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Aaah che belle, le prove di coraggio.
Ce ne sono di tutti i tipi e per tutti i gusti: camminare sui carboni ardenti, fare bungee jumping sul ponte della Valgàdena, seguire per intero un consiglio comunale di Bassano del Grappa e chi più ne ha più ne osi.
Ma ci sono situazioni in cui la temerarietà raggiunge i limiti delle possibilità umane: come quella, ad esempio, di inaugurare una mostra di arte contemporanea nel periodo di Ferragosto.
Foto Alessandro Tich
Me ne sono reso conto ieri pomeriggio, domenica 11 agosto, quando ho deciso di compiere la mia prova di coraggio personale.
Ho fatto una passeggiata sotto la calura in centro storico a Bassano, desertificato dalla chiusura per ferie di molti negozi e pubblici esercizi e dalle partenze della gente per le vacanze di massa.
Fatta eccezione per alcuni sparuti capannelli di visitatori sul Ponte, le vie e le piazze del centro erano praticamente vuote, come pure i parcheggi.
Il caldo e l’abbandono estivo avevano trasformato la città in un barattolo pieno di niente, finché non ho visto una porta aperta. Era quella della chiesetta dell’Angelo, nell’omonima piazzetta attigua a via Roma.
Qui - visto il periodo di disarmo ferragostano della città - è audacemente allestita o per meglio dire riallestita la mostra d’arte Tessere, organizzata dall’associazione Dif.fusione e inaugurata sabato scorso 10 agosto. In programma fino al prossimo 31 agosto, apre i battenti al pubblico nei pomeriggi dei fine settimana dalle 17 alle 20.
Si tratta della versione ridotta della mostra Tessere, già allestita dal 5 al 28 luglio scorsi nella chiesa di San Giovanni e premiata dall’afflusso complessivo di oltre 11mila visitatori.
Ma luglio, quando la mostra ha potuto approfittare anche della partecipazione del pubblico serale dei mercoledì sotto le stelle, non è agosto. E la chiesetta dell’Angelo non è la chiesa di San Giovanni, ben più favorita dalla sua posizione centrale.
E infatti, entrando ieri in mostra per curiosità, non c’era nessuno.
Anzi, per la verità: c’era una visitatrice, che poi mi è stata presentata come appassionata fotografa e con cui ho scambiato due parole. Onore al merito.
Sono stato gentilmente accolto in chiesetta da Pietro Gasparotto, uno dei tre curatori dell’esposizione di arte contemporanea assieme a Claudio Brunello e Aurora Sindico.
Era di turno alla guardiania della mostra anche se, col deserto dei Tartari domenicale, c’era ben poco da sorvegliare.
Comunque sia, la versione liofilizzata di Tessere nella desolazione diurna del Ferragosto bassanese è un significativo esempio di dove osano le aquile.
L’allestimento è ovviamente più intimo e raccolto rispetto alla “grandeur” di San Giovanni, ma anche in questo caso è un allestimento felice, tra equilibri visivi e studiati giochi di luci e ombre.
Gli artisti che espongono sono gli stessi 11 autori della mostra originale: Silvia Canton, Franz Chi, Giuliana Cobalchini, Saul Costa, Silvia De Bastiani, Carlo Martini, Andrea Meneghetti, Raffaele Minotto, Tobia Ravà, Alberto Salvetti, Memo Vanzo.
In vetrina una selezione delle loro opere già esposte in quel di San Giovanni, riveduta e ristretta in base agli spazi a disposizione.
Ci sono anche dei contributi appositamente pensati per questo secondo allestimento ovvero, come direbbero quelli che scrivono figo, “site specific”.
Non mancano ad esempio i suggestivi paesaggi di montagna di Silvia De Bastiani ma dipinti in due tele più piccole rispetto ai grandi pannelli del primo evento espositivo.
Insomma: Tesserine, ma non per questo meno degne di attenzione.
Per tutto il resto, vale quello che ho già scritto nel mio resoconto della mostra di luglio.
E cioè che non serve essere esperti per accostarsi all’arte contemporanea, basta accettare la sfida che ci lancia per interpretarne i suoi significati.
Intanto ieri pomeriggio, grazie alla mia capatina casuale alla nuova mostra di Tessere, mi sono imbattuto in una proposta espositiva che consiglio di non perdere agli appassionati e curiosi del territorio che non sono andati in vacanza.
Oltretutto, dentro la chiesetta fa anche fresco: un piacevole antidoto alle attuali temperature esterne.
E così, in fondo al barattolo pieno di niente della Bassano diurna d’agosto, ho trovato un po’ di rinfrancante marmellata.
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