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Il neonato comitato “No centrale vicino al Ponte degli Alpini” lancia da oggi una raccolta firme contro il progetto della centralina idroelettrica sul canale Arcon lungo via Pusterla, in attesa dell'autorizzazione definitiva della Regione
Pubblicato il 17 ott 2014
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“No alla centrale idroelettrica privata vicino al Ponte degli Alpini senza informare i cittadini.”
E' il messaggio del volantino che viene distribuito da questa mattina ai cittadini dal comitato spontaneo “No centrale vicino al Ponte degli Alpini”, costituitosi in questi giorno e composto in gran parte da residenti della zona Margnan, che questa mattina ha allestito un gazebo in piazza Libertà.
Scopo della mobilitazione, una raccolta di firme contro il progetto di “realizzazione di una centralina idroelettrica con riutilizzo delle opere di derivazione esistenti sul fiume Brenta”: impianto previsto sulla riva sinistra del fiume a soli 140 metri in linea d'aria dal Ponte, a nord del monumento, all'altezza della confluenza del canale Arcon che affianca via Pusterla e che già alimentava i vecchi mulini di Bassano.
Una simulazione in rendering fornita dall'ing. Filippo Giustiniani sulla "situazione prevista con la centralina idroelettrica in funzione in caso di magra del Brenta"
Attualmente il progetto, il cui iter è partito ancora nel 2000, è fermo in Regione, dove in data 14 agosto 2013 è stata presentata la richiesta di Autorizzazione Unica da parte della ditta proponente “Belfiore 90 di Bortoli Antonio & C. s.n.c.” di Nove.
L'impianto in progetto prevede la derivazione dell'acqua dal fiume Brenta in corrispondenza della traversa dell'Arcon, sfruttando la bocca di presa già esistente nel punto da dove diparte il canale. Il progetto prevede inoltre di installare all'interno del canale, a circa 225 metri dalla bocca di presa, una turbina idraulica di tipo Kaplan - sommergibile, intubata e ad asse orizzontale - progettata per una portata media di 8 metri cubi d'acqua al secondo e per una “potenza all'asse ruota” di 138 kW, accoppiata a un generatore sincrono con potenza nominale di 150 kW, funzionante in parallelo con la rete elettrica.
La richiesta di autorizzazione in Regione è l'ultimo step di un percorso burocratico che ha già fatto segnare ampi punti a favore del progetto.
“La domanda - si legge nella relazione tecnica descrittiva del progetto definitivo redatta dal progettista arch. Piercarlo Comacchio per conto della ditta proponente e destinata a Comune, Provincia e Regione (per il testo intero del documento: 56a4f649e2c0b28423869fa7bd534cf7590c9e76.googledrive.com/host/0B9Z81dn7G9vPOWtZSW5hMGItRWc/All%20a%29%20Relazione%20tecnica%20descrittiva.pdf) - è finalizzata alla costruzione ed esercizio di una centralina idroelettrica sulla base del diritto riconosciuto dalla Regione Veneto con decreto n. 34 del 17 febbraio 2012 di derivare dal fiume Brenta in località Ponte Vecchio nel Comune di Bassano del Grappa moduli medi 80,00 (8000 l/sec) d'acqua ad uso forza motrice per produrre con salto utile di 2,0 m. la potenza nominale media di 156,86 kW.”
“L'impianto - si legge ancora nella relazione - è stato inoltre oggetto di VIA (Valutazione di Impatto Ambientale, NdR) con giudizio favorevole di compatibilità ambientale espresso con DGRV (Delibera Giunta Regionale del Veneto, NdR) n. 2852 del 29/09/2009 che recepisce i precedenti pareri favorevoli dell'Autorità di Bacino del 08/01/2001, dell'Ufficio Natura sulla VINCA (Valutazione di Incidenza Ambientale, NdR) del 27/05/2009, della Direzione Urbanistica sulla Relazione Paesaggistica del 10/07/2009.”
Insomma: una serie di carte istituzionali che in tutti questi anni non hanno ravvisato problemi di sorta - salvo prescrizioni e modifiche al progetto preliminare - per la costruzione della centrale a due passi dal Ponte, portando alla redazione del progetto definitivo “derivante dalle prescrizioni contenute nel decreto di VIA e nel decreto di concessione idraulica e relativo disciplinare, dagli approfondimenti operati con enti pubblici e soggetti interessati (Comune di Bassano del Grappa, Genio Civile di Vicenza, Enel Distribuzione spa, Etra spa) e dall'utilizzo di nuove tecnologie nel frattempo resesi disponibili sul mercato in particolare per la turbina idraulica”.
Diritto riconosciuto dalla Regione Veneto, concessione idraulica all'utilizzo, parere VIA favorevole eccetera eccetera: pur nei lunghi tempi dettati dalla burocrazia, la strada per i proponenti privati del progetto è sempre stata in discesa.
Difficile opporsi ai diritti acquisiti: e così, proprio un anno fa, il consiglio comunale di Bassano della passata Amministrazione ha approvato il progetto dell'impianto, che attende ora, secondo l'iter previsto, solo l'ultimo semaforo verde dell'Autorizzazione Unica regionale. E sempre ora e soltanto ora, a quanto pare, la questione sta entrando di prepotenza tra i temi caldi della città.
“In caso di magra del Brenta solo fango e ghiaia davanti al Ponte”
La nuova Amministrazione di Bassano, con dichiarazioni a mezzo stampa dell'assessore Linda Munari, non esclude, a seguito di prossime ulteriori verifiche sul cambio di regime delle acque in prossimità del Ponte, di bloccare il progetto già approvato dal Comune tramite una possibile procedura di azione in autotutela. La quale potrebbe portare a un contenzioso con i privati, come già accaduto sempre in tema di diritti acquisiti per il PPE Parolini alias Torri di Portoghesi: ma è una conseguenza da mettere in preventivo.
Manca inoltre ancora il placet della Conferenza dei Servizi, di cui fa parte tra gli altri la Soprintendenza ai Beni Storici e Architettonici, riguardo al progetto collocato in un'area, come riferisce la stessa relazione tecnica progettuale, “classificata CS/1 “Centro Storico di pregio”, soggetta a vincolo paesaggistico e considerata ad alta pericolosità idraulica”.
E' questo dunque il momento strategico, per il comitato “No centrale vicino al Ponte degli Alpini”, di uscire allo scoperto con la raccolta firme destinata alla Regione Veneto. “Il progetto nasce in maniera non controllata e con coerente con i limiti imposti dal Genio Civile per salvaguardare il Ponte Vecchio e via Pusterla in caso di piene” - ci dice l'ing. Filippo Giustiniani, che assieme all'ing. Giuseppe Serraglio fa parte del comitato supportandone l'attività del punto di vista tecnico.
“L'anno scorso - prosegue Giustiniani - la vecchia Amministrazione ha votato parere favorevole senza sapere cosa votava. In caso di magra del Brenta non ci sarà più acqua, derivata sul canale per duecento metri per lo sfruttamento della centrale di 8 metri cubi d'acqua al secondo. Davanti al Ponte resterà solo fango e ghiaia.” Scenario visibile in una simulazione in rendering realizzata dall'ingegnere, che pubblichiamo nella foto in alto, “con il paesaggio modificato a nord del Ponte nei periodi di magra del fiume Brenta”.
Sempre in questi giorni la famiglia dell'ing. Giuseppe Serraglio, residente in via Pusterla e membro del comitato, ha mandato una lettera raccomandata a tutti gli enti proposti all'approvazione dell'autorizzazione in Regione nella quale si sottolineano tutte le criticità derivanti, a detta dei mittenti, dalla realizzazione dell'impianto a seguito del “sopralzo della traversa fluviale esistente”.
Tra questi: gli “effetti deleteri in caso di piena per l'abitazione degli scriventi in quanto ne determinerebbe l'allagamento, inoltre allagherebbe il tratto di strada di via Pusterla che impedirebbe l'accesso e l'evacuazione dalla abitazione e la messa in salvo dei residenti”.
La stessa lettera, tra le altre cose, segnala che “la criticità idraulica della sezione in esame è già stata riconosciuta dal Genio Civile di Vicenza” e che la sopraelevazione della traversa “determina un aumento dell'altezza e della forza d'onda che si crea sopra di essa in occasione delle ondate di piena (...) con effetti certamente più distruttivi di quanto verificatosi nel novembre 1966 sugli edifici posti a valle lungo via Volpato (...), sulle mura dell'Istituto Scalabrini (...) e non ultimo sul Ponte Vecchio posto pochi metri a valle.”
Da qui la richiesta “che non sia eseguito il sopralzo sulla traversa fluviale, che non sia eseguita alcun tipo di modifica sulla medesima e che sia impedito l'accesso alla medesima ad ogni mezzo d'opera in fase di realizzazione della centralina elettrica”.
Ma non c'è solo “l'aumento del rischio delle inondazioni” tra le motivazioni della contrarietà al progetto da parte del comitato. Secondo i promotori della petizione, la centralina idroelettrica “deturpa il paesaggio, crea inquinamento acustico ed elettromagnetico, danneggia la vista dal Ponte degli Alpini, toglie 8000 litri d'acqua al secondo tutto l'anno al fiume Brenta per un tratto di 225 metri di fronte al Ponte, uccide la fauna del fiume e non dà alcun beneficio al cittadino”.
La raccolta delle firme, iniziata oggi, proseguirà domani e domenica e nuovamente nel weekend successivo da venerdì 24 a domenica 26 ottobre con un gazebo che si alternerà in vari punti del centro storico di Bassano.
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