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Intervista su misura
La ricetta per combattere la contrazione dei consumi nel settore dell’abbigliamento e la novità del vestito su misura. Incontro con Matteo Garzaro (Berton), amministratore delegato dei magazzini Berton Luigi di Montecchio Precalcino
Pubblicato il 15 ott 2025
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C’è chi si “veste” e c’è chi si “copre”.
Lo ripete due volte nell’intervista che leggerete Matteo Garzaro (Berton), amministratore delegato della Berton Luigi Srl ovvero dei magazzini Berton Luigi, storico e notissimo punto vendita di abbigliamento e arredo casa di Montecchio Precalcino.
Non si tratta di una differenza marginale e poi scopriremo il perché.
Matteo Garzaro (Berton)
Come ammette lo stesso imprenditore rispondendo a una mia domanda, nel settore dell’abbigliamento la contrazione generale dei consumi si fa sentire già da anni ma è proprio questo lo sprone per cercare soluzioni di innovazione del mercato.
In altri termini, la parola d’ordine è “diversificare”.
Ed è questo lo spirito che anima il nuovo servizio offerto alla clientela: quello del vestito su misura.
E il servizio su misura sarà proprio al centro di un “open day” di presentazione per il pubblico nella sede dei magazzini Berton Luigi in via Summano a Montecchio Precalcino, in programma sabato prossimo 18 ottobre dalle 9:00 alle 19:30.
Dunque, Matteo: nell’immaginario collettivo, l’abito su misura lo fa il sarto. E invece apprendo da lei che si può fare anche in altri ambiti…
Certamente. Noi diamo la possibilità alla nostra clientela di venire nel nostro punto vendita e oltre a trovare tutto l’abbigliamento per uomo, donna, bambino, intimo e arredo casa, abbiamo anche questo servizio su misura con cui andiamo a creare i capi addosso ad ogni singola persona, quindi fatti esclusivamente per lei: l’abito, la camicia, il cappotto, il pantalone, la giacca, il maglione… Tutto quello che è per “vestirsi” e non per “coprirsi”.
Ma è un’esigenza sentita dalle persone, abituate all’abito confezionato?
Diciamo che su un target di clientela il servizio su misura è molto richiesto, anche perché a livello di comodità una persona, avendo già le misure, mi ordina il capo e glielo faccio arrivare direttamente a casa o in ufficio.
L’evento del 18 ottobre cosa vuole presentare?
Presenteremo questo servizio su misura con due aziende leader del mercato. La prima è un’azienda locale che possiamo chiamare “di famiglia” perché abbiamo un rapporto da decenni, che è la camiceria Xacus, che per me è il top dell’azienda di camicie e la seconda è un’azienda che è una “new entry” nella nostra attività: la sartoria Luigi Bianchi di Mantova. Un’azienda molto nota sui capi spalla, che ci dà un servizio su misura professionistico e veloce.
Oggi come sta andando il settore dell’abbigliamento?
C’è una contrazione, sicuramente, da molti anni e soprattutto dalla prima crisi del 2008-2009. Una crisi che ogni anno ha continuato a farsi sentire sempre di più, con piccole percentuali. La “botta forte” è arrivata con il Covid e la maggior parte delle aziende del settore del commercio non sono ancora ritornate ai livelli pre-Covid, ma pian piano ci arriveremo vicino. Solamente ci sono troppi imprevisti che continuano a sommarsi, dalle guerre alle crisi di politica internazionale. Una serie di cose che ovviamente intralciano tutto il sistema del consumo. Basta guardare anche il settore del lusso che oggi è in picchiata libera: dopo il 2020 del Covid i prezzi, soprattutto di marchi importanti, sono aumentati anche del 50%. Questo aumento dei prezzi fa sì che i clienti non siano più predisposti a spendere una determinata somma. Ma chi vuole comprare un prodotto di qualità si rivolge comunque a punti vendita fidelizzati che gli danno un servizio a 360 gradi.
Ma questa contrazione è solo un problema di potere d’acquisto della clientela?
Sicuramente il potere d’acquisto influisce molto. Ovviamente poi, negli ultimi dieci anni le esigenze sono un po’ cambiate. Perché la gente va più sul benessere, fa magari un viaggio in più. Invece di spendere 400 euro per un vestito, ne spende 250 e la differenza viene utilizzata per andare a cena fuori, per fare un weekend o per andare dall’estetista eccetera.
Il vestito è fondamentale ma è un prodotto particolare e le spiego perché. Se io oggi compro il pane e un litro di latte, il pane e il latte devo comprarlo anche domani. Mentre io, personalmente, se compro un cappotto me lo tengo per anni e non è che l’anno dopo vado a comprarmene un altro. Sono io l’anomalia, o sono la normalità?
Può essere sia l’anomalia che la normalità. Nel senso che ci sono le persone a cui piace “vestirsi” e quelle a cui piace “coprirsi”. Chi si copre, compra quando ha finito il capo. Chi si veste, ogni anno cerca invece la novità per essere sempre alla moda e al passo coi tempi.
Dal suo punto di vista di imprenditore, come vede l’immediato futuro?
Sarebbe una bugia dire che le cose si prospettano positivamente. Io sono nato ottimista e vedo sempre il bicchiere mezzo pieno, però devo affrontare, soprattutto in questo periodo, una certa realtà. Ed è il fatto, come dicevo prima, che la forbice di spesa si è molto ridotta. Pertanto dobbiamo cercare di intercettare quella parte di clientela che - chi per il piacere e chi per il business - ha la necessità di vestirsi. E quindi noi dobbiamo focalizzare l’attenzione su questo target dando i migliori prezzi sul mercato e la migliore qualità.
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