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La prova del Nove
L’ex Comitato della Biblioteca di Marostica vince la scommessa: pubblico da “tutto esaurito” nella sala parrocchiale di Nove per la prima serata del cineforum bloccato dalla giunta Mozzo, con la proiezione di “No Other Land”
Pubblicato il 24 set 2025
Visto 12.150 volte
C’è un assordante silenzio nella bella e ben attrezzata sala parrocchiale di Nove quando sullo schermo scorrono i titoli di coda di No Other Land, il film documentario israelo-palestinese, Premio Oscar, sull’occupazione israeliana in Cisgiordania.
È una reazione inconsueta perché di solito, in queste occasioni, scatta l’applauso della platea.
Ma in realtà non c’è nulla da applaudire. L’applauso è un’espressione di gradimento positivo, di uno stato d’animo felicemente emozionato. Al termine di No Other Land, invece, ti viene letteralmente il magone. Non saprei come spiegarlo meglio: è un senso di turbamento su un dramma del nostro tempo contemporaneo di cui il film ti rende partecipe, che invita a riflettere e su cui continui a pensare quando stai tornando a casa.
Un fotogramma di “No Other Land”, proiettato a Nove. Foto Stefano Nervo
Non si tratta però di “pesantezza”, antonimo di quella “leggerezza” di cui avrebbe bisogno “questo periodo difficile”, secondo la motivazione del sindaco di Marostica Matteo Mozzo che assieme alla sua giunta ha bocciato il programma del cineforum che avrebbe dovuto svolgersi in estate nel giardino della Biblioteca della città murata.
Chiamiamola piuttosto, tanto per fare rima, “consapevolezza”.
Anche perché, se vogliamo dirla tutta, c’è una forma di “leggerezza” anche nel racconto del documentario-reality sulle sopraffazioni dell’esercito di Israele e sulla continua demolizione delle case e delle scuole dei villaggi della popolazione locale, e in particolare nel villaggio di Masafer Yatta, trasformando le aree occupate in zone militari per lasciare spazio alle nuove abitazioni dei coloni israeliani.
Ed è quella della sincera amicizia tra i due giovani protagonisti della storia, l’attivista palestinese Basel Adra e il giornalista israeliano Yuval Abraham, che sono anche i co-autori della pellicola assieme a Hamdan Ballal e a Rachel Szor.
Che sia comunque un film troppo “politico e impegnato”, come sentenziato da re Mozzo, e quindi “non adatto” ad essere proiettato nella Città degli Scacchi?
A giudicare dall’affollata partecipazione alla serata di Nove, ben oltre le più rosee previsioni, è stato uno scacco al re.
La pur ampia sala della parrocchia del Comune della Ceramica contiene infatti a malapena tutte le persone convenute al primo appuntamento di “Cinema oltre le mura”, la contro-rassegna cinematografica, con gli stessi tre titoli che erano stati proposti a Marostica, organizzata dai membri dimissionari del Comitato della Biblioteca Civica di Marostica in collaborazione con Gruppo Cineforum Idea di Nove e col sostegno di una estesa rete di associazioni del territorio.
Al punto che, essendoci 180 posti a sedere, chi è rimasto in piedi non può assistere alla proiezione per motivi di sicurezza e viene invitato a ritornare, a fronte della notizia che viene annunciata nell’occasione da Walter Pigato di Cineforum Idea:
“Faremo una quarta serata, con una seconda proiezione di No Other Land”.
Qui sì che scattano gli applausi, come scattano a più riprese durante il discorso iniziale di Laura Dinale, ex presidente di quello che fu il Comitato di gestione della Biblioteca Civica di Marostica, la maggior parte dei cui componenti ha rassegnato le dimissioni proprio a seguito del “niet” della giunta Mozzo.
Il pubblico in piedi assiste comunque alla prima parte della serata, con l’atmosfera in sala che viene animata da un concerto live del gruppo Laikena e col successivo intervento introduttivo della prof Dinale.
Il tutto preceduto da un aperitivo di benvenuto nell’atrio d’ingresso della sala parrocchiale polivalente, offerto da un anonimo benefattore che ha coperto anche le spese dell’intera manifestazione, “in nome della libertà della cultura”, consentendone l’ingresso libero e gratuito.
Per l’ex presidente del Comitato Dinale, che è docente di Lettere al Brocchi, “è il segno di un nuovo umanesimo” rispetto al quale “abbiamo bisogno di rinnovare l’interesse per i valori umani, per la cultura e la formazione degli individui”.
Nel suo intervento, Laura Dinale esprime la propria gratitudine e quella dei membri dimissionari del Comitato Biblioteca, tutti presenti, nei confronti di chi ha reso possibile la realizzazione della rassegna, di chi la sostiene e del pubblico in sala:
“Ci avete permesso di andare oltre gli ostacoli; è da voi, infatti, che nasce il titolo della rassegna a cui diamo inizio: “Cinema oltre le mura”. Ci avete fatto capire che non dovevamo rimanere dentro i confini dei nostri inevitabili limiti e che dovevamo continuare: dovevamo andare oltre le mura e oltre i muri.”
“Io credo - è un altro passaggio del suo discorso, riferito all’anonimo mecenate che ha coperto le spese del buffet e della rassegna - che la vera liberalità non consista solamente nella larghezza e nella libertà del donare; credo invece che la vera liberalità si manifesti nel momento in cui il dono rende libero chi lo riceve. Il dono che abbiamo ricevuto ci ha resi liberi di promuovere un incontro culturale, che apra un dibattito e inviti tutti a non isolarsi, a non chiudersi, ma a buttarsi nel mare della società e della comunità.”
“In questa era digitale, in cui l’iperconnessione può coincidere con il tempo di maggior solitudine, dobbiamo uscire dalle nostre isole, oltrepassare i confini delle nostre solitudini: dobbiamo andare “oltre le mura” e dialogare, confrontarci, aprire il dibattito, come proveremo a fare questa sera - aggiunge la docente ed ex presidente -. Non è un fallimento non aver fatto questa rassegna a Marostica, non ci sono confini per queste cose.”
“Il film che presentiamo questa sera, No Other Land - conclude Laura Dinale -, ci invita a ribadire che noi ripudiamo la guerra come mezzo di risoluzione delle controversie, come ci dice la nostra bellissima Costituzione, e ci invita a riflettere, citando le “Meditazioni” di John Donne, sul fatto che: La morte di qualsiasi uomo mi sminuisce perché io sono parte dell’umanità. E dunque non chiedere mai per chi suona la campana: essa suona per te.”
Conclusione davvero degna di una prof di Lettere.
Applausi supplementari e buio in sala.
Terminata la proiezione di No Other Land, in lingua originale e coi sottotitoli (per me il modo migliore per guardare un film straniero, ma so di appartenere a una minoranza), nuovamente Laura Dinale chiama sul palco tutti i membri dimissionari dell’ormai ex Comitato della Biblioteca Civica di Marostica, per il giusto tributo della platea a chi da mesi ha dedicato tempo, risorse ed energie all’organizzazione della rassegna Mozzata di brutto e riproposta in quel di Nove.
Due giovani esponenti dell’ex Comitato, Ottavio Campagnolo e Luca Meneghini, dopo aver espresso alcune considerazioni di natura tecnica sulla pellicola appena vista conducono quindi l’annunciato dibattito con il pubblico, dal quale emergono alcune puntuali domande e interessanti riflessioni.
Ma il bloc notes del vostro umile cronista freme dalla voglia di annotare anche qualche sviluppo di attualità del “caso Marostica”, col Comitato della Biblioteca rimasto ormai svuotato e acefalo.
Il desiderio viene esaudito dai consiglieri di minoranza di Marostica presenti nell’occasione: Daniela Bassetto e Giorgio Santini.
Daniela Bassetto riferisce infatti che il gruppo di minoranza ha depositato un ordine del giorno per il consiglio comunale di Marostica di martedì prossimo che chiede “la surroga dei componenti dimissionari del Comitato di gestione della Biblioteca Civica” affinché si ricostituisca il Comitato.
Ma rivela di avere appena ricevuto la risposta del Comune che “l’ordine del giorno non verrà inserito nel prossimo consiglio comunale”.
Visto che la consigliera siede vicino a me, ricevo poi da lei una copia cartacea della risposta comunale.
Vi si legge, in sostanza, che l’ordine del giorno non è stato inserito a norma di regolamento, articolo pinco e comma pallino, con le proposte scritte e complete che vanno presentate al responsabile del servizio competente “almeno cinque giorni lavorativi prima della pubblicazione dell’avviso di convocazione del consiglio”, eccetera eccetera e bla bla e bla bla.
Se ne riparlerà, quindi, col Mozzo di poi.
Giorgio Santini invita invece i dimissionari a indicare i nomi di altre persone disponibili a far parte del nuovo Comitato Biblioteca, da proporre per le nomine di competenza della minoranza.
The End. Ende. Xe finìo.
Il primo appuntamento di “Cinema oltre le mura” si conclude con la condivisa sensazione di una serata molto ben riuscita.
Per gli ex membri del Comitato Biblioteca di Marostica era una scommessa: la prova del Nove è stata superata.
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