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Alessandro Tich
Direttore responsabile
Bassanonet.it
Pubblicato il 20-02-2016 23:02
in Attualità | Visto 2.717 volte

Classe turistica

Turismo. Boom di presenze nel 2015 a Bassano: +24,1% rispetto all'anno precedente. Secondo record di presenze in 12 anni. Ma il presidente degli Albergatori Astuni specifica: “Dovremo analizzare attentamente questi dati”

Classe turistica

Foto Alessandro Tich

Bassano del Grappa è sempre e ancora alla ricerca, turisticamente parlando, del suo destino come destinazione.
E il famoso Tavolo di Marketing Territoriale, dopo il semaforo verde acceso dall'IPA (Intesa Programmatica d'Area) Pedemontana del Brenta, cerca i falegnami che lo costruiscano una volta per tutte.
In attesa che prenda forma il “percorso condiviso” che dovrebbe sfociare nella creazione del fatidico Marchio d'Area, il settore ricettivo locale - pur in assenza dei presupposti che fanno di un territorio un'area di riconosciuta attrattività turistica - può tuttavia ben dirsi soddisfatto di come stanno andando le cose.
A giudicare, almeno, dai dati diffusi oggi dal Comune di Bassano sull'andamento dei flussi turistici in città nel 2015.
Numeri e percentuali - che arrivano direttamente dal Servizio Statistico della Regione Veneto - che parlano indiscutibilmente di netta ripresa, se non persino di un piccolo boom: sia degli arrivi, e cioè del numero di clienti italiani e stranieri ospitati negli esercizi ricettivi, che anche e soprattutto delle presenze, ovvero del numero delle notti trascorse dai clienti negli esercizi ricettivi.
Le Sacre Scritture provenienti da Venezia ci informano infatti che l'anno scorso, nella nostra città, sono stati registrati 54.514 arrivi: pari a un aumento del 5,4% rispetto al 2014. Il vero exploit riguarda le presenze: ben 137.014, che corrispondono a un clamoroso +24,1% rispetto all'anno precedente.
In sostanza i turisti aumentano e rimangono molto di più.
E il numero di pernottamenti del 2015 costituisce il secondo record di presenze negli ultimi 12 anni, dietro solo alle ancora inarrivabili 237.299 presenze del 2008, anno dell'Adunata Nazionale degli Alpini.
Sono maggio e settembre, dal punto di vista dei numeri assoluti, i due magic moments dell'annata turistico-ricettiva: rispettivamente con 5.801 arrivi e 14.015 presenze e 5.889 arrivi e 14.313 presenze.
Colpisce tuttavia la performance in percentuale del trimestre febbraio-aprile. Febbraio, rispetto al 2014, ha messo a segno un +26,23% negli arrivi e un +45% nelle presenze. Molto bene anche marzo: +15,36% di arrivi e +56,89% di presenze. Niente male, anzi ottimo, il dato di aprile: arrivi a +20,23% e soprattutto pernottamenti a +57,59%.
Agli occhi dei non addetti ai lavori, infine, è davvero degno di nota il risultato di agosto, dove si pensa che la gente vada in vacanza in ben altri lidi: 5.047 arrivi (+11,61%) e 13.652 presenze (+33,75%). Anche se qui - tra artisti e troupe al seguito del cartellone principale e di B.Motion - Operaestate Festival probabilmente ci cova.
E' ancora l'albergo, sempre sotto il profilo quantitativo, la tipologia di struttura preferita dai turisti a Bassano: l'anno scorso gli hotel cittadini hanno registrato 88.270 pernottamenti (+14,4%). Le altre imprese ricettive si dividono il resto della torta con 48.744 presenze, che corrispondono tuttavia a un'impennata del +46,6% rispetto al 2014.
Per quanto riguarda la provenienza dei turisti italiani a Bassano, può ben dirsi una fascia di utenza di relativa prossimità: al primo posto troviamo infatti il Veneto (14.738 presenze, pari al 21,4% sulle provenienze Italia e al 10,8% sul totale) e al secondo la Lombardia (13.127 presenze: 19,0% su Italia e 9,6% su totale). Medaglia di bronzo, ma distaccato, il Lazio: 5.434 presenze, pari al 7,9% su Italia e al 4% su totale.
Bassano è invece ancora poco appetibile per i turisti da Sardegna, Umbria e Valle d'Aosta, agli ultimi tre posti della classifica.
E i turisti stranieri? Nessuna sorpresa. Deutschland über alles: con 12.840 presenze - pari al 18,9% sull'estero e al 9,4% sul totale - la Germania è la nazione più fedele al richiamo della città del Ponte. La seguono l'Austria (6.021 presenze) e gli Stati Uniti (3.969 presenze).
Infine il dato sulla permanenza media dei turisti in città: circa due giorni e mezzo (2,51), dato calcolato in proporzione dall'1,81 giorni di media negli hotel e gli 8,54 giorni medi di permanenza in più economiche strutture come affittacamere, locande o B&B.
Morale della favola: Bassano ha ripreso a viaggiare, e viaggia in classe turistica. Per andare in business class - e fare cioè il salto di qualità, richiamando nuovi flussi di arrivi e presenze non ancora “intercettati” - c'è però ancora molta strada da fare. Ne sono convinti gli stessi albergatori, che accolgono i risultati statistici con ovvia soddisfazione, ma anche con altrettanta prudenza.
“Come albergatori - riferisce il presidente di categoria Roberto Astuni - andremo ad analizzare attentamente questi dati, suddividendo tra strutture alberghiere ed extra-alberghiere. I numeri di arrivi e presenze, mese per mese, non sono infatti disaggregati e dobbiamo capire se questi numeri, sicuramente positivi, riguardino e in che misura gli hotel.”
“Dovremo anche analizzare - prosegue il presidente degli Albergatori di Bassano - la tipologia di questi arrivi e presenze: se si tratta cioè di turismo industriale, di turisti veri e propri oppure al seguito di qualche manifestazione. L'anno scorso nel territorio si sono svolte diverse manifestazioni sportive importanti e in più c'è stata anche la fiction, che da sola ha voluto dire alcune migliaia di presenze.”
“Il trend positivo va benissimo - aggiunge -. Ma adesso bisogna lavorare per il Marchio d'Area e procedere sotto questo cappello. Oggi i dati li ha presentati il Comune di Bassano, ma dalla prossima volta, con l'IPA Pedemontana del Brenta, si dovrà ragionare sui numeri complessivi dei Territori del Brenta. Le oltre 130mila presenze di Bassano rientrano nelle 250mila presenze registrate nel territorio. Cominciamo a parlare di numeri interessanti.”
“Dobbiamo tentare di intercettare i bandi per la riqualificazione alberghiera - conclude Astuni -. Il cliente è sempre più esigente e richiede sistemazioni sempre più importanti. Inoltre, come albergatori, stiamo attivando dei corsi di formazione per portare un servizio maggiore ai clienti stranieri, che arrivano anche da mercati nuovi come la Cina. Dobbiamo imparare ad accoglierli in modo adeguato.”

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