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Veronese inciso
Dal 14 settembre al Museo Remondini di Bassano la mostra delle incisioni riproducenti i capolavori del grande artista. L'evento espositivo inserito nell'itinerario di mostre “Scopri il Veneto di Paolo Veronese”
Pubblicato il 08 set 2014
Visto 3.829 volte
Riceviamo e pubblichiamo la seguente comunicazione, trasmessa in redazione dall'Assessorato alla Cultura del Comune di Bassano del Grappa:
COMUNICATO
Agostino Carracci da Veronese: "Il martirio di Santa Giustina"
Si inserisce nell’itinerario “Scopri il Veneto di Paolo Veronese” con altre 4 mostre e 32 siti intitolati a Paolo Veronese la mostra “Veronese inciso” che i Musei civici di Bassano del Grappa dedicheranno dal 14 settembre 2014 alla fortuna di Veronese nella stampa “di traduzione” segnalando l’enorme fama dell’artista e le capacità tecniche degli incisori di rendere con i tratti segnati sulla lastra la felicità e l’esuberanza del colore del Caliari.
La consistente collezione di incisioni raccolte a Bassano da Giuseppe Remondini nella seconda metà del Settecento, si crea ad exemplum e a supporto tecnico della produzione calcografica e tipografica della più grande stamperia europea del Settecento – ed è l’Encyclopédie a ricordarlo, prima dei numeri degli addetti e della produzione. Tale fondo, donato nel 1847 alla città dall’ultimo erede, Giambattista, è il punto di partenza per il Museo della stampa Remondini, il più recente tra i antichi musei bassanesi, premio ICOM per il 2010. Un sondaggio, condotto in occasione delle celebrazioni veronesiane, ha rivelato 126 stampe (92 erano quelle citate da Mariette nel 1740-70), tra calcografiche e xilografiche tratte dalle opere di Veronese.
Tra questi fogli la scelta di 66 incisioni, datate tra la fine del Cinquecento e gli ultimi anni del Settecento ed ora esposte a palazzo Sturm, consente di rivelare quasi tutti i capolavori del grande artista, a partire dalle acqueforti contemporanee di Agostino Carracci fino alla produzione più corrente dei Remondini, che in pieno Neoclassicismo non esitano a tradurre nei segni fortemente inchiostrati la magniloquenza del disegno più che la felicità del colore. È una dimostrazione della fortuna di Veronese, la cui fama, con la complicità del barocco e di Tiepolo, non aveva mai visto flessioni nel mercato di tutta Europa.
Due sono i nuclei più significativi. Il primo è quello disegnato da Agostino Carracci, il protagonista bolognese della prima stagione del Seicento, che nei suoi viaggi veneziani del 1582 e 1585 incide, per Orazio Bertelli opere di Veronese – ancor vivo l’artista - scalate tra ottavo e nono decennio, anche perdute. Tra queste si segnala il grande foglio con Il martirio di Santa Giustina, tratto dall'opera eseguita nel 1575 da Paolo con il fratello Benedetto per l'altar maggiore dell'abbazia benedettina padovana intitolata alla santa patrona di Padova.
L'altro nucleo è quello costruito dal pittore e incisore fiammingo Valentin Lefevre (Le Febre) al quale si deve, alla fine della sua vita la pubblicazione di un'opera fondamentale per il barocco veneto, Il pregevolissimo volume Opera selectiora quae Titianus Vecellius Cadubrensis et Paulus Caliari Veronensis inventaverunt, ac pinxerunt, quaeque Valentinus Le Fevre Bruxellensis delineavit & sculpsit, Venezia 1680, ripubblicato due anni dopo, postumo. Da questa sono stati selezionati i fogli che documentano l'attività di Veronese e dei suoi allievi per Palazzo Ducale a Venezia, nella sala delle Udienze del Consiglio dei Dieci (1555-1557), nella Sala del Maggior Consiglio (1579-1582) e nella Sala del Collegio (1575-1577).
Alle Nozze di Cana, dipinte da Veronese tra il 1562 ed il 1563 per il Refettorio del convento di San Giorgio Maggiore ora al Louvre, sono riservati tra Sei e Settecento numerosi fogli, il più importante dei quali, esposto, è l'acquaforte incisa da Giovan Battista Vanni per Ferdinando II di Toscana, stampato a Roma nel 1637 da Gio:Giacomo de' Rossi.
Posto d'onore In mostra per i legni xilografici incisi, con tecnica da lui inventata, dall'inglese John Baptist Jackson, tutti ceduti a Giuseppe Remondini, che saranno esposti assieme ad una selezione dei fogli da lui eseguiti sulle opere di Veronese. Una chicca che, in mezzo a stampe multiple, da sola vale il viaggio a Bassano, per gli addetti ai lavori e per chi vuole capire come le immagini si propaghino grazie alla forza espressiva delle immagini stesse.
Curata da Giuliana Ericani e sostenuta dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Verona Vicenza Belluno Ancona la mostra “Veronese inciso” resterà aperta nella Sala delle Spade a Palazzo Sturm fino al 19 gennaio 2015. Il volume pubblicato per l’occasione presenta l’intero corpus delle incisioni di traduzione da Veronese conservato nel Gabinetto Disegni e stampe.
A corredo della mostra sono previsti tre incontri organizzati in collaborazione con gli Amici dei Musei e dei Monumenti di Bassano del Grappa:
martedì 9 settembre: Paola Marini “Paolo Veronese” Museo civico, sala Chilesotti ore 18:00
sabato 13 settembre: Giuliana Ericani “Veronese inciso” Palazzo Sturm ore 17:00
mercoledì 24 settembre: Xavier Salomon " "I ritratti nascosti di Paolo Veronese"” Museo civico ore 18:00
Veronese inciso. Stampe da Veronese dal XVI al XIX secolo
a cura di Giuliana Ericani
Bassano del Grappa, Museo della Stampa Remondini
Palazzo Sturm, Via Schiavonetti
14 settembre 2014 - 19 gennaio 2015
inaugurazione sabato 13 settembre 2014 ore 18:00
Orari: da martedì a sabato 9:00-13:00 e 15:00-18:00
domenica e festivi 10:30-13:00/15:00-18:00
Biglietti: intero € 5,00, biglietto ridotto € 3,50
riduzione prevista per i possessori di biglietto di una delle mostre inserite nel circuito regionale «Scopri il Veneto di Veronese» (Verona• Vicenza • Padova • Castelfranco Veneto)
Contatti: tel. 0424 519940 • info@museibassano.it • www.museibassano.it • Fb/museibassano
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