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Il sabato del villaggio
Il monumento “dissacrato”: il resoconto di un cronista infiltrato tra gli addii al celibato e al nubilato il sabato sera sul Ponte degli Alpini
Pubblicato il 02 set 2013
Visto 5.053 volte
Che strana questa cosa: i matrimoni diminuiscono e gli addii al celibato e al nubilato aumentano. Già: perché secondo l'Annuario Statistico ufficiale del Comune di Bassano ci si sposa sempre meno e sempre più tardi (età media per arrivare al grande passo: oltre i 36 anni). Ma secondo l'Annuario Statistico ufficioso del Ponte di Bassano ci si sposa come minimo due o tre volte a settimana e i protagonisti del grande passo sono tutti baldi e spavaldi giovanotti e altrettanto baldanzose giovani ragazze.
E' la nuova febbre del sabato sera - a partire però dal tardo pomeriggio - che da qualche tempo a questa parte ha preso piede in città. Basta fare un salto sul Ponte Vecchio (prima obbligatoria tappa, con aperitivo da Nardini, di un tour cittadino solitamente a tasso alcolico progressivo) più o meno dopo le 18 e con precisione quasi scientifica li troverete tutti lì, con tutto il campionario di travestimenti e di “accessori” degno dei più sboccati papiri di laurea.
E siccome di questa cosa degli “spettacoli indecorosi e poco rispettosi” sul Ponte degli Alpini in questi giorni si sta facendo un gran parlare - per la nota segnalazione-denuncia del presidente di Confcommercio e quindi dell'ANA e per l'altrettanto nota replica dell'assessore alla Polizia Locale Boesso - decido di andare di persona sul nostro amato monumento, in sul calar del sole, per vedere che cosa realmente accade nel sabato del villaggio.
Foto Alessandro Tich
Sono passate da poco le 19 di sabato 31 agosto, e davanti a Nardini c'è già animazione. Merito del “festeggiato”, un ragazzo destinato a salire sull'altare, e del suo allegro seguito di amici. Il futuro sposo è vestito da ragazza pon pon, con gonnellina e “panza” in bella vista e un cartello appeso attorno al collo: “Non vogliamo offerte per lo sposo ma solo ordinazioni pneumatici.”
Sul lato opposto del Ponte si sta “preparando” un secondo capannello: in mezzo al gruppo noto una ragazza col velo da sposa e soprattutto un ragazzo travestito da baldracca, parrucca rossa e borsetta con la scritta “Ginger...calda e vogliosa tutta per voi!!!”.
Dulcis in fundo, un terzo gruppetto di sole ragazze che staziona per qualche minuto all'angolo di via Ferracina prima di fare il suo ingresso, a sua volta, sul Ponte palladiano. La “sposa”, una bella ragazza mora, è agghindata con vari falli di plastica. La vedesse il grande Tinto Brass, sarebbe scritturata per il suo prossimo film: due falli in libera uscita sopra la testa, uno appeso attorno al collo, uno disegnato sul barattolo per le offerte e un bel biberon in mano, ovviamente a forma di. La giovane ancora per poco nubile si porta in giro anche un cartone con la scritta “devo sposarmi perché?...”: chi lo desidera, col pennarello, può scrivere la risposta.
Poco dopo davanti alla Grapperia all'ingresso del monumento, secondo un copione non scritto ma comunque classico, i tre gruppi si incrociano e si mescolano: e parte il triplice “gemellaggio” a furor di baci, abbracci e mezo e mezo.
Qualche famigliola non sembra entusiasta di condividere il momento sul Ponte con i goliardi del sabato sera ma due turiste giapponesi, con l'immancabile macchina fotografica, immortalano la scena e sembrano più divertite, che “scandalizzate”, da questa colorita manifestazione del popolo italiano.
In questo bailamme di incontri tra maschere e bicchieri, chi ha indiscutibilmente il suo bel daffare è il nerboruto addetto alla security della Grapperia Nardini che nell'occasione - come ebbe a dire tanti anni fa, coniando senza volere una frase storica, un telecronista della vecchia Telealtoveneto - sta sudando “le sette camicie d'Ercole”.
Per il cordialmente arcigno vigilantes non c'è un momento di sosta: impegnato tutto il tempo a richiamare i festeggianti, a cercare di concentrare i tre gruppetti in uno spazio limitato per consentire il passaggio della gente e a recuperare gli avventori con l'aperitivo in mano (non solo futuri sposi&spose e relativi accompagnatori, per la verità, ma anche “normali” clienti) spintisi a bere un po' troppo in là, verso la metà del Ponte.
Devo dire, a onor del vero, che durante la mia breve permanenza da “infiltrato” nel Ponte degli Addii non assisto a particolari eccessi, a bevute fuori programma o a qualsivoglia degenerazione di matrice alcolica. Il clima, anzi, non è dissimile da quello dei normali sabati sera davanti all'ingresso della Grapperia Nardini e dintorni. Ma i finti piselli, le finte bagasce e le pance all'aria ci sono tutti: quanto basta per rinfocolare le rimostranze dei sostenitori del decoro del Ponte di Bassano.
Piccola e conclusiva nota di cronaca: verso le 19.30, proveniente da via Gamba, passa un'auto della Polizia Locale con quattro agenti a bordo.
La vettura della pattuglia si ferma per due secondi davanti al Ponte, proprio a fianco della “sposa” coi cazzetti al vento, e poi prosegue per via Ferracina verso altra destinazione.
Forse ha ragione l'assessore Boesso: sulle mascherate del sabato del villaggio, sempre che il loro comportamento sia in qualche modo sanzionabile, “non emerge particolare riscontro”.
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