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Il Grande Assente

Il sindaco che non c’è. Nicola Finco assente alla solenne cerimonia del 26 settembre. È la prima volta che un sindaco di Bassano del Grappa diserta la cerimonia dopo 81 anni dall’Eccidio del Grappa

Pubblicato il 26 set 2025
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“Preparati a una sorpresa stamattina...Dopo 81 anni dall’Eccidio, cerimonia in assoluto più importante e sentita di Bassano, il sindaco non ci sarà. Si è preso un fine settimana… Leggerà Scotton. Prima volta nella storia che non c’è il sindaco…”.
È il primo messaggio che mi sono trovato questa mattina su WhatsApp.
Caspita: notizia-bomba. Ma si tratta ovviamente di una voce - per quanto pervenuta da fonte autorevole - che va direttamente verificata sul campo.

Foto Alessandro Tich

E allora mi vesto, salto la colazione e mi fiondo a Bassano per essere puntuale alla deposizione della corona d’alloro in viale dei Martiri, prevista secondo il programma ufficiale alle 9:30, momento clou della solenne cerimonia di commemorazione dell’Eccidio del Grappa, culminato il 26 settembre 1944 con la pubblica impiccagione di 31 persone.
Alla faccia della puntualità: il corteo della cerimonia, proveniente dalla Santa Messa celebrata a San Francesco, compare in viale dei Martiri alle 10:20, con 50 minuti di ritardo.
E il sindaco di Bassano del Grappa Nicola Finco, effettivamente, non c’è.
Diversamente dai molti suoi colleghi del territorio in fascia tricolore, regolarmente presenti al solenne appuntamento, come ogni anno.
A rappresentare il Comune di Bassano del Grappa, con la fascia tricolore, c’è il vicesindaco Mariano Scotton.
Terminato il momento degli onori dedicati ai Martiri del Grappa, il corteo riprende la strada verso le piazze per la fase conclusiva della cerimonia dedicata ai discorsi ufficiali che, visto il tempo instabile, invece che nella prevista sede del Teatro al Castello si terranno nuovamente a San Francesco.
In viale dei Martiri incrocio l’assessore comunale Marina Bizzotto, uno dei soli tre componenti di giunta, oltre a Scotton, presenti alla cerimonia (gli altri due sono gli assessori Alessandro Campagnolo e Giada Pontarollo) e le chiedo al volo:
“Ma il sindaco dov’è?”.
Risposta:
“Non so niente. Uno può anche essere libero di essere ammalato.”
“Ammalato”? Non mi risulta, almeno secondo ulteriori informazioni arrivate in mio possesso, le quali riferiscono, in merito alla cerimonia di oggi, che “il sindaco aveva detto settimane fa che non ci sarebbe stato”.
Non mi resta - e non ci resta, visto che l’assenza di Finco è stata inevitabilmente notata da tutti - che vedere ed ascoltare se il vicesindaco Mariano Scotton, nel suo intervento di saluto al momento dei discorsi a San Francesco, spiegherà la motivazione della mancanza alla cerimonia del primo cittadino.
E invece Scotton, prendendo la parola al microfono di fianco all’altare, non la spiega.
Inizia il suo discorso di saluto semplicemente così:
“A nome del sindaco e dell’amministrazione comunale…”.
Mariano Scotton pronuncia comunque un discorso degno di tale nome, riferito a quell’epoca buia della nostra storia nazionale, da cui in Italia ci separano oltre 80 anni di divisioni di pensiero, e incentrato sul ricordo della figura di suo padre.
Si percepisce nettamente che le sue non sono parole di circostanza.
Segue quindi l’orazione ufficiale, affidata quest’anno alla prof.ssa Carla Poncina, già presidente dell’ISTRVI - Istituto Storico della Resistenza e dell’Ètà Contemporanea “Ettore Gallo” di Vicenza: una delle orazioni più belle e più intense che mi è capitato di sentire negli ultimi anni alla cerimonia del 26 settembre.
Terminata la celebrazione commemorativa, sul sagrato di San Francesco avvicino il vicesindaco Scotton e gli faccio la stessa domanda: “Ma il sindaco dov’è?”.
Risposta:
“Il sindaco non poteva essere presente.”
Punto. Non insisto con altre domande perché ho capito l’antifona.
Un po’ più tardi, ricevo un altro messaggio su WhatsApp, questa volta da una persona che era presente alla cerimonia, con metafora cinematografica:
“C’è “Il Grande Gatsby”, “Il Grande Lebowsky” e da oggi “Il Grande Assente”…”.
Chissà se questa volta Nicola Finco avrà le spalle abbastanza larghe, come dal suo comunicato di ieri (vedasi il mio articolo “I giardini di marzo”), per motivare la sua assenza nel libretto delle giustificazioni.

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