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Siamo nella merla
Elezione presidente Provincia: perde Ferronato, sostenuto da Finco. 5 consiglieri bassanesi di maggioranza votano per Nardin. Le minoranze: “La sindaca non ha più una maggioranza”. Pavan: “Opposizione in campagna elettorale permanente”
Pubblicato il 31 gen 2023
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Lo so: occuparsi dell’elezione del nuovo presidente della Provincia di Vicenza - visto che non votiamo noi comuni cittadini ma votano i sindaci e i consiglieri comunali dei Comuni della Provincia - è emozionante come scrivere delle abitudini alimentari dei trichechi.
Non però se dietro l’elezione in questione si cela un clamoroso caso politico in seno all’amministrazione comunale di Bassano del Grappa.
Così è se vi pare: siamo nei giorni della merla ma in via Matteotti il termometro si sta surriscaldando.
Foto Alessandro Tich
Facciamo intanto un po’ di rewind e ricordiamo la notizia a monte di tutto ciò.
Andrea Nardin, sindaco di Montegalda, è stato eletto presidente della Provincia di Vicenza. Domenica scorsa ha ottenuto 1245 voti effettivi, pari al 60% dei voti ponderati che sono 52.041. E che saranno mai questi “voti ponderati”, nel Paese della semplicità com’è l’Italia? Ciascun sindaco o consigliere comunale che va al voto esprime un “indice di ponderazione”. Ha cioè un determinato “peso del voto” in proporzione alla popolazione complessiva che risiede nel suo Comune. Per cui, ad esempio, il voto del sindaco o di un consigliere comunale di Bassano del Grappa “pesa” molto di più, e viene moltiplicato in più voti ponderati, rispetto al suo omologo di Solagna, di Castelgomberto o di Posina.
L’altro candidato alla presidenza della Provincia, il sindaco di Caldogno Nicola Ferronato, sostenuto da centrodestra e terzo polo, si è fermato invece a 471 voti effettivi, pari a 34.592 voti ponderati.
Fin qui l’antefatto, apparentemente insignificante o comunque poco indicativo per chi non mastica il verbo delle segreterie politiche provinciali. Ma quando si va poi a scartabellare tra i singoli “collegi” che hanno votato, arrivano le sorprese.
Veniamo quindi a noi e cioè al collegio di Bassano, che comprende i Comuni del nostro comprensorio. Qui il vincitore Andrea Nardin ha letteralmente “asfaltato” il suo competitor Ferronato: 10.634 voti ponderati contro 4.568.
Cosa c’è di sorprendente in tutto ciò? È presto detto, egregi lettori.
Il candidato Nicola Ferronato era infatti fortemente sostenuto dal “capo” della Lega del Bassanese e dell’Alto Vicentino Nicola Finco, che aveva dichiarato anche in Tv il proprio endorsement nei confronti del sindaco di Caldogno. L’ordine di scuderia del centrodestra, e in particolare della Lega, era quindi di votare per lui.
Ma il Bassanese, attualmente controllato dalla Lega in vari Comuni, ha scelto diversamente. Come pure il collegio di Thiene, dove Nardin ha fatto man bassa di preferenze: 16.139 voti ponderati contro gli appena 2.785 dell’avversario.
Il trionfo dei franchi tiratori del centrodestra che hanno sovvertito le direttive dei rispettivi referenti politici. Soprattutto a Bassano del Grappa.
Nella nostra città su 26 consiglieri aventi diritto al voto, sindaco Elena Pavan compreso, si sono recati alle urne in 19. E alla fine in 13 hanno votato per Nardin e soltanto in 6 per Farronato. Ed è qui che sorge il caso politico in seno all’amministrazione.
Dei 9 esponenti del gruppo Lega in consiglio comunale, sempre sindaco compreso, sono andati a votare in 8. Ferronato, come ho già scritto, ha ottenuto 6 preferenze: ciò significa che almeno 2 consiglieri della Lega non si sono allineati con la volontà di Nicola Finco.
E poiché i consiglieri votanti delle minoranze bassanesi - tutti pro Nardin - sono stati 8, ne consegue che i consiglieri “dissidenti” di centrodestra che hanno pure votato il sindaco di Montegalda sono complessivamente 5.
L’attuale dirigenza leghista di Bassano, segretario comunale Andrea Viero in primis, è rimasta quindi col cerino in mano. Voci di Palazzo parlano di un grande nervosismo a seguito del risultato, di imbarazzo negli ambienti della Lega e di discussioni, innescate dal voto provinciale, sulla capacità di coinvolgimento del resto della maggioranza.
Quella maggioranza che è composta in totale da 15 consiglieri più il sindaco. 16 persone, come i 16 voti effettivi conquistati da Nardin in riva al Brenta. La casualità dei numeri.
La débâcle delle aspirazioni leghiste per l’elezione alla poltrona più alta di Palazzo Nievo è risuonata come un invito a nozze per le opposizioni bassanesi.
“13 a 6: l’amministrazione Pavan non ha più una maggioranza. La sindaca ne prenda atto e si dimetta”: con questo titolo i consiglieri comunali dei quattro gruppi di minoranza hanno trasmesso oggi un comunicato stampa in redazione.
“I risultati delle elezioni del presidente della provincia di Vicenza - afferma la nota - fotografano per il seggio di Bassano del Grappa un “unicum” a livello provinciale con una spaccatura netta all’interno della maggioranza e certificano che la Sindaca Pavan non ha più una maggioranza in consiglio comunale.”
“Votando con coscienza e liberamente - proseguono Vernillo & C. - 5 consiglieri di maggioranza non hanno seguito le indicazioni ufficiali della propria Sindaca dando la preferenza a Nardin anziché a Ferronato. La realtà di questo risultato evidenzia come questa amministrazione non abbia più seguito non solo tra i cittadini bassanesi ma nemmeno nei propri consiglieri di maggioranza.”
“Come consiglieri di minoranza - continua il comunicato - salutiamo con un grande “finalmente” questa presa di coscienza da parte di alcuni consiglieri di maggioranza che hanno così dato un primo segnale, seppur tardivo, a questa amministrazione distante dalle necessità della comunità e impantanata in tutte le azioni amministrative che avrebbero dovuto caratterizzare questi anni.” “Mancano 15 mesi alla fine di questa amministrazione - incalzano le opposizioni -. 15 mesi nei quali l’amministrazione Pavan potrebbe mettere a “segno” alcune decisioni impattanti in maniera negativa per il futuro di Bassano: ad esempio il Genius Center, l’area San Lazzaro, la privatizzazione dell’ISAAC. Noi siamo convinti che come per tutti i proclami di questi primi tre anni e mezzo di amministrazione anche questi rimarranno proclami e non si concretizzerà nulla.”
“È un rischio però - concludono le minoranze - che non possiamo correre: che la Sindaca Pavan quindi prenda atto che non ha più una maggioranza e ne tragga le dovute conseguenze oppure, per il bene di Bassano, i consiglieri di maggioranza “pensanti” sappiano che noi siamo pronti anche domani mattina a fare quanto necessario per concludere subito l’esperienza di questa amministrazione e ridare a Bassano un futuro positivo.”
Neanche il tempo di voltare pagina ed ecco che sempre in giornata è arrivato un comunicato del sindaco Elena Pavan di replica alle dichiarazioni del centrosinistra “sulla sua presunta perdita della maggioranza”.
“La campagna elettorale permanente dell’opposizione - dichiara il sindaco - riesce a trasformare una vicenda tutta interna al centrodestra in una vittoria del Partito Democratico, che come tutti sanno, è in profonda crisi di identità oltre che di consenso.” “Lo stesso partito che molti anni fa eliminò le Province con il ministro Del Rio - prosegue -. Adesso forse hanno cambiato idea e si dimenticano che grazie a quella legge sbagliata il territorio ha dovuto adattarsi ad un Ente che non ha mai smesso di funzionare. Dicono tutto e il contrario di tutto con un’imbarazzante leggerezza.”
“Quello che i colleghi della minoranza dimenticano di dire è che sia Nicola Ferronato che il nuovo Presidente, Andrea Nardin, si sono sempre dichiarati di Centrodestra e che la sinistra, o una parte di essa, si è accodata ad uno dei due - continua Pavan -. Intestarsi questa vittoria è ridicolo.”
“Premesso tutto questo - aggiunge - l’opposizione può stare serena perché la maggioranza è ben solida e sta pensando a governare, considerato che da noi il pensiero unico, come dimostrato dalle Provinciali, non esiste.” “Serviva questa scusa per ridare senso alla presenza in aula del PD, ma, francamente - conclude il sindaco - questo tipo di azioni sono tanto fuori luogo quanto inefficaci. Un’altra occasione persa a favore del provincialismo politico di certi consiglieri.”
Giorni della merla? Macché: il clima è bollente.
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