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Il Rosatellum
A Bassano due formazioni politiche e un gruppo Facebook si presentano, anche in possibile futura chiave elettorale. Giuseppe Rosato (Bassano Senza Censura): “La città è abbandonata a se stessa, non è la Bassano che vogliamo”
Pubblicato il 17 ott 2017
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Due formazioni politiche e un gruppo Facebook. È l'insolito gruppo misto che si presenta al pubblico per sottolineare dal proprio punto di vista le cose che non funzionano a Bassano del Grappa e, allargando il tiro, in Italia.
Sullo stesso tavolo - in una serata organizzata all'hotel Palladio in città, intitolata “Viva Bassano Viva!” e moderata da Paolo Girotto di Radio Gamma 5 - si alternano gli esponenti di una inconsueta triade, unitasi per l'occasione. E cioè i rappresentanti del gruppo Fb Bassano Senza Censura Giuseppe Rosato (co-amministratore), del partito Riscossa Italia Luigi Pecchioli (segretario) e Paola De Pin (presidente e senatrice) e del movimento Popolo della Famiglia Mirko De Carli (coordinatore Nord Italia). Tutti insieme appassionatamente per lanciare una serie di messaggi anche e soprattutto in possibile futura chiave elettorale. La serata, come comunicato in sede di annuncio dagli stessi organizzatori, viene infatti proposta “anche in vista delle amministrative 2019 che vedranno protagonista anche Bassano”.
Che un'iniziativa del genere veda protagoniste due realtà del “nuovo che avanza” in campo politico nazionale non rappresenta, in sé, una novità.
Da sin.: Luigi Pecchioli, Paolo Girotto, Mirko De Carli e Giuseppe Rosato (foto Alessandro Tich)
Ciò che colpisce invece la curiosità del cronista è la “discesa in campo” (termine testualmente usato da Mirko De Carli, senza essere smentito dal diretto interessato) di Giuseppe Rosato, che del gruppo Facebook Bassano Senza Censura è appunto uno degli amministratori. L'universo dei social, per la prima volta in città, si scorpora quindi dalla piazza virtuale per incorporarsi nell'arena reale del confronto politico. Sostituendo i post con dichiarazioni pubbliche giustificate dal ruolo di portavoce dell'osservatorio cittadino costituito dal gruppo Facebook.
“Il ruolo di Bassano Senza Censura - esordisce Rosato - è ascoltare le parole dei cittadini. È una visione nuova di Facebook, dei social, per avere il polso della realtà. Le cose che non vanno a Bassano sono tante, è una situazione a cui il bassanese non era abituato. Il Ponte è la situazione più eclatante, un progetto finanziato è lì stagnante. Una pessima immagine per la città e una sofferenza per i bassanesi. Ci sono altri lavori che non vanno, il Santa Chiara è un cantiere sofferto. Dopo tre anni di Amministrazione attuale i lavori pubblici sono a zero, nessuna opera consegnata.”
“C'è un degrado generalizzato della città - prosegue mister Senza Censura -. Abbiamo dei new jersey sulle strade messi ancora per l'Adunata degli Alpini del 2008 e mai più rimossi. La videosorveglianza è quasi tutta non funzionante, il servizio di bike-sharing non c'è più perché andato distrutto. Ci sono graffiti e erbacce dappertutto e poi si va a coinvolgere i ragazzi a “fare fatica” per ripulirli. Dovrebbe essere un servizio della società che gestisce la pulizia della città.”
“Queste cose saltano all'occhio - aggiunge -. Ormai abbiamo chiesto ai nostri utenti di non mettere più dei post sui rifiuti abbandonati, su questo problema non ne possiamo più. L'Amministrazione vuole una Ztl medievale, per dare multe, con un sistema un po' repressivo per il cittadino. Ci vorrebbe più ascolto. Adesso hanno inventato anche la “sorveglianza di vicinato”. Della serie: cittadini arrangiatevi, non riusciamo a fare il nostro lavoro, dateci una mano.”
“La città è abbandonata a se stessa - conclude Rosato -. Non sono io che lo dico, ma sono i cittadini a farlo presente. Da bassanese mi trovo ad avere una sofferenza. Non è questa la Bassano che vogliamo, siamo al minimo storico. Mi auguro che che ci sarà più avanti chi possa dare più entusiasmo e più energia. Si può fare.”
“Non siete soli.” Ad affermarlo, prendendo spunto dall'intervento dell'amministratore social, è l'avvocato Luigi Pecchioli, segretario politico di Riscossa Italia. Perché i problemi rilevati per Bassano (lavori fermi, incuria, ricorso al volontariato per sopperire l'attività pubblica, multe eccetera) “sono condivisi da quasi tutti i Comuni italiani”.
Per “colpa del Patto di Stabilità interno”, imposto per far sì che “lo Stato risparmi sul debito pubblico”. La qual cosa rappresenta, secondo il relatore, la negazione della crescita di un Paese. Riscossa Italia, spiega Pecchioli, “è un partito costituzionalista”. Predica cioè il ritorno alla Costituzione italiana, per un recupero di quella sovranità nazionale e autonomia monetaria “mortificata da Bruxelles”.
“Abbattere lo Stato impedendogli di spendere per i propri cittadini è un business, a favore dei grandi gruppi privati “, afferma. E in quanto alle “interferenze europee” sulla nostra qualità della vita, aggiunge: “Lo stesso Draghi ha di recente dichiarato che l'interesse della Bce non è l'occupazione o la crescita, ma la stabilità dei prezzi. Un'inflazione è positiva per l'economia nazionale, crescono i prezzi e con essi le retribuzioni. Viene così applicato l'articolo 36 della Costituzione. Ma l'inflazione è negativa, invece, per gli investitori finanziari. Ecco perché vogliono la stabilità.”
“Dobbiamo risolvere queste situazioni di decadenza - conclude Pecchioli - e combattere il sistema economico che vuole questa decadenza perché vuole che i soldi non vengano spesi per voi, ma per loro. Torniamo alla Costituzione.”
La senatrice e presidente del partito Paola De Pin è ancora più drastica.
“Questa XVII Legislatura - sono le sue parole - è nefasta, col Parlamento esautorato dall'Esecutivo. Il Veneto, che era la seconda regione d'Italia dopo la Lombardia per prodotto interno, è stato superato dall'Emilia Romagna. Gli italiani sono stati truffati tutti, veneti in primis. Ci hanno imposto l'Euro, messo la zavorra e tirato sotto. Le banche venete sono state rapinate da regole europee, a colpi di ricapitalizzazione forzata. Vengono svuotati i primi 12 articoli della Costituzione, che diventa carta straccia in mano a questa gente qui.”
Musica per le orecchie di Mirko De Carli, ultracattolico dichiarato, leader per il Nord Italia del Popolo della Famiglia: movimento per la difesa a oltranza della famiglia naturale contro ogni fenomeno e intervento legislativo pro gender, unioni civili omo ed eterosessuali e quant'altro.
“Il Italia c'è un fermento nuovo - dichiara -. Gli schieramenti della Seconda Repubblica non esistono più. Le cose dette questa sera corrispondono alla nostra visione, che vede la famiglia come il crisma su cui declinare tutte le logiche della politica. L'assenza di una sovranità monetaria impedisce la crescita economica, questo Euro non ci piace. Quella sullo Jus Soli è una legge sbagliata, vuole scardinare il legame tra padri e figli, sancito dallo Jus Sanguinis, per poterli manipolare come individui e non come persone. Stiamo cancellando la nostra identità e la nostra storia. Vogliamo farci fottere dalla politica che Bruxelles ci impone a tavolino?”
“Rivendichiamo il primato della famiglia, della vita, della sovranità popolare e della Costituzione italiana - sottolinea De Carli -. Siamo l'alternativa, salda sui principi non negoziabili, tra i partiti del centrodestra e centrosinistra. Un fronte unico per dare valore e dignità alle famiglie. Ha quindi senso creare un movimento che dia spazio e voce a tutti coloro che non si riconoscono negli schieramenti, anche per cambiare un'Amministrazione sbagliata e inesperta a livello locale.”
Parole, queste ultime, che chiudono il cerchio. Anche se non esplicitamente dichiarato, gli interventi dei relatori guardano infatti contemporaneamente alle prossime elezioni politiche del 2018 e alle amministrative del 2019.
Di Riscossa Italia esiste già una cellula bassanese e del Popolo della Famiglia è attivo un circolo nella vicina San Zenone degli Ezzelini. Ma Bassano Senza Censura, ovvero il suo co-amministratore Giuseppe Rosato, che c'azzecca?
“Un mio impegno per le amministrative? Potrebbe anche essere - rivela l'esponente social -. Non sono qui stasera a schierarmi, ma perché ho maturato un pensiero. Serve qualcosa che in questo momento a Bassano non c'è. Poi come questa cosa deve nascere e svilupparsi, è tutto da definire. Ci si pensa.”
E chissà che da una così fervida consonanza d'intenti non nasca nel prossimo futuro - tra i referenti dell'inedito gruppo misto uscito allo scoperto nella serata al Palladio - un accordo elettorale sul piano locale, con Rosato coinvolto in prima persona.
Rosatellum alla bassanese? Staremo a vedere.
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