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C’è imposta per te

Aumenta l’imposta di soggiorno a Bassano del Grappa: intervista all’albergatore Roberto Astuni. “È fondamentale che l'introito dell'imposta di soggiorno venga interamente reinvestito nel settore turistico”

Pubblicato il 08 gen 2025
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Caro turista che vieni a pernottare a Bassano del Grappa, c’è imposta per te.
In realtà c’è già da diversi anni, solo che in questo 2025 appena iniziato aumenterà: per gli alberghi (ma gli adeguamenti riguardano tutte le categorie ricettive) salirà da 2 a 3 euro, a persona e per ogni singolo pernottamento.
Stiamo parlando dell’imposta di soggiorno, il surplus a carico delle persone che alloggiano nelle strutture ricettive, il cui gettito a norma di legge “è destinato a finanziare interventi in materia di turismo, ivi compresi quelli a sostegno delle strutture ricettive nonché interventi di manutenzione, fruizione e recupero dei beni culturali ed ambientali locali, nonché dei relativi servizi pubblici locali”.

Roberto Astuni (foto Alessandro Tich)

L’approvazione delle nuove tariffe 2025 dell’imposta di soggiorno a Bassano del Grappa è stata sancita dall’amministrazione comunale, su proposta del vicesindaco e assessore al Bilancio Mariano Scotton, con apposita delibera di giunta dello scorso 5 dicembre.
“Sulla base della nuova articolazione delle tariffe - afferma il testo della delibera di giunta - il gettito annuale inserito nello schema di bilancio ammonta a €. 360.000,00 e lo stesso è stato interamente destinato al finanziamento delle finalità previste.”
Quali benefici potrà portare effettivamente sul territorio l’aumento di questa sorta di tributo comunale sull’utilizzo di una camera d’albergo, di un B&B o quant’altro?
Ne parliamo con Roberto Astuni, general manager dell’Hotel “Alla Corte” di Sant’Eusebio e volto più che noto della categoria degli Albergatori del territorio.
Con lui vogliamo tastare il polso della situazione in vista del rincaro dell’imposta di soggiorno dal momento che, in materia di turismo e di ricettività a Bassano, Astuni ha sempre un termometro a portata di mano.

Roberto Astuni, cerchiamo innanzitutto di capirne un po’ di più riguardo all’imposta di soggiorno. È a carico dei soli turisti?
No, non è corretto. Anche se l'imposta è generalmente pagata dai turisti, l'impatto economico si riflette anche sul territorio quando a pagare l’imposta sono le aziende locali per i loro ospiti. Inoltre, l'aumento dell'imposta di soggiorno può rendere meno competitivo il nostro territorio rispetto ai Comuni limitrofi, soprattutto in un periodo in cui i turisti sono particolarmente attenti al budget. È da tenere in considerazione che gli albergatori devono spesso affrontare l'onere amministrativo di riscuotere e gestire l'imposta, piuttosto che pagare commissioni sulle carte di credito se incassata in maniera elettronica. Ciò comporta costi aggiuntivi oltre alla formazione del personale, al tempo dedicato e ai rischi giuridici in quanto siamo a tutti gli effetti sostituti d'imposta.

Come è percepita dai turisti l'imposta di soggiorno?
L'imposta di soggiorno ormai è assodata; il turista sa che esiste in tantissimi Comuni. Quello che però comincia a percepire è la qualità dei servizi, cioè l’imposta di soggiorno dovrebbe essere adeguata ai servizi offerti ai turisti, che sono oggigiorno il vero lusso di una destinazione. In che termini? Ad esempio nei trasporti (e qui non siamo messi bene) ma anche nelle semplici informazioni turistiche (qui siamo messi peggio!), segnaletiche, cartellonistica, verde pubblico. Insomma, al decoro della destinazione. Dalla parte degli albergatori invece è percepita come una opportunità di crescita del territorio e della destinazione.

L'imposta di soggiorno deve essere quindi reinvestita nel turismo?
Assolutamente sì. Intanto dovrebbe essere fatto per legge, ma comunque è fondamentale che l'introito dell'imposta di soggiorno venga interamente reinvestito nel settore turistico. In questo modo, non solo si migliora l'esperienza turistica, ma si sostiene anche l'economia locale e il benessere della destinazione. Ad esempio, le infrastrutture e i servizi migliorati per attrarre turisti sono a beneficio diretto anche dei residenti, di noi cittadini tutti. Il turismo è il settore che sta trainando il PIL e non è delocalizzabile, non si può trasportare altrove. È la nostra vera ricchezza. Insomma, turismo è arte, cultura, storia, sport, ecologia, solo per citare i più importanti.

Ma cosa dovrebbe quindi fare una amministrazione?
I turisti, purtroppo, non votano qui e quindi molto spesso le amministrazioni hanno meno remore ad aumentare in modo indiscriminato senza tener conto delle loro esigenze. Bisogna fare molta attenzione però. Perdere flussi turistici per scelte amministrative sbagliate è un attimo. In un mondo globale, in un’Europa comune, le scelte sono innumerevoli. Una politica fiscale più equilibrata e trasparente sarebbe necessaria per garantire che trovino sempre attrattivo il nostro territorio. Per fare questo ci vuole un dialogo costante e collaborativo, è essenziale. Pubblico e privato, ancora una volta, devono collaborare e condividere le scelte. Essere pragmatici.

“Pragmatici” come?
Proporrei non tanto la creazione dell’ennesimo tavolo di lavoro permanente di confronto ma di ripristinare ciò che si era cominciato a fare anni fa e cioè la creazione di un’“agenzia dell’attrattività” in cui possano partecipare rappresentanti degli albergatori, altri attori del settore turistico, commercio, artigianato, agricoltura e, ovviamente, rappresentanti dell’amministrazione. Niente di più e niente di meno appunto di un partenariato pubblico/privato. Questo permetterebbe di discutere regolarmente le esigenze del settore, valutare l'efficacia delle politiche attuate e proporre miglioramenti condivisi. Il turismo è trasversale ed è il primo anello della catena produttiva. Non ci sono più reparti stagni e indipendenti.

Qual è il ruolo degli albergatori nel miglioramento dell'offerta turistica?
Gli albergatori hanno un ruolo cruciale nel miglioramento dell'offerta turistica. Essi non solo forniscono alloggio ai visitatori, ma spesso fungono da ambasciatori del territorio, offrendo consigli su cosa vedere e fare per “vivere la destinazione”. L’albergatore moderno è il protagonista e il traghettatore dell’economia locale. Un lavoro impegnativo che necessita di molte “skills” e di un network di territorio e persone: avere conoscenze a 360°. Ma le dirò di più: secondo me ci vuole equilibrio, o meglio, armonia fra i tre principali protagonisti coinvolti nell’esperienza: operatori turistici, viaggiatori e comunità ospitante. Nessuno deve prevalere.

In definitiva, la vostra categoria come accoglie questi adeguamenti dell’imposta di soggiorno? È un “male necessario“?
Ecco, il termine giusto è proprio questo: un “male necessario”. Nel senso che, come ho già detto, l’imposta è ormai percepita e assodata da tutti i turisti. Ma devono corrispondere dei servizi adeguati. Questa volta c’è stata una condivisione con gli operatori del settore, quindi sia l’importo che le modalità sono state stabilite assieme all’amministrazione. Pertanto noi albergatori siamo stati coinvolti fin dall’inizio in questo percorso. L’importante, ribadisco, è che i servizi siano adeguati all’imposta di soggiorno e che comunque il “come“ debba essere speso questo importo venga concordato con gli albergatori e con tutti gli attori legati al turismo perché deve esserci condivisione anche su questo.

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