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Bassano: “Nessun arrivo di profughi dal Nord Africa”

L'assessore al Sociale Lorenza Breda: “Dalla Prefettura nessuna richiesta di accoglienza”. Continua a ridursi il flusso di profughi atteso in Veneto. Zaia: “Nessun migrante sarà ospitato in provincia di Vicenza”

Pubblicato il 15-04-2011
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“Nessun arrivo a Bassano, in questi giorni, di profughi dal Nord Africa. Ho chiamato questa mattina la Prefettura di Vicenza, che è l'istituzione preposta alla gestione del problema e con la quale siamo in stretto contatto, che mi ha confermato che al momento non è previsto l'arrivo in città di nessun profugo. Confermo che il Comune di Bassano ha dato la disponibilità di 10 posti per l'accoglienza di queste persone. Il loro eventuale arrivo non dipende da noi, ma appunto dalla Prefettura.”
E' la dichiarazione di Lorenza Breda, assessore al Sociale del Comune di Bassano, interpellata da Bassanonet sull'emergenza umanitaria che potrebbe riguardare da vicino proprio la nostra città.
Bassano del Grappa è stato infatti il primo Comune del Veneto, assieme a Bibione nel veneziano, a rendersi disponibile all'accoglienza temporanea di un numero - per quanto limitato - di disperati arrivati dal mare.

L'eventuale l'arrivo di profughi in riva al Brenta, e soprattutto il loro numero, dipendono tuttavia dal flusso di accoglienza che la Regione Veneto sarà disposta a concedere in accordo con gli organismi competenti del Governo. Che, a sentire le dichiarazioni del governatore Luca Zaia, sarà un flusso comunque limitato.
Fino a ieri, dopo un altalenante balletto di cifre e a seguito di una nota ufficiale della Protezione Civile, risultava che i profughi dal Nord Africa destinati al Veneto saranno in tutto 204.
Lo ha comunicato ieri lo stesso presidente Zaia, che ha precisato che “lo status di profughi, e non di clandestini, di queste persone è stato accertato e verificato.”
“Nella stragrande maggioranza - ha aggiunto il governatore - si tratterà di donne e bambini, che saranno alloggiati in piccole strutture protette.”
“Il collaborazione con la Caritas e con le varie associazioni di volontariato - ha ancora detto Zaia - stiamo approntando un piano che prevede un'ospitalità diffusa sul territorio in piccole sedi d'accoglienza e che avrà impatto zero sia sulle realtà locali, che sulla condizione degli stessi profughi”.
La situazione, tuttavia, è ancora in divenire e il balletto di cifre continua.
Lo stesso Zaia, nella giornata di oggi, ha infatti aggiornato le sue dichiarazioni rese ieri affermando che “al momento l'ordine di grandezza su cui stiamo lavorando con la prefettura di Venezia rispetto al Ministero e alla Protezione Civile prevede 100 arrivi in Veneto e non più 204”.
“Sono immigrati - specifica il presidente leghista della giunta regionale - che hanno diritto alla protezione umanitaria. A loro, secondo la legge, viene offerta assistenza, ma sono liberi di muoversi.”
La costante evoluzione dei dati sui flussi in attesa si ripercuoterà, inevitabilmente, anche su Bassano. Il limitato numero di profughi previsti in Veneto - rispetto all'”ondata” annunciata un mese fa - rende verosimile l'ipotesi che alla nostra città, semmai la Prefettura lo riterrà necessario, venga richiesto di ospitare non più di 2 o 3 persone, possibilmente un nucleo famigliare. E questo potrebbe accadere nei primi giorni della prossima settimana. L'assessore Breda, al riguardo, resterà in contatto con le autorità preposte.
Ma a quanto pare, a Bassano tutto si risolverà con un nulla di fatto.
In serata, rispondendo a una polemica a distanza lanciata dal sindaco di Vicenza Achille Variati, ancora il presidente Zaia ha dichiarato che “secondo il piano predisposto dal Prefetto di Venezia, Luciana Lamorgese, nessuno dei cento migranti accolti in Veneto sarà ospitato a Vicenza o nella sua provincia”.
Affermazione che, se confermata, scriverebbe la parola "fine" alle notizie e ai rumors sul possibile arrivo nella città del Grappa di rifugiati nordafricani, sul quale qualcuno - e non solo sul piano politico - ha già alimentato il vento della polemica.
Attualmente in Veneto non sono preventivati altri arrivi, ma ciò non significa che la situazione non permanga critica.
Lo sottolinea sempre Zaia: “Tutto dipenderà - ha affermato - da cosa accade in Libia e dai flussi di profughi libici verso gli altri Paesi del Nord Africa. Secondo stime internazionali si stanno muovendo 400 mila persone.”

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