Alessandro Tich
Direttore responsabile
Bassanonet.it
Pubblicato il 14-04-2014 18:31
in Attualità | Visto 2.195 volte

I nipotini di Giulio Verne

Cinque anni fa lo storico sorvolo su Bassano del dirigibile blu contro le Torri di Portoghesi. Italia Nostra Bassano: “Le piccole associazioni culturali possono concorrere a creare partecipazione e consapevolezza civica”

I nipotini di Giulio Verne

15 aprile 2009: il dirigibile blu in volo contro il progetto previsto nell'Area Parolini (foto Alessandro Tich - archivio Bassanonet)

E' proprio vero, a Bassano stiamo effettivamente entrando nel clima delle elezioni amministrative. E qualsiasi intervento può essere letto come un messaggio rivolto ai futuri amministratori della città.
Anche un “amarcord”, come quello trasmesso in redazione dall'associazione Italia Nostra di Bassano del Grappa in occasione del quinto anniversario della storica iniziativa del 15 aprile 2009 contro il progetto delle Torri di Portoghesi: il dirigibile blu che sorvolò la città alla stessa altezza dei due edifici previsti nell'Area Parolini, che sarebbero poi diventati il leitmotiv dell'imminente campagna elettorale:

COMUNICATO
15 aprile 2009 - 15 aprile 2014, Torri ultimo atto!

Era il 15 aprile 2009! Come si fa a dimenticare un'impresa degna di Jules Verne!
....avevamo "cosparso" la città di un leggero sapore blu di "partecipazione"!
....dopo 5 lunghi anni di attesa e di sofferenze urbanistiche possiamo veramente dire la città ha vinto! ....forse si potrebbe far volare un piccolo e simbolico dirigibile nell'aula del Consiglio Comunale di Bassano del Grappa per ricordare Come tutto era cominciato!

Ecco cosa dicevamo in quei giorni.

Dopo aver appreso ufficiosamente che il giorno 16 Aprile 2009, era stato indetto un Consiglio Comunale che prevedeva al ventesimo e ultimo punto in discussione di una serata già densa di argomenti, l’approvazione della variante in altezza per le nuove edificazioni nel bassanese, abbiamo inviato un appello al Sindaco e alla Amministrazione del Comune di Bassano per poter posizionare una gru alta 65 metri nell’area dove dovrebbero essere costruiti i grattacieli Portoghesi, per far capire a tutti i cittadini di Bassano il loro l’impatto.
L’appello è stato firmato in 2 giorni da oltre 300 bassanesi, tramite messaggi internet.

 Purtroppo la poca collaborazione del Sindaco e della Amministrazione è stata tale da non permetterci di concretizzare la simulazione in tempo utile.


Per non deludere le centinaia di bassanesi che con il sondaggio prima (estate 2008), e i numerosissimi messaggi inviati con le adesioni dei giorni scorsi si oppongono fermamente alle torri, abbiamo colto l’opportunità di usufruire di un dirigibile che, dopo un primo tentativo fatto all’inizio della mattinata nonostante i forti venti contrari, è riuscito a sorvolare la città dalle 11 fino alle 13, stazionando sull’area Parolini e posizionandosi infine con la sua sommità a 65 metri di altezza sul punto esatto dove dovrebbero essere costruiti i nuovi edifici.
Il giro è proseguito, sempre alla stessa altezza da terra, sopra la città e su altre aree di possibili edificazioni future, per controllare l’impatto visivo di altre eventuali costruzioni effettivamente fuori scala!

Molti cittadini hanno potuto così verificare di persona cosa significano 65 metri in rapporto alla vicinanza del centro storico ed ai riferimenti paesaggistici della Città di Bassano.
Sono state scattate centinaia di foto e fatto riprese dai punti più sensibili che permetteranno di elaborare con fedeltà dei rendering oggettivi e non solo virtuali e mistificatori come quelli fino ad oggi presentati in pubblico dallo studio Portoghesi.
Sappiamo bene che l’attuale Amministrazione è decisa comunque a far approvare - a nostro avviso in sfregio al contesto architettonico, urbanistico, paesaggistico e sociale di Bassano - la variante alle altezze che di fatto apriranno la strada all’edilizia verticale nel delicato territorio pre-collinare. 


Questo ennesimo tentativo della società civile può fare solo riflettere magari chi, nella maggioranza del governo cittadino, fino ad oggi si è fatto convincere da concetti astratti senza avere la sufficiente immaginazione critica che lo aiutasse a comprendere realmente quanto succederà dopo questo voto.


Gli Amministratori, in scadenza del loro mandato, si accingono a prendere una decisione che cambierà in negativo la storia della Città: l’approvazione della definitiva possibilità di costruire oltre ai 60 metri in un territorio che sino ad oggi è stato regolato dal limite di 19.50 mantenendo uno skyline comunque proporzionato e rispettoso della straordinaria architettura millenaria che la caratterizza.


In uno degli ultimi Consigli Comunali, all’ultimo posto dell’ordine del giorno (o meglio della notte fonda!), cambiando ancora una volta i contenuti di un progetto che viene contrabbandato ai distratti e agli ingenui come “Progetto Portoghesi”, s’innescherà un processo di non ritorno con conseguenze negative che solo le generazioni future potranno realmente comprendere.


Dopo avere per mesi mal tollerato “l’interferenza” civica su decisioni già prese da pochi ma che riguardano tutti, negando di fatto un confronto di “urbanistica partecipata”, come in ogni matura democrazia avviene, la notte fra il 16 e il 17 Aprile 2009 l’ennesimo vulnus sarà portato alla identità dei bassanesi.

Tutto questo non è accaduto!
L'amministrazione diretta da Giampaolo Bizzotto è stata sostituita alle elezioni dal giugno 2009 dalla lista Cimatti !
Non è stato un quinquennio facile e sicuramente molte scelte non sono facilmente condivisibili.
Ma finalmente dopo l'opposizione ideologica di alcuni “dinosauri” della politica dei compromessi è stata messa una pietra tombale sulla questione Torri di Portoghesi: il resto è cronaca e forse storia!
Certamente moltissimo hanno pesato i ricorsi che Italia Nostra (nella persona del suo Presidente nazionale) e la neo costituita La Nostra Bassano presentarono con dovizia di documentazione al TAR Veneto.
Qualcuno ha dimenticato il clima di minacce di quei giorni con ventilate richieste di risarcimenti in milioni di euro?
Possono, nonostante tutto questo, piccole associazioni culturali fatte da volontari contribuire a cambiamenti significativi in una città ?
Si, se come il lievito, concorrono a creare partecipazione e consapevolezza innescando quei processi creativi che hanno oggi portato il dibattito urbanistico in città alle proposte concrete culminate nel Master Plan prima e nella realtà operativa dell’Urban Center poi.
“libertà è partecipazione”!

Italia Nostra Bassano del Grappa

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