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Tuffi di chiusura
Questione piscina comunale di Marostica: tutti i retroscena. Ecco la relazione della società di gestione Rari Nantes presentata il 14 dicembre a un incontro ufficiale con gli amministratori pubblici
Pubblicato il 19 dic 2017
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Un tuffo nel passato. Precisamente dal 2001 in poi.
È l'arco di tempo preso in considerazione dalla relazione, sottoscritta dal presidente Alessandro Tagini, con la quale la società sportiva Rari Nantes Marostica ha messo i suoi puntini sulle “i” in un incontro con gli amministratori comunali svoltosi giovedì scorso 14 dicembre in sala giunta a Marostica.
Un incontro mica da poco: la Rari Nantes è infatti la società che gestisce la piscina comunale di Marostica, e in quanto tale al centro delle vicende politico-amministrative delle ultime settimane per la questione del mutuo da 1 milione contratto nel 2004 con l'Istituto per il Credito Sportivo e delle quote di debito non onorate, che hanno indotto il Credito Sportivo ad intimare all'Amministrazione comunale il pagamento delle rate di mutuo residue per 478.976,04 euro, proprio entro e non oltre il 14 dicembre.
Foto Alessandro Tich
Un obbligo ad adempiere che per l'amministrazione pubblica è una conseguenza della “fidejussione solidale” approvata dal consiglio comunale nel 2004 a garanzia del prestito concesso alla società sportiva. Questione che, come noto, è stata al centro dell'animato consiglio comunale dello scorso 7 dicembre.
Fino ad oggi, tuttavia, gli interventi e le comunicazioni pubbliche sulla vicenda sono state tutte appannaggio del sindaco Marica Dalla Valle e della sua giunta: dai comunicati stampa trasmessi alle redazioni, all'esposizione del caso in consiglio comunale, fino all'incontro con la cittadinanza tenutosi ieri sera all'ex Chiesetta San Marco nel quale - sempre come da comunicato della giunta comunale - si è voluto “fare chiarezza in merito all'iter amministrativo che ha portato al pagamento, da parte del Comune di Marostica, del debito contratto dalla Società Sportiva Dilettantistica a R.L. Rari Nantes con l’Istituto di Credito Sportivo” ed “illustrare il futuro scenario della gestione e organizzazione dell’impianto”.
Quella che è mancata negli atti pubblici e ufficiali di questo ultimo e concitato periodo della rarinantes-novela è stata invece proprio la voce della Rari Nantes, al punto che nello stesso consiglio comunale del 7 dicembre alcuni consiglieri di opposizione avevano rimarcato l'opportunità che ai lavori consiliari fossero presenti, con facoltà di rispondere a specifiche domande, anche i rappresentanti della società sportiva.
Ora però la Rari Nantes Marostica rompe gli indugi, trasmettendo in redazione la relazione integrale del suo presidente presentata all'incontro con i pubblici amministratori.
Che parte appunto dal 2001, anno di costituzione del sodalizio in società sportiva dilettantistica (SSD non a scopo di lucro) “per poter proporre e partecipare ad un Project Financing per la nuova gestione della piscina che in quel momento storico aveva necessità di notevoli interventi di adeguamento e ristrutturazione”.
L'impianto natatorio era stato inaugurato nel 1988 ma “era necessario continuare ad offrire alla cittadinanza attività più adeguate alle esigenze di benessere psicofisico (per anziani, per disabili, per future mamme, per neonati,...) fino ad allora non possibili per le caratteristiche strutturali dell’impianto originario”.
Da qui la decisione “di rimetterci in gioco consapevoli che avremmo realizzato una struttura che sarebbe rimasta in possesso della Città di Marostica”.
“Essendo stata la nostra società l’unica partecipante al Project - è uno dei passi-chiave del report di Rari Nantes - ci è stata quindi affidata la gestione con la clausola della costruzione di una piscina con poca profondità e con temperatura più alta dell’acqua, ampliamento dell’atrio, messa a norma dell’impiantistica esistente, sostituzione dell’intero impianto di filtrazione e condizionamento dell’aria.”
“Per poter realizzare tutte queste opere - riferisce il presidente Tagini - abbiamo contratto nel 2004 un mutuo di un milione di euro con l’Istituto per il Credito Sportivo, garantito dalla fidejussione solidale del Comune. L’investimento complessivo alla fine è stato di 1,5 milioni. L’ulteriore fabbisogno finanziario l’abbiamo coperto attingendo a finanziamenti presso il sistema bancario. Faccio presente che in convenzione ci era stato dato il termine di costruzione al 31/12/2003 ma noi siamo riusciti a consegnare gli impianti con 4 mesi di anticipo non volendo interrompere le attività e mettere a disagio i frequentatori.”
Fin qui tutto bene, ma solo per qualche anno.
Sottolinea la relazione: “La crisi economica iniziata nel 2008, che ha coinvolto anche il settore sportivo, e la successiva apertura della piscina di Bassano del Grappa, essendo nel frattempo state aperte le piscine di Rosà, Tezze sul Brenta e Sandrigo, sono state la causa primaria della riduzione delle entrate, evidenziate anche da un calo drastico della presenza delle scuole, oltre alla completa scomparsa di quelle di Marostica.”
“Nella ricerca ulteriore di diminuire i costi gestionali - continua il testo del presidente del CdA - i nostri stessi dipendenti hanno rinunciato alla tredicesima, dimostrando un notevole attaccamento alla società e con un grande spirito di squadra anche tutti i collaboratori hanno accettato una riduzione dei loro compensi. Noi stessi per primi, pur continuando la nostra attività gestionale abbiamo rinunciato al compenso che percepivamo esclusivamente per le funzioni dei ruoli di tecnici del nuoto, pentathlon moderno, triathlon e sport per disabili.”
“Nel 2013, a giugno - riferisce ancora -, abbiamo iniziato una corrispondenza con la nuova Amministrazione comunale nella persona del sindaco signora Marica Dalla Valle, informandola della nostra situazione che era diventata critica e prospettando la necessità del prolungamento della gestione per poter “spalmare” le rate ancora dovute al Credito Sportivo riducendone, quindi, l’importo e rendendole così sostenibili. Non ottenendo alcuna risposta, nel 2014 abbiamo chiesto la moratoria al Credito Sportivo concessaci in virtù della normativa ABI.”
Seguono quindi date e riscontri precisi.
Febbraio 2015: l'Amministrazione comunale propone a Rari Nantes di valutare un piano di efficientamento energetico dell'impianto natatorio.
“Da parte nostra - scrive la società - abbiamo suggerito alcune modifiche dettate dalla nostra esperienza quasi trentennale di gestione di un impianto complesso quale una piscina che ha caratteristiche e peculiarità specifiche (...). Ci siamo, perciò, resi disponibili ad un tavolo tecnico per rielaborare insieme le due proposte. A questa richiesta non abbiamo più avuto riscontro.”
Maggio 2015: Rari Nantes chiede il parere all’Istituto per il Credito Sportivo su un possibile allungamento della durata del mutuo fino al 2025, rispetto al termine ufficiale di chiusura del 2021.
Novembre 2015: dopo “un incontro con alcuni funzionari del Credito Sportivo, alla presenza del sindaco e degli assessori Marchiorato e Fantin”, l'istituto di credito, con lettera del 19 novembre, dà parere favorevole al dimezzamento della rata annuale (di 90.000 euro) e al proseguimento nella gestione “affrontando anche ulteriori investimenti per il recupero energetico, senza arrivare alla situazione attuale e alle vicende che stiamo vivendo”. “Tuttavia - rimarca la società - questo prolungamento era vincolato dall’assenso dell’Amministrazione, in quanto proprietario dell’area e garante del mutuo.”
4 dicembre 2015: “Dopo l'ultima nostra richiesta di prolungamento - si legge nella relazione di Rari Nantes -, nonostante avessimo ottenuto il parere favorevole dell’Istituto per il Credito Sportivo e portato l’ulteriore parere favorevole da parte di Assonuoto, associazione regionale che racchiude 35 gestori di impianti natatori, ci è arrivato ufficialmente il diniego al prolungamento della convenzione fino al 2025!!!”.
“Ancora oggi - afferma Tagini - non abbiamo capito il motivo “normativo” che ha impedito il prolungamento. Se fosse stato concesso non saremmo qui a parlarne. Noi volevamo pagare. Non abbiamo chiesto soldi ma solo un po’ più di tempo. Fra l’altro sottolineo il fatto che il creditore (Istituto per il Credito Sportivo) per il parere favorevole aveva riconosciuto fondate le nostre giustificazioni per poter pagare il mutuo nella sua interezza.”
Agosto 2016: in una riunione in sala giunta Rari Nantes viene informata che “il Comune avrebbe stipulato un mutuo, su protocollo d’intesa fra Anci e l’Istituto per il Credito Sportivo, per l’importo di 150.000 euro a fronte della realizzazione di alcune opere di riqualificazione energetica”.
“A nostra richiesta sulla tempistica di realizzazione - prosegue la relazione - ci era stato risposto che la progettazione doveva essere ancora definita per cui, già in quella sede, a nostro giudizio i tempi non sarebbero stati tali da garantirci dei risparmi utili a coprire le nostre necessità gestionali visto che avremmo dovuto riconsegnare l’impianto nel 2021. La soluzione proposta avrebbe avuto solo un impatto minimo sulla nostra situazione economico finanziaria.”
Continua il testo: “Per poter garantire i servizi e le aspettative di attività degli utenti, salvaguardare le squadre agonistiche, che coinvolgono circa 200 atleti, auspicando sempre di giungere ad un accordo con l’Amministrazione, nello stesso anno 2016 i membri del CdA Battaglini Marisa, Bertollo Claudio, Bertollo Maurizio, Contin Sergio e Tagini Alessandro, hanno eseguito un versamento totale in conto capitale di 80.000 euro.”
E si arriva al 2017.
Febbraio 2017: il Comune ripresenta alla società sportiva il progetto di riqualificazione energetica già annunciato nell'agosto precedente, a condizioni ritenute non accettabili da Rari Nantes. Ovvero, come scrive il presidente, “un piano di rientro da parte nostra (il 50% delle opere - circa 80 mila euro, oltre alla stipula di una nuova fidejussione dello stesso importo!) che noi abbiamo ovviamente ritenuto non sostenibile dalla tempistica di realizzazione e quindi di ammortamento della nuova opera rispetto ai 4 anni rimasti di gestione”.
“Il 2017 - sottolinea la società - è stato caratterizzato da una fitta corrispondenza e organizzazione di incontri per trovare una soluzione alla situazione venutasi a creare, sempre offrendo la nostra disponibilità ad arrivare anche ad una risoluzione consensuale affinché la cittadinanza e gli utenti tutti non avessero alcun disagio derivante da una possibile interruzione delle attività.”
Luglio 2017: i soci effettuano un ulteriore versamento in conto capitale di 27.500 euro, “continuando nella gestione e mettendosi ancora una volta a disposizione dell’Amministrazione per il tempo necessario alla realizzazione di un nuovo bando senza peraltro interrompere l’attività dell’impianto”.
“Siamo così giunti all’attuale epilogo - aggiunge il presidente Tagini - dopo il passo indietro da parte della Amministrazione sulla proposta che la stessa aveva fatto, e da noi accettata, di interrompere l’attuale convenzione e contestualmente procedere ad un nuovo affidamento alla Rari Nantes Marostica fino al 31 luglio 2018 corrispondendo un canone mensile di 4.000 euro. Questo periodo transitorio ci era stato motivato per poter dare esecuzione al nuovo bando di gestione (circa 10/12 mesi). Ripeto, da parte nostra era stata accettata la proposta formulata al tavolo definito “tecnico” di sabato 28 ottobre, di cui, fra l’altro, non abbiamo ricevuto in copia il verbale per la sua approvazione.”
Morale della favola: Rari Nantes è convinta che l'accordo si sarebbe concluso positivamente, visto che aveva accettato una proposta fatta dall'Amministrazione.
Tuttavia, come rivela il testo, “con nostro stupore in data 28 novembre 2017 l’Amministrazione ritratta comunicandoci che la proposta non era più valida!”.
7 dicembre 2017: durante la seduta del consiglio comunale viene comunicato a Rari Nantes, con Pec e via fax da parte del responsabile dott. Dal Zotto, l'avvio del procedimento “finalizzato alla risoluzione del contratto in essere per inadempimento (articolo 14 della convenzione)”.
11 dicembre: Tagini richiede al Comune di accedere agli atti e farne copia. Alle ore 18 del 14 dicembre viene comunicato via Pec a Rari Nantes che gli atti saranno disponibili il giorno successivo. “Faccio da ultimo presente - osserva il presidente -, che che con la comunicazione di avvio del procedimento veniva fissato in giorni 10, dal momento della ricezione della comunicazione, il termine per presentare memorie e controdeduzioni. Oggi è il 14! Lascio a voi le deduzioni.”
“A questo punto auspichiamo, nonostante tutto - si augura il rappresentante della società sportiva -, che il procedimento ci conduca ugualmente ad una risoluzione consensuale della convenzione, concedendoci i giusti tempi per poter portare a conclusione le attività, garantendo così ai cittadini e agli utenti tutti i servizi previsti dal piano stagionale che era stato comunicato al Comune lo scorso agosto, oltre a permettere ai nostri gruppi agonistici di ultimare la loro stagione sportiva che altrimenti verrebbe interrotta con ovvio danno per atleti e famiglie coinvolte, in quanto non potrebbero proseguire in alcun modo la loro stagione agonistica. Stiamo parlando di disabili fisici ed intellettivi oltre che di tutti gli altri atleti normodotati.”
“Vi manifesto, inoltre - aggiunge il prof. Tagini -, la nostra ulteriore sorpresa per la locandina che annuncia l’assemblea dei cittadini indetta dal sindaco per lunedì 18 dicembre alle ore 20.30. Questo atto sarebbe stato quanto meno più opportuno se fatto alla conclusione del procedimento avviato dalla stessa Amministrazione.”
“Concludo - sono le ultime e amare parole della relazione - con una ultima considerazione: la Rari Nantes Marostica S.S.D. a r.l. ha fatto sempre tutto il possibile, soprattutto con tanta passione (lo dimostrano i risultati dei nostri atleti e tecnici che hanno ottenuto premi e riconoscimenti a livello nazionale e internazionale, atleti chiamati in azzurro, numerosi alfieri d’argento) per rappresentare degnamente e veicolare il nome di Marostica ovunque, sia a livello nazionale che internazionale.”
Tuffi di chiusura.
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