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Alessandro TichAlessandro Tich
Direttore Responsabile
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Attualità

La cittadella del caro estinto

Scatta l'iter del Project Financing dell'impianto di cremazione al cimitero di Angarano. Saranno i concorrenti al bando di gara a presentare una valutazione preliminare sull'“impatto delle ricadute delle emissioni nelle aree abitate adiacenti”

Pubblicato il 14-06-2013
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Il dado è tratto. L'Amministrazione comunale di Bassano del Grappa ha deciso che nell'area di pertinenza del cimitero di Angarano sorgerà un impianto di cremazione che sarà realizzato, tramite gara di costruzione e concessione aperta ai privati, con la formula del Project Financing.
E nonostante le preoccupazioni espresse ad alta voce l'altra sera a una riunione tra l'assessore Dario Bernardi, con i tecnici dei Lavori Pubblici, e i cittadini di quartiere Angarano - allarmati per il possibile impatto ambientale della struttura, emissione dei fumi di cremazione compresa, e per il carico viabilistico della stessa - il Comune è fermamente intenzionato a portare l'opera a compimento.
Il bando di gara indetto dall'area comunale Lavori Pubblici - relativo all'“affidamento in Project Financing, mediante procedura aperta, della concessione di costruzione e gestione (a gara unica) di un impianto di cremazione presso il cimitero di Angarano” - è ormai aperto, è on line sul sito internet del Comune di Bassano e il termine ultimo per la presentazione delle domande è fissato per il 15 luglio. Un bel “malloppo” di carte elettroniche dalla cui lettura, tuttavia, anche i non addetti ai lavori, se armati di sufficiente pazienza, possono farsi una chiara idea di cosa sta per nascere in Destra Brenta.

Il cimitero di Angarano, dove sorgerà l'impianto di cremazione (foto Alessandro Tich)

L'impianto occuperà un'area complessiva di circa 800 mq, con possibilità di ampliamento. “Se necessario - dispone infatti il disciplinare di gara -, l'area per la realizzazione dell'impianto potrà essere estesa fino a sud, fino al limite del cimitero, arrivando a coprire una superficie complessiva massima di mq 1.120.”
L'edificio che ospiterà i servizi di cremazione sarà composto da un forno crematorio (con doppio forno), un locale caricamento feretri, una “sala del commiato” dedicata alla commemorazione del defunto e alla consegna delle ceneri, uffici per la gestione amministrativa, una sala video-controllo, uno spogliatoio per gli addetti ai servizi di cremazione, idonei vani tecnici, un deposito urne cinerarie, servizi igienici, un locale deposito feretri, un “giardino dei ricordi” per la dispersione delle ceneri, una cinerario comune, una sala autoptica e 6 celle frigo.
Insomma: una piccola cittadella del caro estinto che dovrà essere realizzata dai vincitori del bando di gara “chiavi in mano, completa di tutto quanto necessario per garantire il suo regolare funzionamento”.
L'importo complessivo dei lavori, sulla scorta dello studio di fattibilità predisposto dall'Amministrazione comunale, ammonta a 2 milioni e 360mila euro a fronte di un investimento complessivo di 3 milioni.
La realizzazione degli impianti della struttura potrà essere affidata dai concessionari in subappalto ad altre ditte: fanno eccezione gli “impianti di smaltimento e recupero rifiuti”, che dovranno essere realizzati esclusivamente dai soggetti affidatari.
“Il corrispettivo per il concessionario - si legge ancora nel disciplinare del bando - consisterà nella sola gestione economica e funzionale delle opere realizzate. Il Comune di Bassano del Grappa NON RILASCERA' (scritto in maiuscolo, in grassetto e sottolineato - Ndr) alcuna fidejussione solidale.”
Tra le condizioni imposte dal Comune al concessionario per “il livello minimo di gestione del servizio” è prevista “l'organizzazione di adeguate e continuative attività di monitoraggio degli impianti, finalizzate ad assicurare costantemente idonei livelli di sicurezza ed efficienza”.
Secondo il cronoprogramma del Comune di Bassano, l'impianto di cremazione dovrà essere realizzato in 43 mesi, 12 dei quali necessari per “la definizione del Project Financing e del Progetto preliminare”, 10 per il Progetto definitivo, 6 per il Progetto esecutivo, 12 per l'esecuzione dei lavori e infine 15 mesi per il collaudo e la messa in funzione della struttura.
Il vincitore del bando avrà in concessione l'impianto per 30 anni, durante i quali “avrà diritto di gestire funzionalmente e di sfruttare economicamente l'opera realizzata, effettuando ogni altra attività compatibile con la destinazione dell'impianto e con la natura pubblica dell'immobile”. Scaduti i 30 anni di concessione, il complesso crematorio sarà consegnato all'Amministrazione comunale “senza corrispettivo alcuno”.
E gli aspetti ambientali, principale fonte delle preoccupazioni dei residenti in Destra Brenta? Ci sono anche quelli: tra le documentazioni che i concorrenti dovranno presentare in sede di gara è prevista difatti una relazione tecnica nella quale gli aspiranti concessionari dovranno illustrare, tra le altre cose, “la rispondenza dell'impianto ai requisiti richiesti dagli Enti competenti” e “le specifiche tecniche dell'impianto di cremazione adottato”: tra le quali “carico del forno”, “trattamento delle ceneri”, “raffreddamento e filtrazione dei fumi”, “livelli di automazione e affidabilità dei sistemi di sicurezza, di controllo e di misura”, “impianti e modalità di rilevamento e analisi dei fumi”, “dispositivi proposti in caso di malfunzionamento o mancanza di energia elettrica”, “modalità di stoccaggio dei feretri in attesa di cremazione”, “verifica del livello di falda idrica presente nell'area sulla quale sorgerà l'impianto, a seguito di idonei sondaggi esplorativi”.
I concorrenti, inoltre, dovranno predisporre una “valutazione preliminare di eventuali impatti legati alle ricadute delle emissioni nelle aree abitate adiacenti al perimetri cimiteriali, da effettuare anche con l'ausilio di approcci matematici e modellistici, così come richiesto di verbalizzare dall'ARPAV in fase di riunione preliminare dei servizi”.
Non è dunque l'ente pubblico ad occuparsi direttamente delle “ricadute delle emissioni nelle aree abitate adiacenti” ma sarà il privato a farsene carico, secondo la propria tipologia di impianto di cremazione, presentando un'analisi preliminare che sarà quindi valutata dalla commissione giudicatrice.
Quanto basta per farci intendere che riguardo al forno crematorio di Angarano, per la delizia dei nostri lettori, ce ne dovremo occupare ancora a lungo.

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