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Musica

Le Orme lasciano ancora il segno

In un caldo palazzetto di Camposampiero, le Orme fanno rivivere il rock progressivo made in Italy

Pubblicato il 06 lug 2009
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Il maltempo che è riuscito a fermare il “Concerto Grosso” targato New Trolls a Marostica, non è riuscito invece a bloccare la performance live de “Le Orme”, ospiti nel palazzetto Don Bosco a Camposampiero.
Spesso si dice che la musica del rock progressivo appartiene al passato, che ha fatto la storia, e forse in parte è così, tuttavia a guardare e soprattutto a sentire suonare gruppi come “Le Orme” ci si accorge di sonorità non più in auge nella cultura musicale moderna ma comunque ancora portatrici di una carica musicale travolgente.
L'utilizzo magistrale di strumenti dai suoni avvolgenti, come l'organo Hammond, il sintetizzatore Moog con il suo suono elettrico e le esecuzioni trascendentali di Aldo Tagliapietra e il suo sitar, non sono cose di tutti i giorni. Inoltre, la batteria del mai stanco Michi de Rossi ha contribuito egregiamente a trascinare il pubblico in quasi 3 ore filate di concerto

Le Orme in concerto, in una delle loro esibizioni

Forse un'unica pecca: per chi è abituato ai concerti rock in spazi aperti, l'ascolto nella superficie angusta di un palazzetto ha forse quietato la frenesia progressiva, ma all'ascolto di pezzi come “Gioco di bimba”, “Cemento armato” o “Sguardo verso il cielo”, la passione ha avuto la meglio sul caldo soffocante, facendo cantare tutti, bimbi compresi.

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