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Crisi e Bisi
L’assemblea sociale di Confcommercio Bassano: tra problemi post pandemia, carenza occupazionale, concorrenza dei giganti online, peso della burocrazia e il “de profundis” per il Marchio d’Area
Pubblicato il 26 mag 2022
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Gong! Lo spirito che aleggia all’assemblea sociale 2022 di Confcommercio Bassano mi fa pensare a un pugile rovinato a terra dopo un pugno da KO di Mike Tyson e appena rialzatosi, ancora inebetito per i colpi subiti dal tremendo avversario ma pronto nuovamente a combattere. Nonostante i dolori per un micidiale uno-due al mento: due anni di pandemia, con difficoltà economiche annesse, seguiti immediatamente dalla crisi economica e energetica per la guerra in Ucraina.
Il più importante appuntamento annuale dell’Ascom mandamentale, che si tiene nuovamente in presenza dopo due anni di stop pandemico, si svolge sul ring dell’hotel Palladio in città.
Una categoria stretta alle corde che si lecca le ferite ma è pronta a ripartire, come si evince dall’assemblea dai toni più dimessi che il vostro umile cronista - che negli anni di assemblee della Confcommercio ne ha seguite tante - ricordi.
Foto Alessandro Tich
Nelle prime file siedono i sindaci del mandamento, ma sono solamente in tre: il sindaco di Tezze sul Brenta Luigi Pellanda, il suo collega di Mussolente Cristiano Montagner e il sindaco di Bassano Elena Pavan, che arriva in ritardo e se ne va via in anticipo a causa di una serata zeppa di impegni concomitanti. Allungano (si fa per dire) le schiere degli amministratori locali i vicesindaci di Cartigliano e di Romano d’Ezzelino Orazio Andriolo e Elisabetta Casagrande.
Per la Regione c’è l’assessore alla Sanità e al Sociale Manuela Lanzarin. Non c’è però l’assessore Elena Donazzan, il cui referato al Lavoro è più “vicino” alle tematiche categoriali, impegnata a presenziare alla contemporanea cena conclusiva dell’assemblea elettiva del raggruppamento di Bassano di Confindustria a Villa Rezzonico.
Punto centrale della parte pubblica dell’assemblea, come sempre, è la relazione del presidente mandamentale di turno. Da sempre gli interventi assembleari dei presidenti mandamentali Ascom sono stati gravidi di segnalazioni negative sul peso burocratico e fiscale dello Stato, di osservazioni critiche sulle questioni del territorio e di sollecitazioni al mondo politico affinché prenda in carico le problematiche lamentate dagli associati.
Ma quella di Paolo Lunardi, più che una relazione, è un triste elenco di doglianze conseguenti a una situazione macroeconomica a dir poco scoraggiante.
In primis la pandemia per la quale le aziende associate e in particolar modo quelle della piccola distribuzione commerciale e del turismo “sono state completamente travolte dagli eventi e hanno pagato un duro prezzo, sia in termini economici che di difficili scelte aziendali”. Anche se “i cambiamenti e gli scossoni erano già cominciati ben 14 anni fa, con la crisi delle banche diffusa a livello mondiale che ha generato un forte impatto nelle piccole imprese”.
Si aggiunge la crisi sul fronte occupazionale, non nel senso che manchi il lavoro ma riguardo al fatto che mancano le persone disposte a farlo. “Non è più sostenibile per il nostro settore - incalza Lunardi - la carenza, per non dire totale assenza, di manodopera, soprattutto quella qualificata e urge più che mai un immediato intervento nelle politiche occupazionali.”
Il presidente invita a “sedersi attorno a un tavolo con imprese e istituzioni scolastiche e politiche per creare reali percorsi di formazione e specializzazione così da integrare i giovani al mondo del lavoro ancora prima di terminare gli studi, inserendoli in un percorso di alta professionalizzazione.”
E chiede di “liberare il mercato del lavoro dai tanti vincoli che ancora lo imbrigliano, riprendendo strumenti utili già collaudati, come ad esempio i voucher, e mettendo l’imprenditore nelle condizioni di retribuire adeguatamente i propri collaboratori.”
La grande spina nel fianco della categoria è però un’altra: la continua espansione delle vendite online.
Se ai tempi d’oro delle assemblee che furono i nemici del piccolo commercio territoriale potevano rispondere ai nomi del Grifone o dell’Emisfero, oggi si chiamano Amazon, Zalando, Ebay. Colossi mondiali che aggiungono al carrello altri nomi come Booking e Airbnb, “di cui il mondo della ricettività è succube”, come Uber “che ha comunque cambiato il settore dei trasporti urbani” o come Glovo e Deliveroo “che hanno varcato delle soglie fino a poco tempo fa interdette alla ristorazione”.
Qui Lunardi contrattacca e afferma che competere con queste realtà “è possibile”.
Come? “Se effettivamente sapremo essere resilienti, guardare oltre “il nostro giardino” e adottare nuove politiche associative al fine di unirci per gestire assieme servizi di logistica e promozione.” E ancora “se saremo celeri nel garantire i servizi ormai scontati nell’attuale mercato: il reso merce, l’assistenza post vendita, la diretta garanzia e la consegna a domicilio”. Per la serie: piccoli potenziali Amazon del territorio, unitevi.
Tra gli altri temi toccati dalla relazione: più sostenibilità, efficientamento “green” delle aziende e soprattutto meno burocrazia: richiesta costante al mondo politico, quest’ultima, di tutte le assemblee sociali nei secoli dei secoli.
Carne al fuoco viene aggiunta dall’intervento del vicepresidente vicario dell’Ascom mandamentale Elena Scotton, nonché referente della Commissione Turismo.
“Sul turismo - dichiara - serve a breve una strategia di promozione condivisa a livello territoriale e quindi una politica necessariamente sovracomunale.”
“Negli anni - è un altro passo del suo discorso - si sono sovrapposti e sormontati innumerevoli progetti: Marchio d’Area, Consorzio o OGD eccetera, ma ancora una sinergia costruttiva per il nostro territorio non si è concretizzata.” E dopo la “bolla temporale” dell’emergenza degli ultimi due anni “bisogna andare avanti perché non abbiamo più tempo da perdere, dobbiamo diventare attrattivi e accendere una nuova luce sul nostro territorio”.
“I progetti che ho citato prima e che ad oggi non consentono una pianificazione del turismo non devono tuttavia fermarci - è il passaggio top della vicepresidente Scotton -. Tiriamo una linea e ripartiamo. Acqua passata non macina più.”
Cari promotori del Tavolo di Marketing Territoriale e del collegato Marchio d’Area: se volevate sentire ufficialmente il de profundis dei vostri progetti, eccovi accontentati.
“Ripartire”, già. Ma da dove? Dice nel suo intervento Elena Scotton: “Questo è quello che dobbiamo continuare a fare. Un dialogo trasversale tra le differenti realtà con un unico obiettivo: divenire una destinazione turistica accreditata e riconosciuta almeno al livello europeo.” E come? “Oggi sappiamo che è in fase di sviluppo e implementazione un nuovo protocollo dell’IPA Pedemontana del Brenta. Questa è un’importante opportunità per una pianificazione e una progettazione a medio-lungo termine a livello territoriale.”
Aaaah...l’IPA Pedemontana del Brenta, l’organismo sovracomunale più misterioso e meno produttivo di sempre! A volte ritornano.
Insomma: dall’assemblea sociale emerge un quadro congiunturale ancora preoccupante, dal quale bisogna comunque alzare la testa perché anche gli imprenditori del settore e i loro dipendenti e collaboratori devono mangiare. Crisi e Bisi.
Al microfono del ring pugilistico si susseguono quindi gli interventi delle autorità ospiti. Parlano nell’ordine l’assessore regionale Lanzarin (“Qualche riflessione complessiva come sistema dobbiamo farla. Anche in sanità mancano medici specialisti, medici di base, infermieri e operatori socio sanitari”), il sindaco di Bassano Pavan (“Durante la pandemia abbiamo visto la determinazione della categoria per rilanciare le proprie attività”), il sindaco di Tezze sul Brenta Pellanda (“Se gli agricoltori sono i custodi del nostro territorio, i commercianti sono i tutori dei nostri centri”).
Poi arriva il turno, per ultimo, dello scoppiettante presidente di Confartigianato Sandro Venzo. E mi viene da pensare, alla Nanni Moretti: “Dai, dì una cosa da Sandro Venzo!.”
Venzo non mi delude. “Ripartire, fare squadra...troppe parole - dichiara apertamente -. Basterebbe fare la metà delle cose che diciamo per essere dieci volte vincenti. Poniamoci obiettivi concreti e veloci. Risultati brevi e concreti. Presidente Lunardi, non abbiamo più vent’anni.”
Premio alla carriera per la categoria “parlare chiaro”.
Segue la parte più piacevole dell’assemblea, quella dedicata ai riconoscimenti agli associati per i 20 e più anni di carriera nel loro lavoro, col direttore di Ascom Bassano Riccardo Celleghin nelle vesti del bravo presentatore. Di seguito i loro nomi, con l’anno di inizio dell’attività, da loro iniziata o intrapresa negli anni:
Antonella Vangelista (Fashion Shop, Bassano, 1999); Lucio Andolfatto (Bar Primavera, Bassano, 1997); Brenta Distributori (Mussolente, 1989); Romano Cornale (Osteria Da Cornale, Enego, 1982); Carlo Binotto (Autoscuola Angarano, Bassano, 1969); Fru-Ver (Bassano, Mercato Ortofrutticolo, 1970); Moreno Grigoletto (Primizie Moreno, Bassano, 1961); Fietta Dolciumi (Bassano, 1937). Ultimo riconoscimento, postumo, a Claudio Ferronato detto “Lallo” fondatore del “Vinile” e del negozio per sub a Rosà: a ritirarlo è la moglie Carla Casagrande. Più targa finale “a sorpresa” per “il dottor Gamba” (Mauro Gamba), storico funzionario dell’associazione andato da poco in pensione.
Sono i nomi e i volti dell’Italia che continua a andare avanti, nonostante tutto.
È a loro e soprattutto a loro che si dovrebbe dedicare una rassegna intitolata Resistere, ma esiste già.
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