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“È aperto anche di sera, che ci sono tutte queste luci?”.
È la domanda che si pone, rivolgendola alla moglie, un turista in visita al camminamento di ronda del Castello degli Ezzelini dopo aver visto il vostro umile cronista intento a fotografare gli impianti di illuminazione, posati a terra tutt'attorno alle mura del complesso medievale. Il visitatore della nostra città, che evidentemente non aveva letto gli orari di apertura all'ingresso, è ovviamente ignaro del fatto che il camminamento alla sera è chiuso e che le luci ci sono, ma rimangono spente perché non a norma.
Al punto da essere al centro della vertenza giudiziaria tra il Comune di Bassano e la Nico Vardanega Costruzioni Srl, che tra il 2012 e il 2013 aveva eseguito l'intervento di restauro del Cinta storica cittadina, del Castello e della Torre delle Grazie. Dopo la verifica tecnica del collaudatore dei lavori ing. Luciano Robino di Dueville, che ha attestato la “difettosa fornitura “ e la conseguente non conformità dei 79 corpi illuminanti installati nel corso del restauro, il Comune ha quantificato il danno in complessivi 172mila euro (84mila per il costo delle lampade e 88mila per la loro futura rimozione e sostituzione), presentando il conto alla Vardanega.
Gli impianti di illuminazione lungo il camminamento delle mura del Castello degli Ezzelini (foto Alessandro Tich)
Ne è seguito il braccio di ferro giuridico-legale di cui ci siamo già occupati in un precedente articolo, tradottosi nei seguenti passaggi principali: decreto ingiuntivo del Tribunale di Vicenza alla Vardanega intimante il pagamento di oltre 84mila euro al Comune; atto di citazione della Vardanega in opposizione al decreto ingiuntivo; costituzione in giudizio del Comune di Bassano nella causa intentata da Vardanega contro il pagamento della somma. E questo perché la ditta possagnese respinge qualsiasi accusa di responsabilità diretta per la fornitura difettosa.
“La Vardanega in questa vicenda è parte lesa - dichiara a Bassanonet il titolare dell'impresa in liquidazione Giannantonio Vardanega -. L'acquisto delle lampade, che era stato visionato ed approvato dal direttore dei lavori dell'epoca, riguardava una fornitura della ditta concessionaria Eleber di Vicenza.” “Le lampade, che sono state posate da un elettricista della ditta Elettrovial - prosegue Vardanega -, si sono rivelate subito non conformi perché avevano problemi di accensione. Ci siamo pertanto rivolti al tribunale ed è stato eseguito un ATP (Accertamento Tecnico Preventivo) contro chi le aveva montate. In questa storia la Vardanega si è resa parte diligente e ha fatto tutti i percorsi per arrivare a capire perché le luci non funzionavano. Il mero montaggio e la fornitura la Vardanega non li ha fatti.”
Adesso, nell'ambito della vertenza giudiziaria tra Vardanega e il Comune, tutti i nodi stanno arrivando al pettine. L'impresa in liquidazione di Possagno ha citato in giudizio anche il fornitore delle lampade Eleber Srl di Vicenza e la prossima udienza, che era stata fissata per lo scorso 27 settembre, è stata rinviata al 4 dicembre per permettere alla stessa Eleber di chiamare in causa la ditta produttrice degli impianti di illuminazione (la LEC Lyon di Lione in Francia), l'elettricista Carmelo Vial sia in proprio e sia quale legale rappresentante della ditta Elettrovial e il direttore dei lavori di restauro arch. Giorgio Strapazzon. A più cinque anni dalla conclusione dei lavori di restauro delle mura e del Castello, continuano pertanto ad allungarsi le ombre degli strascichi legali. E a fare luce su tutta questa vicenda, una volta per tutte, spetterà ai giudici.
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