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Etra gela le speranze dei quartieri San Vito e XXV Aprile dopo l’incontro a Cittadella con i tre consiglieri comunali Campagnolo, Giunta e Retinò. “Ecopiazzole a Bassano: nessun margine per possibili proroghe”
Pubblicato il 15 set 2024
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Altro che “possibilità marginale per poter chiedere uno slittamento sui tempi di fine lavori”, “più margine per ragionare sullo spostamento del sito” (nella fattispecie San Vito) o “cauto ottimismo”.
L’incontro di venerdì 13 (alla faccia dei superstiziosi) a Cittadella fra i tre moschettieri del consiglio comunale bassanese Roberto Campagnolo, Stefano Giunta, Paolo Retinò e i tecnici di Etra Spa aveva aperto qualche flebile spiraglio sulla possibilità di proroga in extremis della realizzazione delle due contestate ecopiazzole di quartiere XXV Aprile e quartiere San Vito, previo coinvolgimento dell’amministrazione comunale e del Consiglio di Bacino Brenta per i rifiuti.
Anche se gli stessi tre inviati speciali ad Etraland, Campagnolo in primis, hanno chiaramente specificato che la questione, giunta oramai a questo punto, va trattata “con realismo e senza facili illusioni”.
L’ecopiazzola in costruzione in quartiere XXV Aprile (foto Alessandro Tich)
Ma Etra Spa, tramite un comunicato trasmesso alle redazioni, taglia la testa al toro e lancia il suo anatema, come da intitolazione del comunicato stesso: “Ecopiazzole a Bassano: nessun margine per possibili proroghe.”
Più che un titolo, suona come una sentenza definitiva.
Sottotitolo della nota stampa: “Il presidente di Etra precisa quanto riportato dai media locali dopo l’incontro con una delegazione dell’amministrazione comunale.”
Va detto, onestamente, che anche nel caso in cui si arrivasse in qualche modo ad una proroga per consentire l’elaborazione di varianti di progetto e il conseguente spostamento delle ecopiazzole in altri luoghi, ci troveremmo in una situazione estremamente complessa.
In quartiere XXV Aprile, dove i lavori sono già iniziati da una settimana, l’area dei compattatori per la differenziata è già stata completamente scavata e spianata alla base.
Su un lato del cantiere, una montagnola di terra asportata dal precedente fazzoletto di prato attende solamente di essere caricata e trasportata via dai camion.
Dovesse essere spostato il sito, bisognerebbe ripristinare l’area verde che è stata oggetto degli scavi - a meno di lasciare un grande buco in mezzo al quartiere - e oggettivamente, visto come la vicenda si sta evolvendo, appare una strada difficilmente percorribile.
Nonostante tutto, la residente Flavia Bernardi, che ha promosso la petizione contro la realizzazione dell’impianto, dal suo banchetto collocato vicino alle transenne di cantiere continua a raccogliere firme, come è accaduto anche questo pomeriggio.
E domani mattina un gruppo di residenti del quartiere protesterà davanti all’ecopiazzola in costruzione contro la continuazione dei lavori.
Diversa è la situazione in quartiere San Vito: nel cantiere transennato all’interno dell’area sgambamento cani di via Cogo per il momento tutto tace.
Ma, anche e soprattutto alla luce della sentenza del Tar dei giorni scorsi, ciò appare come la classica quiete che precede la ruspa.
Ma ritorniamo ad Etraland.
“Non c’è nessun margine per prorogare il termine del 31/12/2024, senza rischiare di compromettere i finanziamenti Pnrr, ottenuti dal Consiglio di Bacino Brenta per i rifiuti, per la realizzazione delle due ecopiazzole a Bassano del Grappa”, dichiara nel comunicato il presidente del CdA di Etra Flavio Frasson.
Il quale, riguardo alla riunione con i tre consiglieri comunali bassanesi, aggiunge:
“L’incontro è stato franco e sereno, ma i nostri tecnici hanno spiegato chiaramente che una richiesta di proroga del termine di scadenza per l’ultimazione dei lavori non rientra - sulla base delle regole ministeriali - tra quelle modifiche progettuali ammissibili.”
“E questo - precisa - dipende dal fatto che il termine di ultimazione lavori è stato uno degli elementi premianti del progetto in questione, che ne ha garantito la finanziabilità.”
“Ogni iniziativa che porti al mancato rispetto della scadenza di dicembre 2024 - ammonisce il presidente - sarebbe dunque un azzardo pericoloso, che Etra non intende avallare, anche tenuto conto della pronuncia con cui il Tar del Veneto ha confermato la legittimità dell’intervento, rigettando il ricorso promosso da alcuni cittadini di Bassano. Si va avanti, quindi.”
“Anche perché - conclude Frasson - l’unico soggetto deputato oggi a dare indicazioni diverse è solo il Consiglio di Bacino Brenta per i Rifiuti, nella sua qualità di Ente Beneficiario dei Finanziamenti Pnrr.”
Niente margine, niente proroga, niente di niente, dunque.
O mangi questa minEtra…
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