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Jacopo Marostica
“Jacopo Bassano. Le opere, i luoghi”. Presentata nella chiesa di S. Antonio Abate a Marostica la mostra immersiva al Castello Superiore sul sommo pittore e la sua bottega. E in primavera arrivano gli itinerari dalpontiani nella Pedemontana Veneta
Pubblicato il 10 ott 2025
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Sua Eminenza Mario Guderzo, Monsignor Maurizio Panici, il Reverendo Denis Dalla Palma e Suor Ylenia Bianchin salgono sull’altare maggiore della chiesa parrocchiale di Sant’Antonio Abate a Marostica e si siedono al tavolo allestito per l’occasione.
Ho frugato nella scatola dei ricordi ma mi sembra che sia proprio la prima volta assoluta che mi capita di assistere a una conferenza stampa, non attinente alle questioni di una parrocchia, che si svolge all’interno di una chiesa.
Ma il perché di cotanta sacra ambientazione è presto detto. Sulla parete centrale dell’altare maggiore si eleva infatti uno dei tanti capolavori del sommo Jacopo Bassano diffusi nel nostro territorio: la Pala della “Predica di San Paolo alle genti nell’Aeropago di Atene”, dipinta nel 1574 assieme al figlio Francesco Bassano il Giovane.
I relatori della conferenza stampa. Sullo sfondo la Pala d’altare dei Bassano (foto Alessandro Tich)
Abbiamo infatti l’onore di partecipare alla presentazione di un’iniziativa del tutto inedita per la divulgazione popolare dell’opera del Maestro del ‘500 e della sua bottega: la mostra immersiva “Jacopo Bassano. Le opere, i luoghi”, dedicata alla dinastia artistica dei Bassano e in programma al Castello Superiore di Marostica dal 18 ottobre al 30 novembre prossimi, con apertura nelle mattine e nei pomeriggi del sabato e domenica e per i gruppi su prenotazione, in orari da concordare.
Si tratta di un progetto che unisce arte, tecnologia e teatro e che viene proposto dall’associazione culturale Teatris, curato da Mario Guderzo e per la regia di Maurizio Panici, in collaborazione con la Città di Marostica e Argot Produzioni.
La mostra immersiva, suddivisa in tre sezioni, permetterà di scoprire l’anima dei capolavori di Jacopo Bassano & Family attraverso video proiezioni ad altissima definizione, ricostruzioni digitali e un forte coinvolgimento emotivo grazie anche al contributo attori che presteranno la loro voce per raccontare la singolare storia di questa famiglia di artisti e del loro segno nel territorio.
La prima sezione si aprirà con l’intervento di un attore che interpreta Jacopo Dal Ponte mentre illustra i suoi dipinti e le tecniche usate per realizzarli mentre in contemporanea, alle sue spalle, prenderanno vita i capolavori, riportati anche in una guida cartacea a disposizione dei visitatori.
La seconda sezione presenterà la Bottega dei Bassano con i dipinti di Jacopo e dei figli Francesco il Giovane, Giovanbattista, Leandro e Gerolamo e con la descrizione animata del funzionamento della Bottega nonché l’esplicazione delle tecniche del disegno, della progettazione e della realizzazione delle opere che hanno reso famosi i Bassano nel mondo.
La terza sezione illustrerà invece i luoghi del territorio della Pedemontana, dell’Altopiano, dell’Asolano e del Padovano dove sono ancora esposte le Pale d’altare dei Bassano nelle chiese. Un particolare approfondimento sarà destinato all’illustrazione degli affreschi di Jacopo Dal Ponte e di Francesco il Giovane nella Cappella del Rosario di Cartigliano.
Una specie di Bassano Maps che è anche una sorta di introduzione alla “seconda parte” del progetto, prevista per la prossima primavera.
“Jacopo Bassano. Le opere, i luoghi” è infatti un evento che da Marostica lancia idealmente il conto alla rovescia verso un programma supplementare di conoscenza “in loco” delle opere dalpontiane, previsto per l’appunto nella primavera 2026.
Sarà un ciclo di conferenze diffuse nel territorio che accompagneranno alla scoperta dei capolavori ancora oggi conservati nei siti originari: da Lusiana (parrocchiale di San Giacomo Apostolo) ad Enego (duomo di Santa Giustina), da Borso del Grappa (parrocchiale di San Zeno) ad Asolo (duomo di Santa Maria Assunta), da Bassano del Grappa a Cittadella (duomo dei Santi Prosdocimo e Donato) e da Cartigliano (parrocchiale dei Santi Simone e Giuda” nuovamente a Marostica (parrocchiale di Sant’Antonio Abate).
Lo studioso d’arte e curatore Mario Guderzo spiega che l’idea di questa iniziativa è nata per caso un giorno, quando si trovava nella chiesa di Sant’Antonio Abate per uno dei suoi studi ed è entrata una scolaresca che poi è subito uscita, senza fermarsi neanche un minuto ad ammirare la Pala dei Bassano al centro dell’altare maggiore.
“Dobbiamo abituare le persone - afferma il dottor Guderzo - a capire che vivono in mezzo alla bellezza ma non lo sanno.”
Il regista Maurizio Panici sottolinea come Teatris sia un progetto di “teatro di comunità” e rimarca come “il concetto di comunità” sia alla base dell’iniziativa che viene presentata:
“Ci sembrava doveroso immergerci nel territorio per scoprire questo tesoro diffuso.”
L’assessore al Turismo del Comune di Marostica Ylenia Bianchin esprime la rilevanza di questa proposta “per mettere insieme i territori e portare una maggiore attrazione e attenzione al nostro territorio.”
“È per noi un orgoglio essere i protagonisti di un progetto molto importante - dichiara Denis Dalla Palma, presidente dell’associazione culturale Teatris -. È un’occasione di crescita culturale per la città di Marostica e di dare al territorio una chiave di lettura di quello che ci circonda.”
Interviene per un saluto anche quello che è l’unico vero e proprio “Don effettivo” di questo incontro ovvero il parroco Don Giuseppe, che mettendo a disposizione la chiesa parrocchiale per l’incontro con la stampa ha dimostrato una grande apertura nei confronti della componente laica del suo gregge di anime.
Il giovane “spin doctor” di tutta questa operazione è il video artista locale Davide Stocchero che ha predisposto i contenuti multimediali della mostra immersiva al Castello Superiore.
Ne mostra alcuni in anteprima, per una specie di “trailer” di quello che sarà lo spettacolo a più schermi delle tre sezioni della mostra.
Sempre Stocchero fornisce anche un’anticipazione dell’ulteriore novità prevista dal progetto: la didascalia “parlante” della Pala della Predica di San Paolo sull’altare della chiesa in cui ci troviamo.
Basterà inquadrare il Qr Code predisposto all’uopo e sul telefonino comparirà la didascalia del dipinto (narrata a voce ma anche col testo in Pdf) oltre a un’applicazione di accesso a tutti gli altri luoghi degli itinerari bassaneschi nel nostro territorio, tramite navigatore.
E per quanto riguarda l’“Effetto Wow” che questo incontro con i media ha voluto generare, penso che possa bastare.
Suor Ylenia Bianchin, Madre Superiora del Turismo a Marostica, deve quindi assentarsi in anticipo per un concomitante impegno.
Ma viene degnamente sostituita da colui che prende la parola davanti all'altare al termine dell’incontro e cioè Don Matteo.
Mi dispiace per Terence Hill, ma il Don Matteo originale è lui.
“È un motivo di vanto avere dei concittadini che si impegnano così tanto per la loro città” afferma il sindaco Mozzo, che poi continua in modalità Mastercard:
“Andare poi a realizzare un progetto anche insieme agli altri Comuni contermini, non ha prezzo.”
“L’allargamento con le altre amministrazioni è importante dal punto di vista turistico - aggiunge il sindaco -. Sul tema del turismo stiamo lavorando all’interno dell’IPA e questo è un progetto da inserire all’interno di questo percorso.”
Esulta anche Germano Racchella, primo cittadino di Cartigliano, la metropoli pedemontana (3.700 abitanti) che conserva nella sua chiesa la Cappella del Rosario dipinta da Jacopo Bassano & Son.
“Anche i nostri cittadini non sanno quello che hanno - dichiara -. Quando c’è la messa, il coro canta dentro la Cappella. Grazie all’arte, voi riuscite a fare quello che noi amministratori cerchiamo di fare per rendere il territorio unico dal punto di vista turistico e culturale.”
Presente per il Comune di Bassano del Grappa e in rappresentanza del sindaco Finco, il consigliere Gianni Castellan sottolinea l’importanza di un “lavoro che ci permette di crescere tutti quanti nel territorio”.
Castellan parla inoltre anche a titolo personale: ricorda di “essere stato parrocchiano di questa chiesa fino al 2000” e ringrazia per tutto quello che sta facendo “l’associazione Tetris” (testuale).
Non sapevo che a Marostica ci fosse anche un’associazione di esperti dell’incastro di tessere di diversa forma geometrica.
E in un’occasione come questa non può mancare la curiosità finale tratta dai miei appunti e da inserire nella rubrica “Dal bloc notes del direttore”.
Accade quando Maurizio Panici, parlando della Cappella del Rosario di Cartigliano, la definisce “una piccola Cappella Sistina”.
Seduto in terza fila sui banchi della chiesa, Papa Germano IV (è al suo quarto mandato da sindaco) non nasconde la sua orgogliosa sorpresa per quanto appena sentito e concede la sua benedizione.
Non c’è che dire: quello a cui ho assistito nella chiesa parrocchiale di Sant’Antonio Abate a Marostica è stato davvero un incontro ecumenico.
La conferenza stampa è finita, andate in pace.
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