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Vi spiego perché il sindaco Nicola Finco, con la decisione di ospitare i bambini della scuola Pascoli nella Cittadella della Giustizia, ha sconvolto i presupposti della “narrazione” sul progetto del Tribunale della Pedemontana
Pubblicato il 09 feb 2025
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Vi confesso che è da giorni, e cioè da giovedì scorso 6 febbraio quando è stata data la notizia in conferenza stampa, che continuo a pensare e a ripensare a quello che ho ribattezzato il “Tribunale montessoriano”.
Per il semplice motivo che la decisione del sindaco Nicola Finco di ospitare provvisoriamente i 150 bambini delle 8 classi della scuola primaria Pascoli nel luogo che nessuno avrebbe mai pensato, vale a dire nei locali della Cittadella della Giustizia di via Marinali, ha sconvolto i temini della “narrazione” sul progetto del Tribunale della Pedemontana.
Non ne ha ancora sconvolto l’obiettivo finale, visto che Finco continua ad affermare di “voler continuare la battaglia per il Tribunale”, ma i presupposti. E di seguito vi spiego il perché.
Uno scorcio della Cittadella della Giustizia di via Marinali (foto Alessandro Tich)
Fino ad oggi, infatti, del nuovo complesso edilizio rimasto vuoto causa soppressione dei Tribunali periferici nel 2012 non era mai stata messa in dubbio la esclusiva e obbligatoria destinazione giudiziaria.
Ricordo che, per un capolavoro assoluto di assurdità all’italiana, chi ha deciso di sopprimere il “nuovo Tribunale” di Bassano del Grappa è stata la stessa istituzione dello Stato che lo aveva fatto costruire e ne aveva finanziato la realizzazione per un totale di 20 milioni di euro, di cui 12 milioni per il solo stabile da edificare ex novo, coperti in gran parte con i soldi dei risparmi postali degli italiani, tramite la Cassa Depositi e Prestiti: il Ministero della Giustizia.
E poiché, in questo esempio supremo del concetto di “fa e disfa”, il grande scatolone di via Marinali è stato voluto e realizzato, nonché poi rinnegato, dal Ministero della Giustizia, ne è conseguita la sua destinazione d’uso esclusivamente giudiziaria e vincolata a tale scopo dallo Stato.
Gli stessi spazi della Cittadella giudiziaria, peraltro, sono stati progettati in base alle esigenze logistiche di un Tribunale e non di una scuola, di una struttura comunale o quant’altro.
Nell’inestimabile archivio di Bassanonet ho anche recuperato un mio articolo del 2017 in cui davo notizia di un ordine del giorno per il consiglio comunale presentato dalle minoranze dell’epoca, in cui si chiedeva all’amministrazione “di non destinare la Cittadella della Giustizia ad altri usi, almeno fino a quando non sarà conclusa la riforma della giustizia, che ridisegnerà la geografia delle Corti d’Appello” dal momento che, come affermava il testo del documento consiliare, “il nuovo Tribunale eretto sul suolo comunale non è disponibile per altri usi perché vincolato espressamente ai fini della giustizia”.
Nella conferenza stampa in cui il sindaco ha annunciato la soluzione dell’emergenza della scuola Pascoli, dal fronte dei cronisti era stata posta la questione dell’opportunità di destinare i locali della Cittadella della Giustizia all’attività della scuola primaria, a fronte del vincolo di uso giudiziario della struttura.
Il sindaco Nicola Finco ha risposto in modo molto pragmatico, che posso liberamente riassumere così: c’era un’emergenza da risolvere nell’immediato, non sono state trovate soluzioni alternative, lo stabile è di proprietà e nella disponibilità del Comune e fintantoché il Governo non darà informazioni chiare e definitive sul progetto del Tribunale della Pedemontana, l’amministrazione comunale ha ritenuto di risolvere il problema della primaria Pascoli concedendo alla scuola quello spazio per il quale il Comune continua a pagare regolarmente le utenze e di cui detiene “le chiavi di casa”.
Esposto così, è un ragionamento che non fa una grinza. Ma che allo stesso momento, come ho scritto prima, rovescia totalmente i presupposti della “narrazione” sul progetto del Tribunale.
Così facendo, infatti, l’amministrazione comunale di Bassano del Grappa lancia chiaramente il messaggio che il fabbricato della Cittadella della Giustizia non necessariamente deve essere considerato come un immobile esclusivamente destinato a scopi giudiziari, ma può diventare anche qualcos’altro.
Da un punto di vista puramente formale, la decisione del sindaco di aprire le porte del “nuovo Tribunale” agli alunni e agli insegnanti della scuola primaria Pascoli costituisce pertanto una palese trasgressione al vincolo ministeriale di utilizzo giudiziario del complesso edilizio di via Marinali.
E qui si apre un punto interrogativo su come l’improvvisa e temporanea istituzione del “Tribunale montessoriano” possa essere accolta negli ambienti ministeriali.
Se il Tribunale della Pedemontana fosse un progetto ufficialmente gettato alle ortiche da parte del Governo, si renderebbe necessario un uso alternativo di questo Palazzo altrimenti destinato al ruolo eterno di cattedrale nel deserto e il Ministero non potrebbe obiettare alcunché.
Ma visto che del Tribunale del circondario pedemontano si continua a parlare - soprattutto da parte del sottosegretario Ostellari -, con tanto di annuncio di uno schema di disegno di legge da portare sul tavolo del Consiglio dei Ministri, la trasformazione per quanto provvisoria della Cittadella della Giustizia in una sede di scuola primaria, contravvenendo al vincolo ministeriale, potrebbe costituire un “precedente anomalo” tale da rimescolare le carte della questione.
Non vorrei che qualche superfunzionario del Ministero della Giustizia se ne accorgesse e mettesse i bastoni burocratici tra le ruote della dichiarata “volontà politica” di riportare giudici e magistrati in riva al Brenta.
Ma chi governerà vedrà.
E se domani, e sottolineo “se”, il progetto del Tribunale non dovesse andare in porto?
Come pure ho già avuto modo di scrivere, intervistando anche il sindaco Nicola Finco al riguardo, la provvisoria destinazione scolastica dell’edificio giudiziario non deve essere interpretata come una prova tecnica di abbandono del progetto del Tribunale della Pedemontana.
Si tratta però certamente di una prova tecnica di destinazione alternativa, qualora la prospettiva della tanto annunciata “riapertura del Tribunale di Bassano del Grappa” si risolvesse con un nulla di fatto.
E gli spazi della Cittadella della Giustizia, in tal senso, potrebbero fornire una effettiva opportunità di utilizzo diverso da quello originario, non più legato ad emergenze da risolvere ma a progetti amministrativi da realizzare.
Non è un segreto, ad esempio, anche perché lo ha rivelato in anteprima alla cerimonia di San Bassiano, che il sindaco Finco stia accarezzando l’idea di far nascere a Bassano del Grappa un corso universitario, o post laurea, che venga incontro alle esigenze delle imprese del territorio e che possa essere istituito con l’apporto delle risorse economiche delle imprese stesse.
Si tratta di un’ipotesi allo stadio ancora più che embrionale, tuttavia dobbiamo tenerla in considerazione.
Se si verificherà la Profezia di Ostellari e Bassano del Grappa avrà il suo Tribunale della Pedemontana, l’eventuale Finco University dovrà collocarsi in qualche altro stabile inutilizzato (ma quale?) del patrimonio edilizio comunale.
In caso contrario, ecco che la ancora ipotetica sede universitaria in quel di Bassano potrebbe trovare la sua collocazione ideale in quello che ancora oggi continuiamo a chiamare il “Tribunale nuovo”: un edificio completo di impianti e servizi, adatto alla frequentazione di un’utenza anche diversa e strategicamente ubicato nel cuore del centro storico.
Si tratta ovviamente solo di uno scenario possibile, giustificato dal precedente attuale della soluzione per la scuola Pascoli.
Non dico che ciò dovrà avvenire per forza e non dico che in caso di mancata istituzione del Tribunale questo debba essere l’unico uso alternativo della struttura edilizia.
Dico solo che la conditio sine qua non della destinazione giudiziaria del grande scatolone di via Marinali è un dogma che la decisione del sindaco, pur dovendo risolvere un problema contingente, ha messo per la prima volta in discussione.
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