Un asino per crescere
Alla fattoria sociale "Pachamama" di Marsan di Marostica, la prima "asineria" per l'integrazione di giovani socialmente svantaggiati
E’ l’interessante esperimento della fattoria didattica e sociale “La Pachamama” di Marsan di Marostica, condotta da Maurizio Radin, imprenditore agricolo che dopo sei anni trascorsi da volontario tra gli indigeni in Bolivia e in Paraguay è tornato in Italia per fondare un’azienda in campagna rivolta al reinserimento alle persone socialmente svantaggiate. Dall’incontro di Radin con il dott. Tommaso Simionato, educatore professionale della cooperativa sociale “I Berici”, è nato un progetto-pilota unico nel suo genere: la prima “asineria sociale” per il recupero e l’integrazione di ragazzi disagiati.
Le protagoniste dell’iniziativa si chiamano Agata, Amelia e Cesira: tre asine, di cui una gravida, che tra i campi e gli orti della Fattoria hanno trovato una casa. Per un periodo di sei mesi, i tre animali sono stati amorevolmente curati ed allevati da un gruppo di dieci ragazzi, maschi e femmine, in situazione di disagio famigliare e di età compresa tra i 12 e i 18 anni, seguiti dall’associazione Asicijf di Vicenza che ospita minori segnalati dal Comune o in carico alla neuropsichiatria infantile dell’Ulss 6.
Un’estate di lavoro e di divertimento che ha visto gli adolescenti impegnati in prima persona a costruire un rapporto di amicizia con le tre asine, per le quali i ragazzi hanno prima costruito la stalla per poi prendere confidenza, di giorno in giorno, con la loro conduzione. Un’attività che ha avuto indubbi effetti terapeutici per l’equilibrio psicologico e la serenità mentale dei giovani coinvolti.
“Un intervento di questo tipo farebbe bene a chiunque” - ha sottolineato il dott. Carlo Simionato, psicoterapeuta, referente medico del progetto -. Un animale non conosce l’angoscia, per questo dà serenità ed è un fattore di salute in particolare.”
Terminato il progetto-pilota, si pensa adesso di ripetere ed ad ampliare l’esperienza per far conoscere i benefìci dell’“asinoterapia” a più persone.
Il progetto è stato accolto con grande favore dalla Coldiretti di Vicenza che promuove la rete delle fattorie didattiche e sociali in tutto il territorio provinciale. “L’asino - ha detto Martino Cerantola, vicepresidente provinciale della Coldiretti - può essere utile per aiutare a inserire i ragazzi in difficoltà e dare loro la possibilità di riscattarsi.”
Nel frattempo l’Azienda Agricola marosticense è diventata la sede per il Veneto di“Asini si nasce”: associazione nazionale per la tutela e la valorizzazione dell’asino. “Asini si nasce - sta scritto sulle magliette dei partecipanti al progetto - e io lo nakkui”. Scritto con due kappa.
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