Ultimora
Attualità
15 lug 2026
Santissima Trinità, il Tar sospende la delibera del Consiglio: si riapre il caso politico
16 Jul 2026 17:55
Al via da Verona il tour di Angelina Mango, ospite Marco Mengoni
16 Jul 2026 17:27
Seviziò il figlio neonato per avere sussidi, condannato a 8 anni
16 Jul 2026 15:44
Acque sicure in tutto il Veneto, controlli di Arpav con esiti favorevoli
16 Jul 2026 15:31
Ink di Danny Boyle film di apertura della Mostra del Cinema di Venezia
16 Jul 2026 14:46
Pisani a Padova per commemorare l'agente Trevisan ucciso nel 1988
16 Jul 2026 22:45
L'Iran alza il tiro e minaccia la chiusura del Mar Rosso
16 Jul 2026 22:47
Un nuovo premier a Kiev, proteste per il rimpasto di Zelensky
16 Jul 2026 20:42
Sabato il picco del caldo, aumentati i decessi tra gli anziani
16 Jul 2026 20:32
Matematica bestia nera e si stenta in Italiano
Elvio Rotondo
Contributor
Bassanonet.it
Il Mediterraneo, un crocevia strategico sempre più “caldo”
La difficile ricerca di un equilibrio tra solidarietà, sicurezza e paura
Pubblicato il 22 set 2023
Visto 7.577 volte
Il Mediterraneo è uno dei crocevia strategici più vitali del mondo, è stato epicentro di grandi competizioni e conflitti di potere fin dall'antichità.
Già gli antichi Romani chiamavano il Mediterraneo Mare Nostrum (in quanto tutte le terre che si affacciavano in esso appartenevano all'antica Roma), e la definizione viene ripresa più volte nell'età moderna, in rapporto a una politica di affermazione italiana nel Mediterraneo.
Esso è inteso come uno spazio strategico in quanto area di connessione dal punto di vista economico, energetico e infrastrutturale tra Europa, Africa e Asia e continua a essere caratterizzato da innumerevoli fattori di instabilità e conflitto. È un mare che rappresenta solo l’1% della superficie marina della terra, ma attraverso il quale passa il 20% del traffico marittimo.
Per millenni il Mediterraneo è stato un crocevia di civiltà: un luogo di scambi commerciali e culturali, con l'Italia al centro.
Per anni è stato di fatto una zona di retrovia per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti che ha ridotto, nel decennio successivo alla fine della Guerra Fredda, la sua presenza, poiché conflitti più pressanti e altri interessi hanno attirato l’attenzione altrove, verso l’Indo-Pacifico, il Golfo Persico, l’Afghanistan etc..
Naturalmente i vuoti si riempiono, e altri tentano di occupare lo spazio lasciato libero. Ne sono un esempio Cina e Russia che stanno aumentando la loro presenza nella regione.
La riconciliazione di Iran e Arabia Saudita e il ritorno della Siria nella famiglia araba hanno portato a partenariati strategici tra Cina e Palestina, oltre che tra Russia e Algeria.
Per la Cina, il Mediterraneo rappresenta la tappa finale del ramo della Via della Seta diretto verso i Paesi occidentali via mare, con la sua marina mercantile che attraversa l'Oceano Indiano, il Mar Arabico e il Mar Rosso, per poi imboccare il Canale di Suez e accedere al Mare Nostrum per proiettarsi da lì verso i mercati dell’Europa occidentale e del Nord Africa. Nel Mediterraneo orientale, la Cina ha firmato con l'Egitto un accordo di partenariato strategico globale simile a quello con l'Algeria.
Nel corso degli ultimi anni si sono viste nel Mediterraneo anche le navi da guerra cinesi di ultima generazione impegnate in esercitazioni.
La visibilità militare della Cina nel Mediterraneo è solo un passo indietro rispetto alla sua visibilità economica. Il dispiegamento militare potrebbe sfociare in una vera e propria proiezione nei prossimi anni, dato che gli interessi cinesi sono in continua crescita nel Mare Nostrum.
Secondo Gianni Bonini, Senior Fellow del think tank “Il Nodo di Gordio” “il Mediterraneo, dopo le primavere arabe del 2011, non è più quello di una volta. Occorre una rilettura del nuovo scenario e la capacità di far pesare la nostra presenza nell'ottica di una stabilizzazione, da contrapporre all'attuale molesto disordine. Il Mediterraneo sempre meno “Mare nostrum” come dicevano i romani, perché la politica estera italiana degli ultimi vent’anni almeno ha abdicato al ruolo geopolitico naturale del Belpaese, a quel ponte naturale inserito proprio nel mezzo del bacino, ponte tra Africa ed Europa, con uno sguardo pure rivolto a quanto accade nel Medio Oriente. La conseguenza di tutto ciò è stata la progressiva irrilevanza dell’Italia nelle questioni geostrategiche mediterranee, con il risultato di essere sempre più soggetti alle ubbie dei ras, capi, capetti e perfino dittatori dei paesi che si affacciano sul Mare ex nostrum, con i dittatori che rappresentano sempre più la categoria preponderante, specie sulle sponde meridionali e orientali del Mediterraneo”.
Un paese che ha rappresentato sicuramente una fonte di instabilità per tutta l’area è la Libia. L’intervento del 2011 di Francia, Gran Bretagna e Usa contro il rais libico, Gheddafi, ha lasciato il paese e tutta l’area del Mediterraneo nel caos. In Libia si sono schierati molti paesi a favore della Tripolitania o della Cirenaica a seconda dei propri interessi strategici. Il sostegno militare al generale Khalifa Haftar, capo dell’Esercito Nazionale Libico, sarebbe finanziato da alcuni paesi come Emirati Arabi Uniti, Egitto, Francia e Russia, mentre Turchia e Qatar supportano il governo di Tripoli. Dall’Italia, invece, si è mantenuta equidistante da entrambi gli antagonisti della crisi libica. Turchia e Qatar sostengono a livello ideologico-politico la Fratellanza musulmana e di conseguenza si sono opposti al governo di al-Sisi in Egitto, ma dopo anni ed anni di gelo Ankara ha riallacciato i rapporti con il Cairo. A margine dell’ultimo G-20 i rispettivi presidenti si sono incontrati e hanno espresso la volontà di rafforzare la cooperazione regionale, in un quadro di rispetto reciproco al fine di mantenere la sicurezza e la stabilità nella regione del Mediterraneo orientale.
Anche l’Iran ha una linea diretta di influenza politica e militare nel Mediterraneo attraverso l’Iraq e la Siria e fino al Libano (con la fornitura di missili avanzati a Hezbollah in grado di colpire navi, porti e infrastrutture energetiche). La Russia ha dovuto tenere conto della presenza iraniana in Siria, date le forniture di droni kamikaze iraniani a Mosca. La guerra in Ucraina e le conseguenti sanzioni occidentali hanno reso l'Iran un attore chiave per aggirare le sanzioni. Teheran avrebbe continuato a utilizzare i porti siriani come porta principale per rifornire di petrolio il suo proxy libanese, Hezbollah e il regime di Assad. Nel 2022, l'Iran avrebbe esportato circa l'8% della sua produzione di petrolio attraverso i porti siriani, ogni trimestre.
La Russia è sempre stata presente nel Mediterraneo con molte delle sue navi. La sua marina è presente nella struttura navale russa di Tartus, situata all'estremità settentrionale del porto marittimo della città, a circa 25 km a nord dal confine tra Siria e Libano. Ospita un’installazione navale di approvvigionamento e manutenzione dall’epoca sovietica, nell’ambito di un accordo del 1971 con la Siria. La base fu creata inizialmente nel corso della Guerra Fredda come supporto alla flotta della Marina sovietica nel Mar Mediterraneo. Nel corso gli anni 70, punti di supporto simili si trovavano in Egitto (Port Said) e a Latakia, in Siria. Nel 1977, le basi di appoggio egiziano ad Alessandria e Marsa Matruh furono evacuate e le navi e i materiali trasferiti a Tartus, dove la base di appoggio navale fu trasformata nella 229a Divisione navale di supporto. Sette anni più tardi, il punto di supporto di Tartus fu ristrutturato diventando il 720° Punto di Supporto logistico.
A seguito dell’invasione dell’Ucraina, l'esercito russo si è ritirato da alcune zone di Latakia, prontamente rioccupate dai combattenti filo-iraniani di Hezbollah. Le truppe russe esperte sarebbero gradualmente state trasferite in Ucraina e sostituite in Siria da soldati alle prime armi. Mosca considera ancora la sua presenza in Siria un importante risultato e vede la sua alleanza con Damasco fondamentale e non ha nessuna intenzione di lasciare il paese.
Nel Mediterraneo orientale, permangono alcune questioni aperte tra Grecia e Turchia, entrambe appartenenti alla NATO. Da decenni sono in disputa aperta su una serie di controversie che riguardano i confini marittimi, le piattaforme continentali per l’esplorazione sottomarina e lo status del nord dell’isola di Cipro. Tra periodi di minacce di escalation e altri piccoli ma incoraggianti segnali di distensione si continua a giocare col fuoco nella regione che ospita le più grandi scoperte di giacimenti di gas naturale offshore di questo millennio, con prospettive di ulteriori scoperte significative.
Questo potenziale vantaggio per l’area è tuttavia oscurato da rivendicazioni territoriali concorrenti, aumentando le tensioni già esistenti e aggravando il rischio di conflitto.
Nel Mediterraneo occidentale sono particolarmente serie le ostilità tra Marocco e Algeria. Due potenze di peso geopolitico equivalente bloccate in un'intensa competizione per l’egemonia regionale. La corsa agli armamenti tra i due, accentuata dal riconoscimento da parte degli Stati Uniti e Israele della sovranità marocchina sul Sahara occidentale, ha aumentato i rischi di guerra nella regione.
Infine, il flusso incontrollato di un gran numero di migranti irregolari verso l’Europa che predilige la rotta attraverso Italia e Grecia, sta mettendo in luce la mancanza di capacità dell'UE nel definire una politica migratoria europea efficace (da molto tempo, a dire il vero), lasciando spesso l’Italia sola ad affrontare una crisi umanitaria la cui fine è davvero difficile da prevedere.
..Non sono solo le alte temperature di quest’estate a rendere il Mare Nostrum particolarmente caldo, ma vi contribuiscono, soprattutto, le dinamiche geopolitiche globali in continua evoluzione.
New
Notizie flash sul tuo smartphone
Unisciti al nostro nuovo canale Telegram, ricevi una notifica ogni volta che pubblichiamo una notizia.
Più visti
Attualità
09 lug 2026
Pfas nei pozzi privati, il Pd chiede alla Regione verifiche e tempi certi
Visto 20.880 volte
Attualità
10 lug 2026
Pfas nel Bassanese, Retinò: «Valori sotto i limiti non significano che il problema non esista»
Visto 20.685 volte
Geopolitica
09 lug 2026
La Serbia a un bivio: proteste, possibili dimissioni e nuove elezioni
Visto 20.331 volte
Politica
10 lug 2026
Tutti per il Tribunale: sindaci, categorie e cittadini fanno muro in via Marinali
Visto 19.711 volte
Politica
11 lug 2026
È guerra sul Tribunale: il Comitato chiede un faccia a faccia pubblico
Visto 19.509 volte
Politica
09 lug 2026
Tribunale della Pedemontana, Rosà e Cartigliano attaccano i contrari alla riapertura
Visto 19.489 volte
Attualità
11 lug 2026
San Lazzaro, tornano i fantasmi del passato: l'ombra di trattative riservate sulle aree agricole
Visto 18.642 volte
Attualità
13 lug 2026
Crisi idrica: il Brenta resta a secco, il Veneto dichiara l'emergenza
Visto 14.442 volte
Geopolitica
13 lug 2026
Il riarmo della Germania e la sfida dell'autonomia strategica europea
Visto 13.342 volte
Attualità
25 giu 2026
Bassano cambia volto: 50mila metri quadri in trasformazione
Visto 29.668 volte
Attualità
29 giu 2026
Vandalismi nella notte: il centro di Bassano chiede una strategia anticrimine
Visto 22.005 volte
Attualità
26 giu 2026
Due candidature per un solo posto: il paradosso veneto verso la Capitale della Cultura 2029
Visto 21.607 volte
Attualità
17 giu 2026
A Bassano l'ultimo viaggio nello sguardo di Sebastião Salgado
Visto 21.104 volte
Politica
29 giu 2026
Blitz contro Vannacci: volantini shock al gazebo del movimento
Visto 21.032 volte
Attualità
18 giu 2026
La grande estate di Bassano: sei notti mondiali nel polmone verde della città
Visto 20.882 volte
Attualità
09 lug 2026
Pfas nei pozzi privati, il Pd chiede alla Regione verifiche e tempi certi
Visto 20.880 volte
Attualità
20 giu 2026
La Ciclopista del Canale Medoaco slitta al 2027: nuovo progetto da 1,2 milioni di euro
Visto 20.830 volte
Attualità
22 giu 2026
Bassano sotto le stelle, cinque mercoledì di eventi per riaccendere il centro storico
Visto 20.705 volte