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“El buso” degli altri
In via di ultimazione il nuovo parcheggio interrato multipiano in centro ad Asiago. Pensieri e parole sull'analogo intervento che si vorrebbe realizzare a Bassano
Pubblicato il 09 ott 2020
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Ad Asiago stanno costruendo un nuovo parcheggio multipiano interrato. In via Trento e Trieste, nei pressi della Vecchia Stazione, del parco “Millepini” e dello stadio del ghiaccio, all'ingresso a nord del centro del capoluogo dei Sette Comuni. L'intervento è iniziato due anni fa e l'assessore comunale ai Lavori Pubblici Franco Sella, tramite un comunicato stampa trasmesso oggi in redazione, fa sapere che “tutto prosegue per il meglio” e che “l'obiettivo è quello di terminare il cantiere ad aprile 2021”. “Ovviamente, affinché questa previsione possa essere corretta - precisa l'assessore -, non dovranno sussistere ritardi legati al meteo o ad una eventuale seconda fase di lockdown.” Sella è comunque ottimista e dichiara di non escludere invece, nel caso in cui tutto dovesse svolgersi per il verso giusto, che “il parcheggio possa essere inaugurato anche un po' prima del mese di aprile”.
L'opera pubblica aveva subito un rallentamento non per la solita causa del Covid, ma per l'imprevista scoperta di amianto nel sottosuolo, che ha provocato un ritardo “non imputabile dunque all'amministrazione comunale o alla ditta che sta eseguendo i lavori”.
Attualmente i lavori stessi stanno procedendo speditamente. In questo momento “vi sono tre squadre all'opera”. Nella fattispecie, “la prima si sta occupando della gettata del primo solaio di metà parcheggio, la seconda sta completando le pareti esterne di tutto il secondo piano interrato e la terza è focalizzata sulle fondamenta”. “Entro una decina di giorni, dunque - informa il comunicato stampa -, i lavori dovrebbero spostarsi al primo piano interrato dell’opera iniziata un paio di anni fa.” Parole quasi commoventi per chi, come chi ha la fortuna di risiedere a Bassano del Grappa, è invece purtoppo abituato a ben altri ritmi nella realizzazione di alcune opere pubbliche di massima rilevanza.
Il parking sotterraneo multipiano in costruzione ad Asiago
Il nuovo park interrato multipiano di Asiago conterrà complessivamente 178 posti auto e sopra il parcheggio sarà creata un'area verde.
Come tutte le opere pubbliche di questo tipo, anche il costruendo park sotterraneo di via Trento e Trieste ha generato, nel tempo, polemiche e discussioni.
Come riportano le cronache dell'epoca dell'inizio lavori, l'intenzione originaria dell'amministrazione asiaghese era stata quella di “sopperire ad un reale bisogno del territorio”, poiché “nei periodi di massimo afflusso turistico i posti auto non bastano mai e il traffico intorno alle vie pedonali del centro è parecchio congestionato”. A parte il fatto che si tratta di una logica pienamente da turismo pre-Covid, è comunque un dato di fatto che sull'intero Altipiano nei periodi turistici “normali” la popolazione residente aumenta da 25mila a circa 120mila abitanti. 100mila residenti in più, anche se temporanei, che si spostano prevalentemente in macchina e per i quali il giro in centro ad Asiago è un must immancabile.
Da qui la necessità di trovare un nuovo “grande buco” per ospitarne i mezzi a quattro ruote.
A dire il vero, alla partenza dei lavori qualche consigliere asiaghese di minoranza aveva definito l'opera “non prioritaria per la città di Asiago e non strategica turisticamente”.
E questo perché “178 posti auto non risolvono il problema parcheggio in tempo di alta stagione, mentre durante il resto dell'anno sarà più utilizzato il parcheggio gratuito dell'Odegar situato di fronte”. Lamentele si erano sollevate anche da una parte della cittadinanza di Asiago, secondo la quale - come riportano sempre gli articoli dell'epoca - “il numero dei posteggi è in realtà irrisorio rispetto alle necessità e che il gioco non vale la candela, essendo poi a pagamento”. In più, sempre secondo quella corrente di pensiero,
“la viabilità in quel sito sarà in maggior misura aggravata dal flusso di auto in entrata ed uscita dal parcheggio stesso”. Ma l'amministrazione comunale asiaghese è andata avanti per la sua strada e anche se in ritardo rispetto ai tempi previsti il nuovo park interrato mutipiano - realizzato in project financing assieme ai privati, raggruppati nell'A.T.I. “Sistemi Controllo Traffico s.r.l.” -, sta per essere ultimato.
Scrivo di queste cose non solo per informare quella non indifferente parte di bassanesi che è solita frequentare Asiago e il suo Altipiano nei weekend e anche nei periodi di vacanza estiva ed invernale. Ne scrivo anche perché - e lo avrete già intuito, se siete nostri fedeli lettori - una notizia del genere produce un'automatica associazione di idee con l'analogo progetto che sta aleggiando da un anno a questa parte attorno alla città di Bassano del Grappa.
Mi riferisco ovviamente all'idea di costruire “el buso nea busa”, vale a dire il parcheggio sotterraneo, di due o tre piani interrati, che nelle intenzioni dell'amministrazione Pavan andrebbe realizzato in Prato Santa Caterina. Un progetto lanciato dalla giunta comunale proprio un anno fa, nell'ottobre 2019, nella conferenza stampa di presentazione del Piano Triennale delle Opere Pubbliche. Senza che i residenti di quartiere Margnan-Conca d'Oro, nella loro tappa del “caffè col sindaco” avvenuta un mese prima, fossero stati preventivamente informati della cosa. L'amministrazione ha stanziato all'uopo in bilancio 1 milione di euro, lasciando il resto del costo di realizzazione, su una spesa complessiva stimata in 8 milioni di euro, a carico dei privati che in futuro avranno l'onore e il piacere di accollarsi la gestione dell'opera. Project financing per l'appunto, come ad Asiago.
In più, sempre in parallelo col progetto asiaghese, sopra il nuovo “buso” in quel di Bassano è prevista la collocazione di una copertura in erba, estendendo in questo modo l'area verde dell'attiguo Parco Ragazzi del '99. Attualmente, come ho già scritto in altre occasioni, il progetto è in temporanea fase di “congelamento”. Le ultime notizie certe in mio possesso risalgono a un articolo dello scorso giugno, il che è tutto dire.
In quell'articolo, intitolato significativamente “El buso”, il solito puntualissimo assessore comunale ai Lavori Pubblici Andrea Zonta aveva dichiarato, in sintesi, che per il parcheggio interrato andavano fatte delle “valutazioni di necessità”, che “vanno risolti dei problemi tecnico-realizzativi, per i quali faremo valutazioni e sondaggi” e che “una volta fatte le analisi viabilistiche, eventualmente si cercherà di capire quali sono le soluzioni e a fine anno avremo messo tutte le caselle al posto giusto”. Ovvero: come dire tutto e non dire niente in un colpo solo. “Serve un accordo Pubblico/Privato - aveva ancora dichiarato Zonta in merito alla copertura dei costi dell'opera - e un settore nel quale i privati investono ancora sono proprio i parcheggi.”
Già: ma il privato investe se i conti tornano già in partenza, in base ai flussi di utenza previsti nella gestione almeno trentennale del parcheggio. Ad Asiago il progetto del parking interrato ha avuto in origine una sua ragione di esistere proprio perchè - al netto del crollo di arrivi e presenze dovuto, e chissà fino a quando, al Covid-19 - si tratta di un Comune turistico, con una domanda di parcheggi che diventa molto importante nei periodi stagionali di punta. Possiamo dire la stessa cosa per Bassano del Grappa, che non è una città per villeggianti ed è già servita da vari parcheggi di cintura attorno al centro?
“El buso nea busa” potrà rivelarsi un investimento redditizio o comunque non in perdita solo se le auto saranno “obbligate” a parcheggiare lì. La direzione sembra comunque già segnata: già mancheranno gli attuali circa 300 parcheggi gratuiti in Prato, poi dovrà essere giocoforza rivista la destinazione d'uso dell'attuale parcheggio “Le Piazze” nell'area dell'ex Ospedale, il quale - lo ricordo - ancora dai tempi dell'amministrazione Cimatti svolge una funzione “provvisoria”. Poi c'è il grande problema del riassetto della già congestionata viabilità in zona, come emerso dai preoccupati interventi dei residenti in Margnan-Conca d'Oro nell'assemblea di quartiere svoltasi lo scorso 24 gennaio. Insomma: sono ancora tante “le caselle da mettere al posto giusto”, in questa prolungata fase di “valutazioni e sondaggi”, per evitare che alla fine sia pèzo el tacòn del buso.
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