Imprese

Imprese e Manovra 2026: luci e ombre per l'artigianato

Confartigianato Vicenza promuove il fisco, ma lancia l'allarme su investimenti green e innovazione

Pubblicato il 03 gen 2026
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Una manovra "figlia dei tempi", segnata dalla necessità di far quadrare i conti pubblici ma con luci e ombre per il comparto produttivo.
È questo, in sintesi, il giudizio espresso da Gianluca Cavion, presidente di Confartigianato Imprese Vicenza, all’indomani dell’approvazione definitiva della Legge di Bilancio 2026.
Un testo che Cavion definisce «prudente», dove la linea del rigore ha prevalso sulle spinte espansive, lasciando però irrisolti alcuni nodi cruciali per il mondo dell'artigianato e delle piccole medie imprese (PMI).

Il presidente Gianluca Cavion: «Manovra prudente e responsabile, ma serve più coraggio su innovazione e continuità degli incentivi per far ripartire gli investimenti delle piccole imprese»


Fisco e Investimenti: bene l'Irpef, male l'edilizia
Il cuore fiscale della manovra vede con favore il taglio dell’Irpef per il ceto medio, con l’aliquota per i redditi fino a 50mila euro che scende dal 35% al 33%. Un segnale positivo, così come il rifinanziamento della Nuova Sabatini, strumento vitale per chi vuole rinnovare macchinari e attrezzature.
Tuttavia, le note dolenti arrivano dal settore casa. La progressiva riduzione dei bonus edilizi preoccupa Confartigianato: «La mancanza di continuità e l'esclusione di incentivi per le caldaie a gas frenano la transizione energetica e creano incertezza», avverte Cavion. «Le imprese hanno bisogno di programmazione, non di rimodulazioni annuali che bloccano i cantieri».

Il nodo Transizione 5.0 e l'innovazione
Il tasto più dolente riguarda però l'innovazione tecnologica. Sebbene siano stati stanziati 1,3 miliardi per coprire i pregressi di Transizione 4.0, le risorse per Transizione 5.0 appaiono insufficienti. La cancellazione delle "maggiorazioni green" e l'assenza di una "soluzione ponte" per gli investimenti non finanziati rischiano di paralizzare i piani di ammodernamento delle imprese vicentine.
«Le imprese artigiane chiedevano certezze sugli investimenti green», sottolinea il presidente. «Questa incertezza normativa rischia di rallentare la crescita e di vanificare gli sforzi già compiuti dai nostri imprenditori».

Lavoro e Welfare: un fisco più leggero sulle buste paga
Sul fronte del lavoro, la manovra introduce un'importante novità: un'aliquota sostitutiva al 5% sugli incrementi retributivi nel settore privato per il 2026. Una misura che valorizza i rinnovi contrattuali siglati negli ultimi anni e sostiene il potere d'acquisto dei dipendenti. Apprezzati anche i bonus per le lavoratrici madri, sebbene Confartigianato chieda uno sforzo maggiore: «Il sostegno alla natalità deve partire dal primo figlio e non può prescindere da interventi strutturali sull'apprendistato per i giovani, riducendo il mismatch tra domanda e offerta di lavoro».

Liquidità: il rischio delle nuove ritenute
Non mancano i timori per la gestione finanziaria quotidiana. Se da un lato è positiva l'eliminazione dei limiti alla compensazione dei crediti fiscali, dall'altro preoccupa l'introduzione di una ritenuta d'acconto nelle transazioni tra imprese. «È una misura che rischia di prosciugare la liquidità delle realtà più piccole», denuncia Cavion, aggiungendo alle criticità anche l'aumento dell'accisa sul gasolio che colpirà duramente il settore dell'autotrasporto.

Uno sguardo ai mercati: Moda e Internazionalizzazione
In chiusura, un raggio di sole per il comparto Moda, eccellenza del territorio vicentino e trevigiano, che riceve nuovi fondi per il design e l'ideazione. Positivo anche il potenziamento dei fondi per l'internazionalizzazione (100 milioni aggiuntivi). «In un mercato globale segnato dalla crisi tedesca e dall'incognita dei dazi americani», conclude Cavion, «rafforzare il Made in Italy all'estero è fondamentale per la tenuta del nostro sistema produttivo».

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