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Un'iniziativa per riflettere sul massacro di Gaza

Mentre le truppe israeliane entrano a Gaza via terra, e il mondo protesta per la brutalità di questi attacchi, SEL lancia un'idea al sindaco per organizzare un'iniziativa pubblica per riflettere sugli accadimenti e chiedere la pace.

Pubblicato il 18-07-2014
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Israele è entrata a Gaza con un'offensiva via terra, dopo una serie di attacchi aerei che hanno devastato case, famiglie, vite. E' salito a oltre 250 il conteggio delle vittime tra i palestinesi.

Le abbiamo viste tutti, volente o nolente, le immagini di quei bambini carbonizzati in seguito alle bombe, abbiamo visto le immagini degli agglomerati urbani di Gaza city. Ci siamo abituati a vederli in fiamme quegli edifici, come se custodissero una maledizione, come se fossero destinati ad essere bombardati per principio.


Ma la causa di questa offensiva, non va di certo cercata in quei lanci di razzi che partono da Gaza e finiscono in territorio israeliano. La causa è politica. La decisione di Hamas di creare un fronte comune con l'autorità palestinese di Ramallah ha allarmato Tel Aviv, priva di risposte rispetto ad un’evoluzione diplomatica di questo tipo da parte dei palestinesi. Una Palestina unita è fumo negli occhi per Israele.

E mentre a Sderot, la città israeliana più vicina a Gaza, c'è gente che festeggia per i razzi che colpiscono gli edifici della striscia, in tutto il mondo si sono accesi focolai di protesta contro la brutalità di questi attacchi israeliani.

A Bassano del Grappa è stato il circolo cittadino di SEL, a comunicare con una lettera al sindaco e alla giunta l'intenzione di organizzare un'iniziativa pubblica per riflettere sugli accadimenti e chiedere la pace.


La lettera la pubblichiamo in seguito:

Signor Sindaco, signori Assessori, signori Consiglieri
gli eventi drammatici che stanno scombussolando i delicati equilibri tra Israele e Palestina sono sotto gli occhi di tutti noi; sono eventi che dilaniano una terra così importante, una parte così cruciale del mondo che ha contribuito alla formazione della nostra cultura occidentale. Di fronte ai missili, ai bombardamenti e agli attacchi di terra che continuano a mietere vittime innocenti, il nostro continente rimane immobile: quell'Europa nata come portatrice di diritti e pace vive un dissidio tra ideali fondanti e azioni effettivamente compiute. Dopo la sua ultima visita in Terra Santa, Nichi Vendola ci ha raccontato di un'Europa che, vista dall'altra parte del Mediterraneo, appare come un buco nero, inerte, che fa paura: proprio a questo dovremmo iniziare a pensare. E, allo stesso modo, dovremmo riflettere su una politica italiana che si ferma a sterili dichiarazioni che dicono tutto ma senza dire niente. Un'assenza di personalità politiche che è difficile da compensare, che, purtroppo, porta spesso ad un distacco da parte della società tutta. E così, nella nostra vita quotidiana, ingenuamente pensiamo che la guerra sia una cosa non nostra, relegata ad un passato remoto, ai libri di scuola. Eppure quel conflitto che sentiamo così lontano, a tal punto da poterlo ignorare, continua a mietere vittime ogni giorno. Per questo la guerra è un qualcosa che ci "appartiene", la guerra è qui, ora!
Per questi motivi il Circolo Cittadino di Sinistra Ecologia Libertà chiede e invita tutte le associazioni,partiti,sindacati e i cittadini ad aderire ad una iniziativa pubblica da costruire per riflettere e per chiedere la PACE.




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