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Massimiliano Cavallo

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Tribunale della Pedemontana, Martini: «Non chiediamo privilegi, ma rispetto per il territorio»

La consigliera regionale replica alle critiche: «La giustizia deve essere vicina a cittadini e imprese»

Pubblicato il 11 apr 2026
Visto 13.105 volte

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Il dibattito sul futuro del Tribunale della Pedemontana si arricchisce di un nuovo capitolo.
La consigliera regionale Morena Martini è intervenuta per ribadire il valore strategico del presidio bassanese, rispondendo alle perplessità sollevate dall'avvocato Gaetano Crisafi, presidente del "Comitato per una giustizia di qualità a Vicenza".
Secondo Martini, le posizioni contrarie alla riapertura sarebbero «ideologiche e fuorvianti», distanti dalla realtà quotidiana di molti utenti costretti a percorrere chilometri per raggiungere gli uffici giudiziari.

"Il referendum non ha fermato Bassano": Morena Martini sfida la linea Crisafi.

«Il territorio bassanese non chiede privilegi, ma chiede rispetto», ha dichiarato la consigliera, sottolineando come la comunità locale abbia sempre contribuito attivamente allo sviluppo economico attraverso il lavoro e il pagamento delle tasse.
Un punto centrale della replica riguarda l'attenzione alle categorie produttive.
Martini ha definito «elitaria e distante» l'ipotesi di limitare l'ascolto delle istanze degli artigiani, evidenziando come l'obiettivo primario debba essere quello di garantire una giustizia di prossimità che risponda alle esigenze concrete del tessuto sociale e imprenditoriale.
Lungi dal voler alimentare divisioni, la consigliera ha concluso precisando che Bassano rappresenta una parte integrante e fondamentale della provincia di Vicenza.
La nascita del Tribunale della Pedemontana, in quest'ottica, non dovrebbe essere vista come un fattore di frammentazione, ma come un elemento di unità volto a potenziare l'efficienza dei servizi per l'intero vicentino, senza alcuna volontà di alimentare polemiche istituzionali. Il punto non è creare divisioni, ma garantire servizi che funzionino davvero. Una giustizia lontana dai cittadini rischia di diventare inefficace; una gestione eccessivamente centralizzata può tradursi in disservizi concreti per territori produttivi e dinamici.
Allo stesso tempo, ogni scelta deve essere sostenibile e inserita in una visione complessiva del sistema. Continuare a rinviare o ridurre il confronto a uno scontro di posizioni non aiuta: serve una decisione chiara, capace di coniugare efficienza, prossimità e rispetto per il territorio.

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