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Caos caldo
Ecopiazzola a San Vito, interviene il PD: “Le false promesse dell’amministrazione Finco”. Roberto Campagnolo scrive al presidente di Etra Flavio Frasson: “Offensivo e inappropriato, sono stupito e incredulo per le sue dichiarazioni”
Pubblicato il 07 ago 2024
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SanVitonovela: riassunto delle puntate precedenti.
Nel quartiere più popoloso di Bassano è programmata la realizzazione di un’ecopiazzola con compattatore dei rifiuti all’interno dell’area pubblica di sgambamento per i cani situata tra via Cogo e via Monte Pertica.
Il progetto, in carico ad Etra con contributo Pnrr ottenuto dall’Europa, è osteggiato dai residenti che hanno raccolto 700 firme e presentato un ricorso al Tar contro l’installazione.
Il cantiere dell’ecopiazzola di via Cogo (foto Alessandro Tich)
Il precedente sindaco Elena Pavan aveva assicurato di voler congelare la delibera di convenzione con Etra per la costruzione dell’opera, in attesa che i residenti si esprimano definitivamente al riguardo in un’assemblea che tuttavia non è stata mai convocata fino ad oggi dal consiglio di quartiere.
Da tre giorni a questa parte, la vicenda ha accelerato gli avvenimenti.
Prima il comunicato improvviso del sindaco Nicola Finco, il quale dichiara che la sua amministrazione “metterà in campo ogni sforzo possibile per spostare l’ecopiazzola dall’area residenziale di San Vito e portarla nell’ex Caserma Fincato”, ma specifica anche che “i tempi sono stretti”.
Ieri poi, in barba all’annuncio del sindaco, c’è stato il movimentato avvio dei lavori preliminari di Etra per la verifica del rischio bellico nell’area di cantiere di via Cogo.
E ancora ieri, nel pomeriggio, il comunicato stampa di Etra che non considera altri siti alternativi per il discusso intervento: “Si procede con il cantiere per la realizzazione dell’opera.”
Come se non bastasse, nello stesso comunicato il presidente di Etra Flavio Frasson sbertuccia i cittadini contrari al progetto nel sito di via Cogo con le seguenti parole:
“Non possiamo, in questo tipo di decisioni, farci guidare dall’egoismo e dalla totale mancanza di competenze di pochi individui.”
Domanda a latere del vostro umile cronista: ma 700 firme raccolte contro l’ecopiazzola a San Vito sono “pochi individui”?
Ditemelo voi, perché in matematica non sono mai stato tanto forte.
In questo momento c’è veramente tanta confusione, quindi, in questa vicenda che di punto in bianco ha animato il ristagno estivo e canicolare dell’attualità cittadina.
Insomma: per parafrasare il titolo di un famoso film con Nanni Moretti, è un Caos caldo.
Intanto, inevitabilmente, la questione si trasferisce sul piano politico.
Ne fa fede un comunicato stampa trasmesso oggi alle redazioni dal Circolo di Bassano del Grappa del Partito Democratico, intitolato “Ecopiazzola a San Vito: le false promesse dell’amministrazione Finco”.
“In campagna elettorale - dichiara nella nota il capogruppo PD in consiglio comunale Roberto Campagnolo - l’ormai ex sindaca Pavan aveva rassicurato gli abitanti di San Vito che avrebbe congelato la delibera per l’ecopiazzola, mentre il sindaco Finco aveva promesso di ascoltare i cittadini prima di prendere una decisione. L’unico risultato che hanno ottenuto è che ieri mattina Etra ha iniziato i lavori di bonifica dell’area.”
“Anche se non siamo contrari ai press container, avevamo detto già in campagna elettorale che le aree scelte non erano idonee sia per una questione urbanistica che di età media dei residenti - prosegue -. Queste aree, così come sono state concepite, in quartiere San Vito e anche in quartiere XXV Aprile creeranno non pochi problemi.”
“Come preannunciato - conclude Campagnolo -, invece di creare queste due aree bisognava puntare al rafforzamento della raccolta differenziata per aumentare di almeno 7-8 punti percentuali la quantità di rifiuti riciclabili, in modo da generare anche un vantaggio economico sia per i cittadini che per Etra superiore a quello dei press container.”
“Quello che succede oggi in quartiere San Vito è frutto dello scarso coinvolgimento ed ascolto dei cittadini da parte dell’amministrazione - interviene Rosanna Filippin, consigliera comunale del PD -. I residenti non sono mai stati ascoltati a dovere, perché altrimenti in via Matteotti qualcuno si sarebbe accorto che nessuno vuole questa ecopiazzola. C’è stata una raccolta firme, uno scambio di mail tra i cittadini sia con il Comune che con i consigli di quartiere, eppure l’amministrazione continua a testa bassa senza dare ascolto ai residenti.”
“Non si può neanche dare la colpa alla vecchia amministrazione - osserva Filippin - visto che gli assessori coinvolti sono gli stessi e che il partito al comando è sempre la Lega.”
“Promesse scadute in meno di 24 ore, forze dell’ordine per evitare le proteste e residenti ignorati - commenta in conclusione il comunicato del PD -. Uno strano modo di fare “un cambio di passo” promesso dal sindaco Finco.”
Ma in questa ridda di reazioni agli sviluppi della vicenda c’è anche il bonus track.
È una lettera aperta trasmessa da Roberto Campagnolo, nella veste di “cittadino informato di Bassano del Grappa”, al presidente di Etra Flavio Frasson dopo le dichiarazioni di quest’ultimo riportate nel comunicato stampa trasmesso ieri dalla società multiutility.
Campagnolo, già componente del consiglio di sorveglianza di Etra, si dichiara “stupito e incredulo” per le parole di Frasson nei confronti dei residenti contrari al progetto di via Cogo.
“È sbagliato che lei abbia scelto di etichettare come “sindrome NIMBY” l'opposizione di cittadini attenti a tutelare gli spazi verdi del proprio quartiere - scrive il consigliere comunale -. Il termine “egoismo” e “incompetenti” usato per descrivere le preoccupazioni dei residenti di San Vito è particolarmente offensivo e inappropriato, in quanto sottintende una mancanza di considerazione per il bene comune.”
“Le sue opinioni - incalza Campagnolo rivolgendosi a Frasson - sono autorevoli tanto quanto quelle dei cittadini di Bassano del Grappa, visto che lei diventa presidente di Etra per evidenza di un accordo politico tra la maggioranza dei sindaci dei Comuni in quota Lega, coincidenza vuole della stessa corrente politica dell’attuale sindaco di Bassano del Grappa Nicola Finco che non più tardi di qualche settimana fa prometteva ascolto, incontri con i cittadini e con Etra per trovare soluzioni.”
“Ieri - aggiunge lo scrivente - sono arrivate senza nessun preavviso le ruspe accompagnate dalle forze dell'ordine: ipocrisia senza precedenti da parte dell'amministrazione comunale di Bassano del Grappa che sta scaricando le colpe tutte su Etra.”
“Invito Etra e lei personalmente, l’amministrazione comunale di Bassano del Grappa a rivedere il proprio approccio, fermando i lavori in corso e avviando un dialogo costruttivo con i cittadini di San Vito - è il passaggio conclusivo della lettera aperta di Campagnolo a Frasson -. Solo attraverso la collaborazione e il rispetto reciproco possiamo raggiungere soluzioni che siano veramente vantaggiose per tutti e salvaguardare Etra nel suo valore aggiunto di società di servizi territoriale pubblica.”
Non c’è che dire: l’ecopiazzola a San Vito sta suscitando vasta eco.
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