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SPV: “Una strada sulla carta”

La denuncia di Francesco Celotto (M5S del Grappa): “Il lotto 1 e 3 della Superstrada Pedemontana non hanno ancora il progetto esecutivo”. Emerge il problema del nodo di Cassola, a ridosso dell'ex cava Gie: “La strada dovrà cambiare percorso”

Pubblicato il 29 nov 2013
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La Pedemontana Veneta? E' una strada “che esiste in gran parte sollo sulla carta”. Lo rileva il portavoce del Movimento 5 Stelle del Grappa Francesco Celotto, che in una nota trasmessa in redazione punta il dito sulla “quasi totalità della mancanza del progetto esecutivo”, ovvero del progetto “che si incarica di definire nei dettagli il percorso” della superstrada a pedaggio.
Una carenza progettuale che, secondo Celotto, viene confermata dal problematico nodo di passaggio dell'infrastruttura in Comune di Cassola, nel tratto di attraversamento del tracciato a ridosso dell'ex cava Gie.
Riportiamo di seguito il comunicato del portavoce del M5S del Grappa:

Un cantiere della SPV. Foto: archivio Bassanonet


COMUNICATO


SUPERSTRADA PEDEMONTANA VENETA : UNA STRADA SENZA DESTINAZIONE?

Il Movimento 5 Stelle Del Grappa denuncia la situazione in cui versa il progetto della Superstrada Pedemontana Veneta: siamo quasi alla fine del 2013 e manca nella quasi totalità il progetto esecutivo (condizione indispensabile a detta del concessionario SIS per ottenere i finanziamenti bancari per l'avanzamento dell'opera).
Sul tracciato poi ci sono incognite legate al passaggio a Cassola.
Infine pendono sulla strada ancora problemi legali relativi alla costituzionalità della decretazione di emergenza e della nomina del commissario.

Nel dettaglio la Superstrada Pedemontana Veneta ( SPV ) prevede 3 lotti: i primi due nel vicentino, il terzo nel trevigiano per una lunghezza totale prevista di circa 96 km.
Il lotto 1 e 3 non hanno ancora il progetto esecutivo, mentre il lotto 2 (quello che interessa la zona dalla A31 al confine con la provincia di Treviso) ha approvati solo il pezzo 2a (zona Sarcedo dal km 23.6 al km 29.3) e il lotto 2c (zona Bassano) .
Gli altri due, il pezzo 2b, 2d (zona Cassola) e 2e non esistono ancora.
Parliamo quindi di una strada che esiste in gran parte solo sulla carta (il cosiddetto progetto definitivo), ma non nella realtà (il progetto esecutivo che si incarica di definire nei dettagli il percorso) .
La cosa risulta maggiormente critica per quanto riguarda la zona di Cassola dove in base al progetto definitivo la strada doveva passare tra la famosa (per i rifiuti pericolosi che contiene) ex cava Gie e una cava più a nord.
Peccato che far passare una strada di quelle dimensioni su una ex cava contenente di tutto comporta fare una bonifica il cui costo è stimato in almeno 95 milioni (per una parte non per la bonifica completa). Ragion per cui la strada dovrà cambiare percorso e qui cominciano i problemi: a sud si dovrebbero abbattere molte case e capannoni, a nord lo stesso.
La unica soluzione è quindi quella di far passare la strada in sopraelevata in modo da non toccare la ex cava Gie.
Manca però ancora il progetto esecutivo e soprattutto pare che non vi sia ancora su quel punto del percorso la VIA (valutazione di impatto ambientale). E che non sia stata fatta la VIA neppure (come prevede la legge) sul progetto preliminare.
Fatto gravissimo che si commenta da sé.
L'altro aspetto gravissimo di questa vicenda è che senza i soldi dello Stato e della Regione l'opera non va avanti. Basta leggere il recente comunicato del governatore Zaia che implora il governo Letta di erogare subito i 62 milioni mancanti (ma già messi a bilancio) per sbloccare i cantieri.
Non dovrebbe la SPV essere una opera costruita con i soldi dei privati essendo in project financing?
Allora perché battere cassa con la Regione? E una volta esauriti i 62 milioni che farà la SIS ? Chiederà nuovi finanziamenti pubblici? E se non arriveranno si bloccherà tutto?
E' evidente che senza un progetto e senza un piano finanziario che stia in piedi le banche non scuciranno un quattrino quindi il futuro della SPV sembra essere quello di una strada cieca .
Se una persona andasse in banca e chiedesse dei soldi per costruire una casa senza un progetto approvato e senza garanzie che cosa gli direbbero?
Infine sull'opera pende ancora un ricorso di un gruppo di 40 espropriati davanti alla Corte Costituzionale per dichiarare appunto incostituzionale il decreto di nomina del commissario Vernizzi e lo stato di emergenza che ha permesso di costruire (si fa per dire) la strada con un iter straordinario in base a una falsa emergenza traffico (richiesta dall'allora governatore Galan nel 2009).
Vedremo cosa deciderà la Corte.
Per intanto concludiamo dicendo che è una vergogna che un simile progetto non si sia fermato ben prima di far partire gli attuali due cantieri (che peraltro si sono limitati a smuovere un po' di ghiaia con la speranza ad oggi non realizzata di venderla) .
Crediamo che la SPV si rivelerà a breve una strada cieca senza vie di uscita. Perché le istituzioni non la fermano prima di giungere ad un punto di non ritorno?

Francesco Celotto
referente stampa e comunicazione
Movimento 5 Stelle Del Grappa

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Il 12 marzo

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