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Progetto Lavoro, atto terzo
L'assemblea dei soci di Etra approva nuovamente il sostegno all'iniziativa, assicurando il terzo anno di svolgimento del progetto rivolto al reinserimento lavorativo dei disoccupati del territorio. Saranno 306 i beneficiari nel 2014-2015
Pubblicato il 28 set 2014
Visto 3.228 volte
Mentre si chiude la seconda edizione del Progetto Lavoro, Etra è già all’opera per assicurare il terzo anno di svolgimento.
L’Assemblea dei soci ha approvato il sostegno all’iniziativa, preziosa perché consente ai Comuni di svolgere lavori straordinari di pubblica utilità per i quali altrimenti non avrebbero le risorse, stretti come sono fra Patto di stabilità e taglio dei trasferimenti dal governo centrale. Il progetto, soprattutto, dà la possibilità ai servizi sociali comunali di tamponare situazioni difficili di famiglie i cui componenti non hanno lavoro e non percepiscono alcun ammortizzatore sociale.
Per l’anno 2014-2015 i beneficiari del Progetto Lavoro saranno 306; si tratta di persone che hanno più di 35 anni e che da ottobre lavoreranno retribuite per cinque mesi, periodo che garantisce al lavoratore di percepire la Mini Aspi, indennità di disoccupazione. Parteciperanno inoltre ad attività formative a cura di alcune cooperative sociali, in grado di riqualificarli e di facilitare la loro stabilizzazione al termine dell’esperienza. Per questo motivo vengono privilegiate tipologie di percorsi e servizi che offrono maggiori prospettive occupazionali. Finora circa il 25% dei partecipanti al Progetto è rimasto inserito nel lavoro.
Foto: archivio Bassanonet
«In due anni il Progetto Lavoro ha permesso di dare sollievo e restituire dignità a 1.041 cittadini del nostro territorio; – commenta Stefano Svegliado, presidente del Consiglio di gestione di Etra – probabilmente è una goccia nel mare della crisi, ma comunque una risposta concreta e apprezzata dai Comuni. Abbiamo attivato complessivamente 499.680 ore di lavoro, un investimento del valore di 10.503.773,28 euro. I dieci milioni e mezzo sono soldi risparmiati dalla collettività perché, per svolgere questi lavori, si sarebbe dovuta aumentare la pressione fiscale sui cittadini».
«A fronte di questo beneficio per tutti, Etra ha investito circa 2 milioni, un quinto appena di quanto è tornato indietro. Ciò spiega anche perché la cifra messa a disposizione dalla società per il progetto non è stata invece redistribuita fra gli utenti, come qualcuno proponeva. Considerando che i cittadini serviti da Etra sono più di 600.000, a ciascuno sarebbero andati poco più di 1,5 euro all’anno, somma che avrebbe inciso in modo impercettibile sui bilanci familiari. Ma tutti gli “1,5 euro” messi assieme hanno permesso di aiutare finora oltre 1.000 famiglie, che spesso vivono situazioni drammatiche e per le quali uno stipendio, sia pure non elevatissimo e per pochi mesi, è vitale. Un’opera di sussidiarietà, quindi, che come società pubblica ci siamo sentiti di fare, con il supporto entusiasta dei sindaci soci».
L’effetto moltiplicatore dell’investimento di Etra è stato reso possibile nel 2012 e nel 2013 dai contributi della Regione Veneto (2.171.078 euro) e del Fondo Straordinario di Solidarietà (1.115.148 euro), promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo insieme alle Diocesi del territorio e agli enti locali. Nel 2014-2015 il contributo degli altri due soggetti sarà di 1.452.000 euro, quello Etra di 516.000 euro. Confcooperative–Federsolidarietà gestisce invece il coordinamento del progetto e l'inserimento lavorativo delle persone scelte.
«La forza del “modello Etra”, oggi riconosciuto a livello regionale, è quella di riunire attorno al medesimo tavolo, con spirito di massima collaborazione, tutti i soggetti, pubblici e privati, che possono imprimere una svolta positiva al contrasto della disoccupazione. L’aggregazione fra Comuni – conclude Manuela Lanzarin, presidente del Consiglio di sorveglianza – porta un vantaggio sulla contribuzione riconosciuto dalla Regione: se i Comuni finanziassero singolarmente questo progetto, creerebbero 238 posti di lavoro anziché 310. Così abbiamo 72 persone in più da poter sostenere. I beneficiari, in ogni caso, continueranno a essere segnalati direttamente dai Comuni. Aggiungo che tutte le risorse raccolte vanno effettivamente ai lavoratori, senza dispersioni, poiché non sono state create sovrastrutture per gestire il progetto: l’organizzazione è a cura di Etra con il personale esistente».
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