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Redazione
Bassanonet.it
Moldavia Connection
Sgominata dalla Polizia Stradale di Vicenza una gang di moldavi dedita ai furti di ogni tipo, dalle auto di alta gamma ai furti in casa, in tutto il Veneto. 5 arrestati. La banda aveva colpito anche a Rossano Veneto
Pubblicato il 20-02-2015
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L’operazione si chiama “Bessarabia”, dal nome della storica regione europea di cui faceva parte l’attuale Moldavia. Perché sono tutti moldavi i componenti della gang dedita ai furti di ogni tipo in tutto il Veneto, sgominata dalla squadra di Polizia Giudiziaria della Polizia Stradale di Vicenza - in collaborazione col compartimento della Polizia Stradale di Padova e con le altre sezioni Polstrada della regione - che ha portato a 5 arresti, 6 denunce e 9 perquisizioni domiciliari, oltre al recupero di refurtiva per oltre 40mila euro riferita ad almeno 15 eventi criminosi accertati.
Tutto è iniziato lo scorso ottobre, quando - a Malo - era stata segnalata la presenza sospetta di una Bmw X6, con targa tedesca. Il SUV - risultato rubato quattro giorni prima nel Veronese - era nelle disponibilità di Mihail Beschieri, 26 anni, moldavo, regolare, residente a Malo. Nella casa del Beschieri gli agenti hanno rinvenuto anche 2 moto di grossa cilindrata, rubate in settembre a Verona, più vari pezzi di ricambio di auto di alta gamma rubati nel veronese e nel veneziano. Per il Beschieri è scattata la denuncia per ricettazione: solo l’inizio di un’indagine molto più approfondita - con intercettazioni, appostamenti e pedinamenti - sui suoi collegamenti.
Nel corso degli accertamenti investigativi - coordinati dal Pm della Procura di Vicenza Luigi Salvadori, titolare dell'indagine - è emersa la figura di Victor Ratoi, 24enne, moldavo, regolare, residente a Thiene, collegato al furto di una delle due moto e anello di congiunzione con il resto della banda, gravitante nella zona di Mestre, dove il Ratoi si è recato per tutto dicembre e parte del mese di gennaio per incontrare i suoi sodali, pedinato dalla Polstrada.
I cinque arrestati dalla squadra di Polizia Giudiziaria della Polizia Stradale di Vicenza
Non è stato facile pedinarlo: il sospettato si spostava infatti con estrema attenzione, percorrendo tragitti mai lineari, e solo in strade secondarie, effettuando spesso manovre digressive al volante della macchina.
Tra i suoi contatti mestrini c’era Vasile Mocanu, moldavo, 23 anni, irregolare, domiciliato a Mestre.
Ratoi e Mocanu - assieme a una terza persona - erano stati gli autori del tentato furto lo scorso 6 dicembre al Bar Sport di Rossano Veneto: con l’auto dei ladri, poi scappati a piedi, schiantatasi nella fuga contro la recinzione di una casa.. Quella stessa sera il Mocanu, pur rimasto ferito nell’incidente, prese parte al furto di due furgoni (di cui uno carico di mobili per 15mila euro, poi recuperato con tutta la refurtiva dalle volanti a Padova) al Mobilificio Gobbo di Cittadella.
La coppia Ratoi-Mocanu aveva compiuto anche il furto, l’8 dicembre, nell’abitazione della famiglia Lisciotto-Alessi sempre a Rossano Veneto: portati via monili, preziosi, computer, 4000 euro in contanti e un’autovettura Mini Cooper, poi rinvenuta a Mestre nelle vicinanze dell'abitazione del Mocanu. Parte del bottino, assieme ad altri oggetti provento di furti, è stata quindi recuperata presso due ricettatori moldavi, che fanno parte della lista dei 6 denunciati, a Pettorazza Grimani in provincia di Rovigo.
Della “Moldavia Connection” faceva parte anche Mirel Sorin Ganea, 27 anni, domiciliato a Mestre, autore di un furto al negozio Haumatica di Mestre: 18mila euro di bottino in cosmetici e profumi che erano pronti a partire, con un corriere, per l’Est Europa: consegna bloccata dalle volanti di Mestre.
Più volte colto in fallo dagli interventi simulatamente “casuali” della Polizia, il gruppo tuttavia non si è mai fermato, continuando a mettere in atto reati contro il patromonio: per i componenti della gang, per la maggior parte disoccupati e irregolari, la delinquenza era infatti l'unica fonte di “reddito”.
Fino a lunedì scorso, quando dopo due tentativi andati a vuoto nei giorni precedenti - con presenza di tutti gli indagati sul posto - un altro moldavo della banda (Igor Sava, 34 anni, domiciliato a Mestre) è entrato nottetempo in una sala slot a San Pietro di Feletto, nel trevigiano, per svuotare le macchine da gioco. Era già riuscito a scassinarne una, contenente 600 euro. C’erano però gli agenti del comandante Antonio Macagnino ad aspettarlo: il Sava è stato arrestato in flagranza di reato. Ieri gli arresti di Beschieri (posto ai domiciliari), Ratoi, Mocanu e Ganea. Potrebbe essere solo la punta dell’iceberg: si stanno accertando le possibili responsabilità del gruppo in altri eventi criminosi, oltre ad altri agganci e fiancheggiatori dell'organizzazione, e l’operazione - avverte la Polstrada - non è conclusa.
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