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“Il futuro della viabilità rosatese è già scritto?”. La civica Riparte Rosà “scopre” un progetto di fattibilità sul riassetto viabilistico del Comune risalente al 2021 e rinfaccia all’amministrazione di non averne mai parlato ai cittadini
Pubblicato il 17 nov 2022
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Il comunicato stampa della lista civica di opposizione Riparte Rosà è datato 13 novembre.
Era domenica scorsa.
Nel frattempo, martedì 15 novembre è accaduta la tragedia sulla strada al semaforo di Rosà, con il Tir guidato da un camionista polacco che ripartendo col verde ha travolto e ucciso suor Ferdinanda, all’anagrafe Maria Ferraro, 87 anni, religiosa dell’Istituto Palazzolo che stava attraversando la statale per andare a messa nel vicino duomo.
Scena di quotidiano ingorgo al semaforo sulla statale a Rosà (foto Alessandro Tich)
Il drammatico fatto di cronaca ha nuovamente messo in guardia la comunità del territorio sulla pericolosità del traffico che dalle quattro direzioni si concentra quotidianamente nel passaggio obbligato del centro rosatese, per il quale da tempo ormai immemore si sta attendendo una soluzione in grado di “bypassare” le persistenti code sulla statale a cominciare dal traffico pesante.
Il cordoglio e lo sgomento suscitati dall’incidente mortale nel pieno centro di Rosà, sulla congestionata direttrice lungo l’asse viario Trento-Padova che divide in due il paese, hanno infatti rinfocolato la preoccupazione della cittadinanza sulla sicurezza stradale, con conseguenti appelli all’amministrazione comunale affinché affronti e risolva una volta per tutte l’eterno problema della circolazione imbottigliata.
Interpellato dal Giornale di Vicenza, il vicesindaco, assessore alla viabilità ed ex sindaco Paolo Bordignon ha dichiarato che l’amministrazione sta affrontando la questione “consapevole del problema” e ricordato quanto è stato inserito nel programma elettorale e cioè “la continuazione dell’accordo con Regione Veneto e Provincia”.
Quale accordo? È qui che il nodo ancora irrisolto dell’emergenza viabilità a Rosà si collega col comunicato di domenica scorsa di Riparte Rosà, intitolato “Il futuro della viabilità rosatese è già scritto?” (sottotitolo: “L’amministrazione faccia finalmente chiarezza sui progetti di viabilità per il Comune”).
La civica di minoranza informa infatti di essere riuscita a reperire una copia del progetto “Ipotesi rifunzionalizzazione viabilistica Rosà”, datato 21 novembre 2021 e firmato dallo studio Planum Srl: un progetto, completo di piano economico, che, in tre stralci, definisce la viabilità e il nuovo volto trasportistico del paese.
Secondo il progetto si prevede di alleggerire il traffico in transito per il centro di Rosà mediante un potenziamento delle direttrici stradali di via Ca’ Dolfin e via Segafredo e creando un collegamento che da via Roncalli si dirige verso est, incrociando la SS47 e proseguendo tramite un nuovo sottopasso ferroviario sulla linea Bassano-Padova fino ad innestarsi nella SR 245 Castellana nelle vicinanze di Rossano Veneto.
Il documento progettuale riporta i loghi della Regione Veneto, di Veneto Strade e del Comune di Rosà: e non a caso. Risale infatti al 12 novembre 2021 una riunione del “tavolo tecnico di coordinamento” convocata presso la sede di Veneto Strade a Mestre allo scopo di analizzare, dopo altri due incontri svoltisi nei mesi precedenti, la situazione viabilistica del Comune di Rosà. La riunione era stata convocata dalla Regione, rappresentata dalla vicepresidente e assessore alle Infrastrutture e Trasporti Elisa De Berti e aveva visto coinvolti ANAS, R.F.I., Provincia di Vicenza, Comune di Rosà e Veneto Strade.
“Oggi - aveva dichiarato nell’occasione l’assessore regionale De Berti - abbiamo presentato un primo studio di prefattibilità sul quale aprire una discussione concreta per individuare la miglior soluzione per il complicato nodo viario di Rosà.”
“Le competenze coinvolte sono molteplici: comunali, provinciali, regionali, statali e ferroviarie - aveva ancora affermato l’amministratrice regionale -. Le criticità maggiori sono due. Da un lato quelle legate al traffico nel centro abitato tra la SS47 Valsugana, la SR245 Castellana e la SP58 Rosà-Nove; dall’altro quelle legate alla presenza di un passaggio a livello lungo la SR 245 “Castellana.”
Il tutto espresso nero su bianco nel comunicato stampa della Regione emesso a seguito di quella riunione, leggibile integralmente al seguente link: www.regione.veneto.it/article-detail?articleId=12487220
Dunque: il 12 novembre 2021 si è riunito a Mestre il tavolo tecnico di coordinamento ed è stato presentato un primo “studio di prefattibilità” per le soluzioni al “complicato nodo viario di Rosà”. In precedenza, come attestato dal BUR (Bollettino Ufficiale della Regione) del 16 febbraio 2021, era stato approvato un accordo di programma tra la Regione Veneto, la Provincia di Vicenza e il Comune di Rosà “per la definizione condivisa della soluzione tecnica più idonea a risolvere i problemi legati all’attraversamento dell’abitato del Comune di Rosà”.
Ed è protocollato al 21 novembre 2021 il documento “Ipotesi rifunzionalizzazione viabilistica Rosà” elaborato dalla società di servizi di ingegneria, costruzione, ispezione e catasto stradale Planum Srl di Venezia.
“Tale documento - rimarca la civica Riparte Rosà - esiste pertanto da almeno un anno, da prima delle elezioni comunali di Rosà del 12 giugno 2022.”
“Nel corso di quest’anno tuttavia - prosegue il comunicato stampa dell’opposizione -, gli amministratori del nostro Comune sono stati più volte sollecitati sul tema e hanno sempre negato l’esistenza di un progetto che invece palesemente esiste.”
“Nell’ultima Commissione convocata il 20/09/2022 su richiesta della civica Riparte Rosà - continua la nota -, il sindaco Mezzalira e il vicesindaco Bordignon hanno ulteriormente affermato che “non c’è nessuno studio di fattibilità per la modifica della viabilità.”
“Sta di fatto - riporta il comunicato stampa - che nel piano triennale delle opere pubbliche, approvato dalla giunta solo 20 giorni giorni dopo, il 10 ottobre di quest’anno, sono previsti 8 milioni di euro per “Interventi di miglioramento della viabilità e soluzione passaggi a livello” e si ammette l’esistenza di un progetto di fattibilità tecnico-economica: “documento di fattibilità delle alternative progettuali”.”
“Ci chiediamo il motivo per cui sia stata ripetutamente negata l’esistenza di tale progetto e il motivo per cui i cittadini rosatesi non ne siano stati messi a conoscenza - incalza il testo di Riparte Rosà -. La viabilità comunale è già stata messa a dura prova dalla costruzione della Pedemontana Veneta e riteniamo doveroso che i rosatesi siano informati della nuova viabilità prima che venga presa qualsiasi decisione.”
“Il gruppo civico Riparte - conclude la nota - farà tutto il possibile per tenere informata la cittadinanza su un tema che necessariamente impatterà sulla vita quotidiana dei rosatesi nei prossimi anni. L’informazione e la massima trasparenza rimane per noi la massima priorità.”
Fin qui la questione sollevata dal comunicato stampa dell’opposizione rosatese.
Ricapitolando: da una parte la minoranza punta il dito sull’amministrazione Mezzalira che avrebbe negato l’esistenza di uno studio di fattibilità per la modifica della viabilità, che invece esiste, e che fino adesso non ha informato al riguardo i cittadini.
Dall’altra il vicesindaco Paolo Bordignon, sempre sul quotidiano locale, afferma quanto segue: “Non verremo meno ai nostri impegni di amministratori, consapevoli delle criticità della viabilità di Rosà, ma non vogliamo cadere in provocazioni o allarmismi che fanno solamente il male dei rosatesi”. Che si riferisca alla patata bollente tirata fuori e cotta a puntino dall’opposizione? “Abbiamo preso un mandato preciso dai cittadini - dichiara sempre Bordignon sul GdV -, per cui tutte le varie proposte saranno discusse con la popolazione, con la massima trasparenza ma senza strumentalizzazione.”
Ed è di nuovo polemica. Detto fra noi, la questione della viabilità a Rosà è talmente sentita e talmente importante che dovrebbe generare non contrapposizioni politiche ma un confronto aperto e costruttivo, e oserei dire persino un dialogo, tra chi governa e chi controlla l’operato del governo comunale, senza bandierine di parte o medaglie sul petto.
È un problema “di tutti” e “tutti” dovrebbero contribuire, insieme, a interfacciarsi per risolverlo: maggioranza e minoranza.
Ma il Comune di Rosà è un feudo elettorale della Lega, da Guinness dei Primati, e raccogliere gli stimoli di chi non si trova a bordo della nave dei vincitori non è nelle corde dell’amministrazione.
Tuttavia la realtà dei fatti ci dice inequivocabilmente che in 30 anni di ininterrotta amministrazione leghista a Rosà, e cioè dal 1993 ad oggi, parallelamente ad un trentennio in cui la Lega ha sempre governato anche in Regione, riguardo all’emergenza del traffico sulla statale 47 in centro paese la situazione è rimasta sempre uguale. Bretella ovest, bretella est: nei decenni si è parlato più a Rosà di bretelle che non in un negozio di abbigliamento.
Eppure siamo ancora e sempre all’eterno punto di prima.
Adesso il vicesindaco assicura che, in sintonia col programma elettorale, è prevista “la continuazione dell’accordo con Regione Veneto e Provincia”.
Speriamo bene e speriamo soprattutto, come piace ribadire a chi governa in piazza della Serenissima, che al posto delle parole parlino i fatti.
Morale della favola: una nuova viabilità in territorio rosatese è necessaria e vitale come l’acqua e se davvero esiste un progetto di fattibilità e rifunzionalizzazione viabilistica - al netto della modalità “top secret” rinfacciata dall’opposizione - è ora che il “fattibile” si trasformi in “possibile”.
Ciò che invece è “impossibile” - anche e soprattutto in prospettiva dell’entrata in esercizio dell’intera SPV, a sua volta collegata con altre tre autostrade - è continuare a pensare che la situazione attuale possa perdurare ancora a lungo, facendo di Rosà il paese della Via Crucis.
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