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300simo di Marinali: in Duomo l'evento celebrativo degli “Amici di Orazio”. E il Rotary Club Bassano Castelli finanzia il restauro della statua di Santa Caterina nell'Altare del Rosario
Pubblicato il 04 ott 2020
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Dopo Rocco e i suoi fratelli, arrivano Orazio e i suoi amici.
Orazio Marinali, nell'anno del 300simo annniversario della sua scomparsa (6 aprile 1720), rischiava di non essere degnamente ricordato dalla sua città. Come ho già scritto nel mio precedente articolo “Orazi e Curiazi”, l'amministrazione comunale di Bassano sta affannosamente recuperando il terreno e dal 5 dicembre e fino a gennaio sarà allestita al Museo Civico una mostra dedicata al grande scultore barocco bassanese, con una sala dedicata ai disegni e ad alcuni modellini dell'artista e un'altra sala dedicata alle foto artistiche delle opere del Marinali scattate dal fotografo bassanese Fabio Zonta.
La stessa mostra sarà collegata a dei percorsi nella città in cui sarà possibile ammirare le statue di Marinali collocate in centro storico su proprietà pubbliche, parrocchiali e private. Sarà l'omaggio last minute del Comune di Bassano a uno dei figli più illustri della città.
Orazio Marinali, Santa Caterina. Bassano, Duomo di Santa Maria in Colle (foto Alessandro Tich)
Ma c'è anche una positiva situazione nella quale è la città stessa, fatta dalle singole persone che si uniscono per uno stesso scopo, a dare un concreto segno di valorizzazione della memoria di questo artista concittadino così grande e così in realtà ancora poco conosciuto. Una sfida resa possibile grazie agli “Amici di Orazio”, nome che si sono dati strada facendo. Un gruppo di aficionados della cultura bassanese e della scultura marinaliana - e più in generale di amanti della città - che si sono raccolti attorno alle figure dell'editore Andrea Minchio e dell'arciprete abate di Bassano don Andrea Guglielmi.
Il quale, in quanto parroco di Santa Maria in Colle, è il depositario della tutela delle opere di Orazio Marinali conservate in Duomo e in San Giovanni.
Proprio nel Duomo di Santa Maria in Colle, davanti a un pubblico distanziatamente folto, avviene l'evento celebrativo degli “Amici di Orazio” per il 300simo anniversario della morte dello scultore, intitolato “Divagazioni marinaliane sulle orme del grande Orazio”.
Non vi tragga in inganno la parola “divagazioni”: lo scopo dell'evento, oltre al doveroso tributo alla memoria dell'artista, è in realtà assai concreto. Nel Duomo si eleva infatti l'imponente Altare del Rosario, con le sculture di Marinali che attorniano la Pala della Madonna del Rosario dipinta nel tardo '500 da Leandro da Ponte.
Sono le statue di San Domenico di Guzmán e di Santa Caterina da Siena, poste all'altezza più vicina ai fedeli; di Sant'Anna e di San Gioacchino, collocate più sopra; e sulla sommità dell'altare le sculture di due angeli pure attribuite al maestro bassanese. Si tratta di opere in marmo a cui la patina del tempo ha offuscato lo splendore originario. Da qui la concreta iniziativa degli “Amici di Orazio” per l'anniversario marinaliano: la promozione, con conseguente raccolta fondi, del restauro della statua di Santa Caterina da Siena.
Solo il primo passo, nelle intenzioni del gruppo promotore, del recupero di tutte le statue marinaliane dell'Altare del Rosario.
Come vedremo, l'appuntamento in Duomo con le “Divagazioni marinaliane” è un evento all'insegna delle sorprese. La prima sorpresa, trattandosi di un incontro promosso da privati cittadini assieme all'arciprete don Andrea, “amico di Orazio” anche lui, è l'intervento dell'assessore comunale alla Cultura Giovannella Cabion. Una sorta di “ponte” che viene lanciato, per l'anniversario di Marinali, tra l'iniziativa privata e l'amministrazione pubblica. “Questo è il primo di una serie di interventi che faremo sul Marinali - afferma l'assessore, come se il Comune facesse parte in qualche modo del gruppo -, un primo esempio del rapporto pubblico-privato per la valorizzazione del nostro patrimonio.”
“La mostra sul Marinali che inaugureremo il 5 dicembre - prosegue la Cabion - sarà una mostra diffusa che coinvolgerà tutte le attività economiche e sarà “disegnata” sulle strade.”
Don Andrea Gugliemi, che non vuole definirsi “il padrone di casa” (“il Duomo è la casa di tutti i bassanesi, perché qui è nata la storia della città”) pone l'attenzione sulla figura di Santa Caterina da Siena, raffigurata dal Marinali in accorata estasi, con la corona di spine sulla testa. L'arciprete parla delle “coincidenze” che accompagnano questo evento di presentazione in Duomo. “Siamo a pochi giorni di distanza dalla festa della Beata Vergine Maria del Rosario - spiega -. Ma c'è una coincidenza pazzesca: esattamente 50 anni fa, il 4 ottobre 1970, Papa Paolo VI dichiarava Santa Caterina da Siena, che ha svolto la sua missione senza saper leggere né scrivere, Dottore della Chiesa.”
“Orazio Marinali - prosegue il parroco di Santa Maria in Colle, sempre in tema di coincidenze - ha realizzato le statue per l'Altare del Rosario ai primi del '700, a pochissimi anni dall'apertura della causa di beatificazione della “Caterina da Siena bassanese”: la Beata Giovanna Maria Bonomo.” Poi l'abate di Bassano sottolinea “l'attualità” della Santa. “Santa Caterina - spiega - ha fatto di tutto per rimanere nascosta, in relazione amorosa con Cristo, con Dio e con la Chiesa. Eppure è diventata famosissima, consigliera dei Papi e interlocutrice dei grandi del suo tempo. Era un'epoca di Papi e di antipapi e lei ha sempre agito per la ricostruzione della pace. Questa ce la rende molto attuale. Era anche un'epoca di epidemie e lei andava tra gli ammalati alla ricerca di Cristo. Anche questo la rende contemporanea a noi.” Vedete dunque quante cose si celano dietro a quella statua che Marinali ha tramandato ai posteri.
Andrea Minchio, editore de “L'Illustre Bassanese” e di tante altre cose, è la figura ispiratrice degli “Amici di Orazio”. Nel suo intervento racconta come assieme a don Andrea e ad altre persone già nel luglio 2018 aveva maturato e nel 2019 aveva pianificato il progetto di una grande mostra sui fratelli Marinali (Orazio, Angelo e Francesco, scultori, e il meno noto Giovanni, detto “Giovanni da Bassano”, miniatore) in programma per i primi mesi del 2020. Mostra che, per diversi motivi, non si è poi realizzata.
Sempre Minchio rimarca di aver “allertato per tempo le persone istituzionali di Bassano e Castelfranco” affinché i due Comuni organizzassero congiuntamente e in tempo utile le celebrazioni per il 300simo anniversario, raccordando il patrimonio di Marinali conservato a Bassano con i percorsi marinaliani a Castelfranco Veneto, in primis le 44 statue, realizzate dall'autore e dalla sua scuola, della “cavallerizza” del parco di Villa Revedin Bolasco. Cosa che, come ben sappiamo, era stata pensata dall'amministrazione di Bassano ma non ha poi trovato concretizzazione. “Oggi siamo qui con grande ritardo - afferma -. Siamo un gruppo di valorosi “Amici di Orazio”, siamo un piccolo plotone che però vuole diventare una brigata.”
Di questo plotoncino di Orazio and Friends fa parte anche la storica dell'arte Claudia Caramanna che interviene sul tema “Orazio Marinali, punta di diamante di una straordinaria bottega di artisti”. La studiosa spiega il perché del fatto che i Marinali rappresentino “la tradizione delle grandi imprese famigliari artigianali e artistiche venete” e come per la conoscenza della vita e della figura di Orazio siano state importanti le ricerche storiche di Giambattista Verci. Poi accende idealmente i riflettori sulle statue dell'Altare del Rosario, realizzate dall'autore nello stile del suo tempo e cioè il Barocco. “Ma se lo confrontiamo con il Barocco di Roma, del Bernini - rileva la dott.ssa Caramanna -, quello di Marinali è un Barocco molto particolare, più composto e più intimo.” Ne è la prova proprio la statua della Santa Caterina: ovvero quella statua che, come rivela la storica dell'arte, “Canova veniva sempre ad ammirare qui in Duomo ogni volta che si trovava a Bassano”.
Questa non la sapeva quasi nessuno: è uno degli “scoop” storici dell'evento.
Adesso la Santa ammirata dal genio di Possagno sente il peso del tempo e necessita di quell'intervento di ripulitura e di ripristino promosso dal gruppo degli “Amici”.
“La scultura è in pessime condizioni - spiega Antonella Martinato, che curerà il restauro -. Ci sono incrostazioni da rimuovere e la patina da ripulire. Poi sarà eseguito un check sul marmo per il risanamento vero e proprio. L’aspetto finale sarà alquanto scioccante.”
Per la serie: più bianco non si può.
Ed è a questo punto, dopo gli interventi programmati, che arriva il “colpo di teatro”.
Si presenta al microfono il presidente del Rotary Club Bassano Castelli Renato Graziani, che annuncia: “Il nostro Club ha deciso di sponsorizzare l’intervento su Santa Caterina.”
Sitting ovation di tutti i presenti. Il finanziamento dell’opera di restauro, pari a 3500 euro, è stato deliberato dal Club Service cittadino su proposta al direttivo del socio Gianni Posocco. “L’auspicio - afferma Graziani, rivolgendosi alla città - è che con il nostro contributo parta un ciclo virtuoso per la valorizzazione di tutto l’altare.”
La notizia non è solo importante, ma è anche freschissima: Andrea Minchio rivela infatti di averla saputa solamente due giorni prima. Il restauro sarà quindi subito fatto ed è coperto finanziariamente: il desiderio è quello di concludere l’intervento per il 5 dicembre, data di inaugurazione della mostra su Marinali al Museo Civico. È il suggello dell’ impegno degli “Amici di Orazio” nell’offrire una partecipazione concreta ai valori dell’anniversario.
Le sorprese però non finiscono qui. Al termine dell’incontro in Duomo, don Andrea Guglielmi invita tutti a trasferirsi a San Giovanni. La chiesa, attualmente chiusa per i lavori di ristrutturazione, viene infatti eccezionalmente riaperta per l’occasione, in modo da permettere ai partecipanti di ammirare l’Altare della Cappella del Santissimo Sacramento, progettato e realizzato sempre dal Marinali e dalla sua bottega.
Un graditissimo “bonus” che precede la parte conclusiva del programma degli “Amici”: l’inaugurazione della mostra “Omaggio alla bellezza. Orazio Marinali nelle fotografie di Fabio Zonta” alla Galleria d’Arte Piazzotto Montevecchio, con saluto di Grace Zanotto e presentazione di Maria Luisa Parolin. Si tratta di un piccolo assaggio della più ampia mostra fotografica di Zonta che sarà allestita nella mostra al Museo Civico. La mostra in Piazzotto presenta in anteprima, per scelta del fotografo, gli scatti riguardanti due sole opere dello scultore: la Santa Caterina, eroina della giornata, e il San Bassiano.
Sono tanti, dunque, i nomi di questo “gruppo di valorosi” formatosi per onorare l'anniversario marinaliano, a cui si aggiunge anche la Pro Bassano. Una piccola Santa Alleanza costituitasi nel nome di Orazio Marinali.
Post Scriptum
Tra i soci del Rotary Club Bassano Castelli presenti all'incontro a Santa Maria in Colle c'è anche “mister Arti per Via” Gianni Posocco, colui il quale ha lanciato al direttivo la proposta di finanziare l'intervento di recupero della Santa Caterina. E proprio Posocco mi confida che l'idea di proporre al suo Club la sponsorizzazione del restauro gli è venuta dopo aver letto il mio articolo “Orazi e Curiazi”. Che ha fatto “da seme”, come dice lui, al germoglio dell'iniziativa di sostegno economico ai lavori di restituzione della scultura alla sua bellezza originaria. Dunque nell'operazione di recupero della preziosa statua di Orazio Marinali c'è anche un pezzetto di Bassanonet. E questa, credetemi, è una soddisfazione impagabile.
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