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Pavanissima
La lista civica “#Pavan Sindaco” si presenta in piazzetta Guadagnin, scelta come “simbolo dell'incuria di questa amministrazione”. Elena Pavan: “Noi ci proponiamo in discontinuità dopo cinque anni di approssimazione e immobilismo”
Pubblicato il 06 mag 2019
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Questa sì che è Bella. Il fuori programma che in quanto tale non ti aspetti accade nel bel mezzo dell'intervento del candidato sindaco della coalizione di centrodestra Elena Pavan. Siamo in piazzetta Guadagnin, davanti a Palazzo Pretorio, luogo scelto come “simbolo dell'incuria di questa amministrazione”. L'occasione viene data dalla presentazione ufficiale della lista civica “#Pavan Sindaco”. E mentre Elena Pavan sta portando avanti il suo discorso, dall'edificio che si affaccia sulla piazzetta e che ospita la sede del CSC - Casa della Danza di Operaestate un coro di giovani voci femminili intona la canzone “Bella Ciao”. Le finestre del palazzo sono aperte e il canto si diffonde nell'aere, udito benissimo da tutti, cronisti compresi. Può anche darsi - a voler pensare bene - che al CSC sia in corso una incolpevole residenza di danza sulle canzoni partigiane. Tuttavia - a voler pensare male - la coincidenza è troppo palese per non ipotizzare una tentata azione di disturbo. Comunque sia, la Pavan continua a parlare imperterrita e tutto si risolve in una bolla di sapone. E partigianerie a parte, la presentazione della lista si svolge in un clima di serena partecipazione, com'è cosa buona e giusta che sia.
Sono presenti tutti i candidati della squadra, fatta eccezione per le due straniere di coppa, ma cittadine italiane, Kaoutar Badrane (avvocato “veneto-marocchina”) e Dominika Agnieszka Grzebyk, impegnate all'estero. Tutti gli altri, a partire dal capolista Andrea Zonta, rispondono all'appello. Non manca all'appuntamento l'assessore regionale Elena Donazzan, che della lista del sindaco Pavan è la riconosciuta madrina.
In disparte, tra gli spettatori, non passa inosservata la presenza di Enrico Hüllweck, per dieci anni sindaco di Vicenza in quota centrodestra. Al termine della presentazione arriverà in piazzetta anche il famoso ministro dei Trasporti cinese Fur Gon Cin: ma si tratta in realtà del candidato Riccardo “Ricky” Torre, alla guida di un Bulli Volkswagen d'epoca colore azzurro, capostipite anni '60 degli odierni camper, con la scritta “#Pavan Sindaco” in bella vista: mezzo con il quale la propaganda elettorale prende la strada dello stile hippy. E c'è persino il drone, che svolazza sopra le teste dei candidati per una foto con il naso all'insù e con l'esibizione verso l'alto di un volantino rivolto ai cittadini, ispirato al Pavan-motto “Si cambia” e con la scritta “Bassano. Cosa cambieresti?”.
All Together Now: il candidato sindaco Pavan coi candidati di lista e l'assessore regionale Donazzan (foto Alessandro Tich)
La campagna elettorale imbocca la prospettiva aerea, ma in realtà nel suo discorso il candidato sindaco si rivela molto con i piedi per terra.
“Quello che noi proponiamo oggi in questo punto - esordisce Elena Pavan - è un messaggio forte di quello che è per noi è importante. Il motto di questa lista e mio, come candidato sindaco della coalizione, è “Si cambia”. Noi abbiamo scelto questo posto, Palazzo Pretorio, in maniera simbolica. Siamo nel cuore del centro storico, è un palazzo storico di Bassano ed è un posto dimenticato, trascurato. La sera qui è buio, purtroppo questa piazzetta è ridotta a un orinatoio.” “Noi - prosegue - ci proponiamo in discontinuità rispetto all'attività di questa amministrazione perché ci teniamo alla città. Noi ci teniamo al decoro.”
Quindi il candidato sindaco mostra un libro che tiene in mano, un volume “regalato da un cittadino che nel 2014 aveva fotografato alcuni punti della città che già allora gridavano vendetta”. “A distanza di cinque anni - spiega - è andato a rifotografarli e la situazione non è migliorata, anzi. Transenne abbandonate un po' ovunque, cassonetti dappertutto, sporcizia.” Pertanto “dalla cura che si ha anche nelle piccole cose”, come ad esempio la pulizia del centro, “si trasmette molto dell'identità della città e della cura che si ha nel fare le cose per la città”. Con un atteggiamento “di ascolto delle problematiche delle persone, con le quali vogliamo trovare delle soluzioni però con un ruolo assolutamente attivo, mettendoci alla pari”. “Noi ci contrapponiamo a chi si propone in continuità - dichiara Pavan - perché ci vogliamo contrapporre a questa approssimazione, all'abbandono, all'incuria, alla trascuratezza della città, che altro non sono che uno specchio di come si è amministrato in città in questi anni.”
Una “discontinuità” che tocca anche il tema delle risorse comunali.
“9 milioni di avanzo dal bilancio comunale - afferma il candidato sindaco - significano in alternativa due cose. O che sono state chieste troppe tasse, troppi oneri di urbanizzazione e quindi si è spremuto troppo il cittadino, senza reinvestire poi in servizi, oppure vuol dire che comunque non c'è stata programmazione. Non c'è stata la capacità di amministrare. E chi si propone in continuità, propone ancora questo metodo.”
“Non c'è niente di mirabolante nell'aver ridotto il debito del Comune - aggiunge la leader di coalizione - perché la riduzione dell'indebitamento non è stata nessuna attività straordinaria: è derivata dall'aver semplicemente pagato le rate dei mutui già contratti. Non c'è nessuna bravura, è una cosa che sarebbe naturalmente comunque andata in quella direzione. Pertanto non facciamoci imbrogliare.”
Il consigliere comunale uscente e capolista Andrea Zonta pone l'accento sulla Caserma Monte Grappa, “simbolo della città, concessa dalla regione agli Alpini e ignorata dall'amministrazione”. “Questo è uno dei posti - dice - che per noi va rivalutato.”
“Gli avanzi di bilancio - aggiunge - sono stati distribuiti male , con investimenti “random” senza un'idea di città e senza una pianificazione che dia un volto deciso e marcato”.
Zonta elenca le cose scaricate dal capitolo “progetti” del sito internet del Comune, tra cui i piani di risparmio energetico, illuminazione e housing sociale: “Sono idee e progetti fermi da dieci anni e che non riguardano questa amministrazione.”
“Bisogna cambiare il metodo di gestire questa città - conclude -. Con metodi liberali, certamente, non con questo immobilismo.”
L'altro consigliere uscente e candidato Alessio Savona dichiara: “Il fallimento dell'amministrazione Poletto è che Poletto non si sia ricandidato a sindaco, nascondendosi dietro a un paio di occhiali bianchi.”
“Chi vuole la continuità - è un altro passo del discorso di Elena Pavan - vuole l'amministrazione che continui come sono stati questi cinque anni ovverosia cinque anni di immobilismo, in cui la città è deperita. Chi si propone in continuità e dice adesso delle cose come ad esempio sistemare la viabilità, impegna 2 milioni di spesa per il Teatro Astra... Dov'era tre-quattro anni fa? Queste cose potevano essere fatte prima, c'erano nel programma elettorale anche cinque anni fa e non sono state fatte. Per cinque anni, non per un mese e mezzo prima della scadenza del mandato e solo per proclama, peraltro.”
“Noi - sottolinea il candidato sindaco del centrodestra - abbiamo in mente di cambiare approccio e soprattutto di farle davvero, le cose. Io credo che i bassanesi abbiano più stanchezza accumulata di quello che si possa immaginare e che siano più pronti a questo cambiamento, che è un cambiamento virtuoso.” “Noi siamo pronti - conclude - e io credo che non siano questi i principi da cui possano muovere dei barbari, delle forze oscure o ancora peggio degli untori.” E quest'ultima affermazione, in reazione all'intervento al Teatro Remondini del competitor Angelo Vernillo, è pestifera.
Questi i 24 candidati della lista civica “#Pavan Sindaco”:
Zonta Andrea, ingegnere già assessore e consigliere comunale
Savona Alessio, promotore finanziario e consigliere comunale
Andriolo Lorena, agente di commercio e presidente di una associazione di promozione culturale
Badrane Kaoutar, avvocato, nazionalità marocchina, cittadinanza italiana
Bertoncello Cristian, impiegato di banca, promotore associazione culturale ‘Amici del Nostrano del Brenta’
Brunelli Ilaria, esperta di marketing, già consigliere comunale
Cardella Venanzio, già consigliere comunale e responsabile Agenzia delle Entrate
Carlesso Pierangelo, già Comandante Polizia Stradale di Bassano del Grappa
Cenere Silvia, agente di commercio e socia Lions
Di Rosa Raffaele, esercente commerciale impresa famigliare
Grzebyk Dominika Agnieszka, consulente di direzione aziendale di nazionalità polacca e cittadinanza italiana
Guglielmini Antonio, architetto, già consigliere comunale
Iavernaro Antonio, cardiologo ospedale Bassano
Laconi Emanuele, personal trainer
Mattesco Giorgio, presidente quartiere Cà Baroncello e agente di commercio
Marcadella Luigi, impiegato di banca e giornalista
Martini Caterina, vice presidente quartiere Rondò Brenta- Tre Ponti e impiegata amministrativa scolastica
Mazzocco Claudio, già assessore alla sicurezza giunta Bizzotto, agente di commercio
Moretto Aldo, imprenditore
Pietrosante Gianluca, insegnante, presidente associazione culturale Destra Brenta
Poli Moira, infermiera coordinatrice ospedale di Bassano
Torre Riccardo, commerciante
Vanin Alessandra Sara, ciclista storica e promotrice culturale
Zarpellon Loredana, casalinga, già presidente quartiere San Vito
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