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Elvio Rotondo

Elvio Rotondo
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Geopolitica

La NATO si addestra nell’Artico

L’esercitazione “Cold Response 26” conferma il ruolo strategico dell’Alto Nord tra rivalità globali e cambiamento climatico

Pubblicato il 08 apr 2026
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Nel mondo si combattono decine di conflitti armati, che vedono coinvolti oltre 60 Stati e un centinaio di gruppi armati non statali. In questo contesto, nel corso dell’ultimo decennio, la NATO ha rafforzato in modo massiccio la propria capacità di deterrenza e difesa lungo il fianco orientale, dall’Oceano Artico a nord al Mar Nero a sud, proseguendo parallelamente le attività di addestramento, tra cui esercitazioni nell’ambiente artico che coinvolgono migliaia di soldati.

L'Artico e l'Alto Nord rivestono un'importanza crescente per la sicurezza collettiva della NATO. Sette degli otto Stati artici sono Alleati della NATO, quindi l'Alleanza ha un chiaro interesse a preservare la sicurezza, la stabilità e la cooperazione nella regione. Gli Alleati conducono regolarmente esercitazioni nell'Alto Nord, assicurandosi di essere pronti a difendersi e operare in qualsiasi condizione.

Esercitazione Cold Response 2026 (fonte Esercito norvegese)


Proprio in questo contesto, dal 9 al 20 marzo in Norvegia, Svezia e Finlandia, si è svolta l’esercitazione multinazionale denominata “Cold Response 26”, uno degli eventi addestrativi più significativi dell’Alleanza. L’attività, programmata con cadenza biennale, è finalizzata a rafforzare la presenza della NATO nel quadrante settentrionale, testando la capacità di difendere un Paese membro e, più in generale, il fianco nord in uno scenario di attivazione dell’Articolo 5.
Si tratta della principale esercitazione artica dell'anno, guidata dalla Norvegia, con 32.500 partecipanti provenienti da 14 nazioni: 25.000 in Norvegia (11.800 a terra, i restanti tra marina e aviazione) e 7.500 in Finlandia. Le forze si sono addestrate nei domini terrestre, marittimo, aereo, cibernetico e spaziale nelle regioni di Nordland, Troms e Finnmark occidentale, oltre che nella Finlandia settentrionale.
I Paesi partecipanti sono stati: Norvegia, Finlandia, Stati Uniti, Regno Unito, Germania, Paesi Bassi, Francia, Italia, Canada, Spagna, Turchia, Svezia, Danimarca, Belgio.
Secondo quanto riportato dal Ministero della Difesa, l’Italia ha partecipato con oltre 170 militari della Brigata Alpina “Taurinense”, costituiti da una Compagnia del 3° Reggimento Alpini, rinforzata con elementi del 32° Reggimento Genio Guastatori e assetti della Brigata Informazioni Tattiche, dispiegati in Finlandia.
La Marina Militare ha, invece, svolto una serie di esercitazioni lungo le coste norvegesi con l’impiego di Nave San Giusto, unità progettata per la proiezione di forze dal mare, dotata di bacino allagabile, e di un’unità della Brigata Marina San Marco, per un totale di circa 350 militari tra equipaggio e forza anfibia.
Degna di nota è stata la partenza anticipata, rispetto alla conclusione dell’esercitazione, della portaerei francese Charles de Gaulle, della fregata olandese HNLMS Evertsen e alcune unità navali italiane per essere riposizionate nel Mediterraneo Orientale.
“Cold Response 26”, principale esercitazione norvegese e tra le più rilevanti attività addestrative in ambiente artico dell’Alleanza, ha rappresentato un’importante occasione per consolidare l’interoperabilità tra le Forze Armate dei Paesi partecipanti, verificare la prontezza dei piani di difesa NATO e rafforzare la capacità di risposta collettiva nel quadrante nord. In tale contesto, la partecipazione italiana conferma il concreto contributo della Difesa alla sicurezza dell’area euro-atlantica e la piena capacità delle Forze Armate di operare con efficacia, prontezza e credibilità in ogni contesto operativo.

Come riportato in un precedente articolo su Bassano.net, il cambiamento climatico sta rendendo l’Artico sempre più centrale, attirando l’interesse di numerosi Paesi per lo sfruttamento delle risorse naturali della regione, mentre Russia e Cina hanno aumentato la presenza, le infrastrutture e le capacità militari.

Lo scioglimento dei ghiacci rappresenta una grossa opportunità per alcuni paesi particolarmente interessati (USA, Cina, Russia, Canada, Norvegia e Danimarca) con l’obiettivo primario di garantirsi risorse abbondanti come petrolio e gas, presenti in grandi quantità e l’utilizzo di rotte commerciali che si apriranno nei prossimi anni.
Infine, in ambito NATO è stato annunciato che la Svezia ospiterà la prossima riunione dei Ministri degli Esteri dell’Alleanza. L'incontro si terrà a Helsingborg, città costiera della Svezia meridionale, il 21 e 22 maggio 2026. Si tratta della prima volta che la Svezia ospita tale incontro da quando è entrata a far parte dell'Alleanza nel marzo 2024. Secondo il Segretario Generale della NATO, la riunione rappresenta un traguardo importante per portare avanti le sue principali priorità: aumento della spesa per la difesa, maggiore produzione nel settore della difesa e un forte sostegno all'Ucraina. La riunione servirà inoltre anche a gettare le basi per il prossimo vertice dei Capi di Stato e di Governo della NATO che si terrà ad Ankara a luglio.

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