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Un asino per crescere

Alla fattoria sociale "Pachamama" di Marsan di Marostica, la prima "asineria" per l'integrazione di giovani socialmente svantaggiati

Pubblicato il 19 ott 2008
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Ma chi l’ha detto che gli asini sono gli ultimi della classe? Questi animali dalle lunghe orecchie, relegati al ruolo di “somari” sin dai tempi di Pinocchio, possono invece insegnare molte cose: soprattutto ai giovani in situazione di disagio psicologico.
E’ l’interessante esperimento della fattoria didattica e sociale “La Pachamama” di Marsan di Marostica, condotta da Maurizio Radin, imprenditore agricolo che dopo sei anni trascorsi da volontario tra gli indigeni in Bolivia e in Paraguay è tornato in Italia per fondare un’azienda in campagna rivolta al reinserimento alle persone socialmente svantaggiate. Dall’incontro di Radin con il dott. Tommaso Simionato, educatore professionale della cooperativa sociale “I Berici”, è nato un progetto-pilota unico nel suo genere: la prima “asineria sociale” per il recupero e l’integrazione di ragazzi disagiati.
Le protagoniste dell’iniziativa si chiamano Agata, Amelia e Cesira: tre asine, di cui una gravida, che tra i campi e gli orti della Fattoria hanno trovato una casa. Per un periodo di sei mesi, i tre animali sono stati amorevolmente curati ed allevati da un gruppo di dieci ragazzi, maschi e femmine, in situazione di disagio famigliare e di età compresa tra i 12 e i 18 anni, seguiti dall’associazione Asicijf di Vicenza che ospita minori segnalati dal Comune o in carico alla neuropsichiatria infantile dell’Ulss 6.

Un’estate di lavoro e di divertimento che ha visto gli adolescenti impegnati in prima persona a costruire un rapporto di amicizia con le tre asine, per le quali i ragazzi hanno prima costruito la stalla per poi prendere confidenza, di giorno in giorno, con la loro conduzione. Un’attività che ha avuto indubbi effetti terapeutici per l’equilibrio psicologico e la serenità mentale dei giovani coinvolti.
“Un intervento di questo tipo farebbe bene a chiunque” - ha sottolineato il dott. Carlo Simionato, psicoterapeuta, referente medico del progetto -. Un animale non conosce l’angoscia, per questo dà serenità ed è un fattore di salute in particolare.”
Terminato il progetto-pilota, si pensa adesso di ripetere ed ad ampliare l’esperienza per far conoscere i benefìci dell’“asinoterapia” a più persone.
Il progetto è stato accolto con grande favore dalla Coldiretti di Vicenza che promuove la rete delle fattorie didattiche e sociali in tutto il territorio provinciale. “L’asino - ha detto Martino Cerantola, vicepresidente provinciale della Coldiretti - può essere utile per aiutare a inserire i ragazzi in difficoltà e dare loro la possibilità di riscattarsi.”
Nel frattempo l’Azienda Agricola marosticense è diventata la sede per il Veneto di“Asini si nasce”: associazione nazionale per la tutela e la valorizzazione dell’asino. “Asini si nasce - sta scritto sulle magliette dei partecipanti al progetto - e io lo nakkui”. Scritto con due kappa.

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