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Tares, l'inutile “Sì”
Il consiglio comunale di Bassano approva la mozione per la rimodulazione più equa della tariffa, coi voti decisivi di Bassano ConGiunta. Politicamente è un chiaro segnale, ma tecnicamente non cambia nulla. E spunta una lettera degli industriali...
Pubblicato il 27 nov 2013
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Molto rumore per nulla.
Il consiglio comunale di Bassano del Grappa approva la mozione che chiede all'Amministrazione di riequilibrare la tariffa della Tares, il tributo comunale (con una minima e a sé stante addizionale statale) sui rifiuti e sui servizi, abbassando le aliquote a chi ha subito consistenti aumenti rispetto alla tassa rifiuti 2012 e ricalibrandole in aumento, in proporzione, a chi invece ha ottenuto nella bolletta altrettanto consistenti diminuzioni.
E' quanto era stato auspicato da Confcommercio Bassano: l'associazione di categoria maggiormente colpita nel Comune di Bassano dagli aumenti “impazziti” del tributo (soprattutto per alcuni comparti: ortofrutta, fiorerie e ristorazione e affini in primis), che alla vigilia dell'assemblea comunale aveva trasmesso un duro comunicato stampa sull'argomento e che è rappresentata, tra il pubblico presente in sala consiliare, da una dozzina di presidenti o referenti delle categorie commerciali interessate.
I lavori del consiglio comunale di ieri sera (foto Alessandro Tich)
Ma è una mozione di fatto inutile: come ricorda nel suo intervento il sindaco Cimatti, gelando la discussione in corso, il calcolo del tributo è stato effettuato in applicazione a un regolamento “votato da questa aula”. L'operato del Comune è stato quindi “legittimo”, benché le polemiche di chi ha subito aumenti a tre cifre percentuali siano “giustificatissime”. Ma la mozione presentata, rimarca il sindaco, “è un po' tardiva per fare la rimodulazione della tariffa, al di là degli aspetti politici”.
“La Tares - afferma Cimatti - non è modificabile. Per modificarla occorre un nuovo regolamento approvato dal consiglio. Serve dunque una delibera del consiglio comunale, ma come stabilito dallo Stato entro il termine del prossimo 30 novembre, e cioè fra quattro giorni.”
Fuori tempo massimo. Per questo il voto favorevole del consiglio - che chiede all'Amministrazione di fare un passo indietro per rimodulare i coefficienti del pagamento del tributo - è un segnale politico ben preciso su come la determinazione delle aliquote da pagare sia stata gestita dall'Amministrazione stessa, dal competente assessorato retto da Dino Boesso e dal dirigente comunale di settore Francesco Benacchio. Ma tecnicamente, causa i tempi imposti dalla legge, non cambia nulla: se ne riparlerà, semmai, l'anno prossimo.
Commercianti vs Industriali
La mozione - presentata dai consiglieri del PdL (a Bassano si chiama ancora così) Monegato, Bizzotto, Lazzarotto, Marin e Zen - chiede in sostanza di convocare entro la scadenza del 2 dicembre la Commissione Bilancio e vedere, come spiega il relatore del documento Mauro Lazzarotto, “se ci sono i presupposti per una distribuzione più equa del tributo”.
Cosa assolutamente necessaria, in sede di discussione o di successiva dichiarazione di voto, per i consiglieri Todaro (Lega), Monegato (PdL), Bizzotto (PdL) e Giunta (Bassano ConGiunta); “corretta nell'analisi e nella diagnosi“ per Poletto (Un'altra Bassano); “priva di concrete soluzioni” per Lanaro (Cittadini per Bassano); “condivisibile in alcuni aspetti ma tecnicamente non applicabile” per Reginato (Pd).
E c'è anche il colpo di scena, dopo l'intervento del leghista Todaro che ha letto in aula, facendolo suo, l'intero comunicato stampa in materia di Tares diffuso il giorno prima da Confcommercio Bassano. Ed è la “rivelazione” dell'assessore al Bilancio Dino Boesso: “Il consigliere Todaro ha letto la lettera inviata da Confcommercio. Avrei voluto che fosse stato riservato lo stesso trattamento anche a Confindustria, che si è espressa in maniera diversa da Confcommercio.”
Il sindaco Cimatti, al riguardo, è più chiaro: “Io ho la lettera degli industriali che mi invita a non modificare i coefficienti.”
E questo perché l'industria, “graziata” dagli aumenti della Tares e anzi inserita nei comparti beneficiari della diminuzione del tributo rispetto al 2012, paga già quello che deve pagare alle ditte specializzate per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti speciali e coi rifiuti solidi urbani ha ben poco a che fare.
Compreso il famoso “innominabile” stabilimento di via Trozzetti - citato più volte in consiglio, ma senza mai farne il nome - la cui mensa per le centinaia di dipendenti produce tutti i giorni più rifiuti organici “di vari ristoranti di Bassano messi assieme” (Lazzarotto, PdL).
Ergo: per l'Amministrazione cambiare non si può, per evitare ritorsioni legali da parte di chi ricevesse una nuova bolletta con un importo “rimodulato”, superiore a quello che doveva originariamente pagare.
“Per la Tares abbiamo applicato un coefficiente medio - sostiene Boesso -. Se cambio l'aliquota qualche azienda che paga di più vince la causa e ci obbliga a ripristinare l'aliquota com'era prima.”
Morale della favola
La discussione sull'opportunità di ricalcolare le aliquote trova consensi trasversali tra i banchi del consiglio ma è instradata in realtà - per l'impossibilità tecnica, giunti ormai a fine novembre, di rivedere la materia - in un vicolo cieco.
Nel suo intervento, l'assessore Boesso ripete cose di fatto già risapute: la destinazione dell'intero gettito della Tares a Etra Spa per il pagamento del servizio rifiuti; la copertura al 100% con la Tares del corrispettivo dovuto a Etra rispetto alla vecchia Tarsu (circa il 95%); la suddivisione del gettito complessivo nella quota del 60% alle famiglie e del 40% alle attività economiche.
Sui coefficienti del tributo: “Per le attività economiche abbiamo stabilito un coefficiente medio tra il minimo e il massimo e la tabella statale è stata applicata così com'è. Noi non facciamo nessuna pesatura dei rifiuti, non possiamo maturare applicazioni diverse.”
Affermazioni che spostano parte del dibattito sulla questione Etra, sulla necessità di valutarne “il costo finale, che è molto alto e si sta alzando” (Poletto) e sull'opportunità, sostenuta da Todaro, di rinegoziare il contratto con la società partecipata.
Alla fine si va al voto: con 16 voti a favore, 14 contrari e 2 astenuti la mozione viene accolta. Decisivi sono stati i voti del gruppo consiliare Bassano ConGiunta, anche in questa occasione in posizione controcorrente rispetto al resto della maggioranza, e in particolare al gruppo Pd.
Da citare una significativa battuta del sindaco Cimatti, quando nel corso delle dichiarazioni di voto chiede di parlare una seconda volta: “Secondo il regolamento dovrei chiedere di parlare una seconda volta se in dissenso con il mio gruppo, ma il mio gruppo è già in dissenso per conto suo, e quindi parlo.”
Dopo il voto, i rappresentanti delle categorie di Confcommercio - che hanno ascoltando l'intera discussione in silenzio, ma applaudendo “fuori regolamento” alla fine degli interventi a loro favorevoli - escono dall'aula per trattenersi con i cronisti fuori dalla porta del consiglio. Per Nico Cattarin, presidente dei commercianti di Bassano, e per i suoi colleghi di associazione il Comune ha comunque riconosciuto di aver sbagliato. E il discorso dell'assessore Boesso viene definito “scontato e deludente”.
Nel gruppo c'è anche Roberto Astuni - presidente degli Albergatori e titolare di un albergo con ristorante -, già da noi ribattezzato “Mister Tares” per essere stato il primo a denunciare le iniquità del tributo, dopo aver ricevuto la famosa cartella, raddoppiata dal 2012, di oltre 15mila euro di Tares da pagare, frutto della somma dei coefficienti della categoria “albergo” con quelli, molto più costosi nel rapporto rifiuti/metri quadri, della categoria “ristorante”.
In realtà Astuni è l'unico soddisfatto della delegazione: dopo avere impugnato la bolletta, proprio ieri mattina è riuscito ad ottenere dall'ufficio tributi del Comune lo spostamento del codice della sua attività ad “albergo con ristorante”, come previsto dall'elenco delle attività economiche del Decreto Ronchi.
Ora Astuni dovrà pagare “solo” 5800 euro di Tares, e quindi addirittura meno rispetto al 2012. E come lui, anche tutti gli altri titolari di alberghi con ristorante di Bassano - già raggiunti con le cartelle di settembre da sonore scoppole - si troveranno il super discount del tributo ricalcolato.
Cambiare, dunque, si può. Il problema è che adesso il Comune di Bassano dovrà segnare a bilancio diverse decine di migliaia di euro in meno che erano già in preventivo, e che non saranno più pagate dagli hotel con ristorante.
Ma il gettito previsto per pagare Etra deve essere coperto col tributo al 100%. Ora, quei soldi, chi li caccia fuori?
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