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Cronaca

Dagli al ciclista

Disavventura domenicale per Luca Maria Chenet e un suo compagno di pedale, in bicicletta a Camisano Vicentino. Ingiuriati da un residente che li ha inseguiti con l'auto, speronando una delle due bici. Denuncia ai Carabinieri

Pubblicato il 09 feb 2015
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Gli incontri ravvicinati tra i ciclisti e i non ciclisti, lungo le nostre strade, possono talvolta riservare qualche brutta sorpresa.
Ne sa qualcosa Luca Maria Chenet, professionista della comunicazione ed ex presidente di Confcommercio Bassano, nonché ciclista appassionato - sia nella veste di praticante che di organizzatore di eventi sulle due ruote -, reduce da un'esperienza tipo “Duel” verificatasi ieri a Camisano Vicentino e sfociata in una denuncia ai Carabinieri.
Ieri mattina verso le 11 Chenet stava effettuando la sua consueta pedalata della domenica assieme ad un amico, lungo un percorso che li ha portati ad impegnare la pista ciclabile di via Aldo Moro a Camisano. Con le bici sporche di fango, come spesso accade nelle escursioni “outdoor”.

La bicicletta di Chenet "parcheggiata" vicino alla caserma dei Carabinieri di Camisano Vicentino (da facebook)

“A un certo punto - racconta LMC - io e il mio compagno di viaggio siamo saliti sul marciapiede nel punto dove la ciclabile finisce, davanti a delle casette di una nuova lottizzazione. Da una di quelle case è uscito un tipo che ha cominciato ad inveire contro di noi, accusandoci di aver sporcato il marciapiede di fango. Io gli ho detto “mi scusi”, ma lui ha continuato a scaricarci una serie di improperi alla veneta, dicendo cose del tipo che davanti a casa sua lui fa quello che vuole. Il mio compagno di pedale alla fine gli ha ricordato che ci trovavamo su un marciapiede pubblico, e non sulla sua proprietà privata, e abbiamo ripreso la nostra strada.”
Ma è a questo punto che è accaduto l'imprevedibile.
“Il tipo è andato a prendere la macchina e ci ha inseguito fino al parcheggio dell'Alìper di Camisano - riferisce ancora Chenet -. Ha speronato con l'auto la bicicletta del mio amico, facendola cadere. Per fortuna il mio collega ha evitato il peggio, ma l'uomo è uscito dalla macchina e ha continuato a inveire contro la sua bicicletta, sferrando un calcione alla ruota, rompendo il cerchione posteriore. La cosa riprovevole è che dentro l'auto c'era il figlio, un bambino sui 6 o 7 anni, che ha assistito a tutta la scena. Quell'uomo sembrava una furia. Non so veramente cosa passa nella testa della gente.”
Del “giustiziere” di via Aldo Moro a Camisano Vicentino i due malcapitati pedalatori hanno preso il numero della targa dell'auto. Riferita ai Carabinieri all'atto della denuncia. Dagli al ciclista: e per fortuna il danno si è limitato alla ruota.

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