito nemico ma la popolazione di Gaza, la terra che il ministro d’Israele Smotrich vorrebbe trasformare in una “manna dal cielo immobiliare”, in una ricostruzione da condividere con gli Stati Uniti.
Diciamolo e ricordiamolo subito, a scanso di equivoci: tutta questa ecatombe ha avuto inizio dopo l’attacco di Hamas ad Israele il 7 ottobre 2023, coi gruppi armati provenienti dalla Striscia di Gaza e con circa 1200 vittime fra civili e militari israeliani, almeno secondo la narrazione ufficiale.
È vero che il principio giuridico ebraico “occhio per occhio, dente per dente” è presente già dall’Antico Testamento, ma rispetto all’attacco che ha scatenato la reazione israeliana il conto degli occhi e dei denti dei civili uccisi a Gaza, tra cui oltre 20.000 bambini secondo le ultime stime, si è ormai perso a dismisura.
Se non è genocidio questo, al netto della libera opinione che chiunque può avere su Israele e sulla attuale situazione in Medio Oriente, ditemi che cos’è.
Oggi, in Italia, è stata una giornata di sciopero generale proclamato dai sindacati di base (Cub, Usb, Sgb, Adl) per esprimere solidarietà alla popolazione civile palestinese della Striscia di Gaza e per alzare la voce contro il blocco degli aiuti umanitari da parte dell’esercito israeliano e contro le minacce rivolte alla missione internazionale Global Sumud Flotilla.
Cortei e manifestazioni si sono svolti e si stanno svolgendo in tutto lo Stivale e l’onda della protesta civile ha coinvolto anche Bassano del Grappa.
Un presidio di mobilitazione si è formato questa mattina in via S. Tommaso D’Aquino, nel cuore del Centro Studi.
Presenti, tra gli altri, all’appuntamento - con striscioni, cartelli, bandiere della Palestina e bandiere della pace - centinaia di studenti degli istituti superiori bassanesi, una nutrita rappresentanza di docenti e numerosi esponenti della società civile tra cui i componenti del gruppo spontaneo Bassano per la Palestina che ha aderito allo sciopero generale, come da comunicato stampa, per partecipare a una “giornata di denuncia e di resistenza” che coinvolge “porti, scuole, università e piazze” affinché “fino a Gaza sentano che non sono soli” e perché “chi governa agisca e fermi il genocidio”.
Poco dopo le 9, i manifestanti confluiti in Centro Studi sono partiti in corteo in direzione del centro, scortati da Polizia di Stato, Carabinieri e Polizia Locale, con conclusione della sfilata pro Palestina e manifestazione in piazza Libertà.
Nel tardo pomeriggio di oggi, tempo permettendo (mentre sto scrivendo ha cominciato a piovere con insistenza, ma non penso che le intemperie siano in grado di bloccare la rivolta del pensiero), si replica.
Dalle 18 e fino alle 20 è in programma un secondo momento di protesta civile, sempre in piazza Libertà, ancora su iniziativa del gruppo spontaneo Bassano per la Palestina.
Sarà l’appuntamento conclusivo del mese di mobilitazione coi presìdi di testimonianza che il gruppo spontaneo ha promosso tutti i giovedì pomeriggio in piazza per dire “basta” al genocidio a Gaza.
L’ultimo presidio era previsto per giovedì prossimo 25 settembre ma, come mi ha informato questa mattina in Centro Studi il componente di Bassano per la Palestina Redento Geremia, la concomitanza dello sciopero generale ha anticipato la manifestazione finale a questa sera.
Cronaca e informazioni di un giorno particolare della nostra attuale vita di europei alla finestra su una questione che sconvolge molte coscienze, che sfiora solamente molte altre e che è del tutto indifferente alle rimanenti.
A Day in the Life, appunto.

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