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Certe notti a Operaestate

Il festival delle città-palcoscenico è l'unica, vera espressione condivisa del “territorio allargato”

Pubblicato il 28-07-2010
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Certe notti, a Operestate Festival Veneto, può succedere di assistere a uno spettacolo di rara bellezza. E' accaduto ieri sera al Teatro degli Ezzelini, con la performance di danza “Certe Notti” che ha visto diciotto straordinari danzatori - nove ragazze e nove ragazzi - della Fondazione Nazionale della Danza “Aterballetto” interpretare, per le ardite coreografie di Mauro Bigonzetti, le canzoni e le poesie di Luciano Ligabue.
Il pubblico, alla fine, ha salutato l'esibizione con un meritato e interminabile applauso, confermando l'altissimo livello a cui la manifestazione delle “città palcoscenico” (che quest'anno compie 30 anni, proprio come Aterballetto) oramai ci ha abituato.
Iniziata lo scorso 18 giugno, la stagione di Operaestate è al giro di boa. Per il mese di agosto è in programma un ulteriore fitto cartellone di appuntamenti sul palco tra Bassano del Grappa, l'Alta Padovana e gli altri comuni della Pedemontana vicentina e trevigiana.

Foto di scena dello spettacolo di danza "Certe notti" di Aterballetto

E una considerazione sorge spontanea: laddove non arriva la politica locale, arriva il linguaggio dell'arte e dello spettacolo. In nessun'altra manifestazione pubblica il “territorio allargato” - che comprende Bassano, Asiago, Asolo e Cittadella, divise da tre province, dalle differenze culturali tra pianura e montagna e da una lunga storia di rapporti difficili - riesce ad esprimersi in maniera così coordinata e a dialogare unito con la Regione Veneto, co-promotore del festival, e non solo da quest'anno.
Anzi, si può ben dire che di questo “Veneto centrale” dai cui campanili si può osservare lo skyline del Grappa e dell'Altopiano il festival estivo rappresenta l'unica, vera espressione condivisa. Un'adesione territoriale la cui valenza viene confermata anche dall'assessore bassanese allo Spettacolo e Operaestate, nonché vicesindaco di Bassano, Carlo Ferraro.
E che concede a Bassano, per una volta all'anno, il ruolo di riferimento di un comprensorio sovraprovinciale altrimenti emarginato - a Roma e in Laguna - dalle priorità dell'asse metropolitano Venezia-Padova-Verona.

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