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Alessandro TichAlessandro Tich
Direttore responsabile
Bassanonet.it
Pubblicato il 21-12-2012 22:59
in Attualità | Visto 2.456 volte

Il sindaco e le due Cittadelle

La Cittadella della Giustizia, quasi pronta ma inutile, e il progetto futuro della Cittadella dei Servizi del Comune: le due vicende potrebbero incrociarsi. Lo rivela Cimatti al tradizionale incontro augurale con la stampa bassanese

Il sindaco e le due Cittadelle

Il sindaco Cimatti e le ristrettezze di bilancio: "Non escludo qualche sacrificio anche nel sociale" (foto Alessandro Tich)

Il documento di approvazione della Commissione provinciale VIA per il raddoppio della superficie di vendita del centro commerciale Unicomm, arrivato fresco fresco con la posta.
La nuova proposta di accordo pubblico-privato “Area Parolini” in dirittura d'arrivo in consiglio comunale, per quello che ritiene “un cambiamento epocale per la città” dopo 40 anni di proposte e discussioni sul presente e sul futuro dell'area ex-Piano Mar.
Lo studio di fattibilità della nuova rotatoria di Ca' Baroncello, prevista dal Piano della Mobilità Sostenibile, approvato il giorno prima in giunta comunale.
E' quasi Natale, ma l'agenda amministrativa del sindaco di Bassano del Grappa Stefano Cimatti non manca certamente di contenuti. Ma anche di motivate preoccupazioni, come conferma il sindaco al tradizionale incontro augurale di fine anno con i rappresentanti delle testate giornalistiche bassanesi.
“Ho un grande rammarico: il Tribunale - afferma Cimatti parlando coi giornalisti -. Non solo perché è una ferita per il territorio, ma perché mi ha giocato un bruttissimo scherzo il fabbricato nuovo.”
Il riferimento, ovviamente, è alla Cittadella della Giustizia: il nuovo complesso edilizio che il taglio del governo ha trasformato in un enorme oggetto del mistero in attesa di un futuro. A cui si aggiunge l'attiguo Palazzo Cerato, attuale sede della Procura della Repubblica, pure destinato a diventare una scatola vuota.
Cosa farne, dunque, in vista della chiusura definitiva degli uffici giudiziari?
“Sono già disponibili dei piani di progetto di finanza per la realizzazione della Cittadella dei Servizi nell'area del parcheggio “Le Piazze” all'ex ospedale - rivela il sindaco -. Ma se io oggi decidessi di partire con la gara, rischio di avere un fabbricato-tribunale vuoto.”
Emerge quindi la prospettiva forzata di unificare le sedi degli uffici comunali in quella che dovrebbe essere stata la nuova sede degli uffici giudiziari.
Per Cimatti, il fatto di concentrare i servizi del Comune in un'unica sede è una questione - e non da oggi - di importanza prioritaria: “L'unico vero problema da eliminare per la spesa corrente sono i costi degli uffici oggi sparsi in varie sedi: bollette, riscaldamento, eccetera. La soluzione è l'unificazione degli uffici.”
Ma sull'eventuale decisione di rinunciare al progetto della Cittadella dei Servizi all'ex Ospedale per trasferirlo nell'immobile già pronto di via Marinali, pendono ancora gli ultimi futuri strascichi dell'estenuante telenovela politico-istituzionale “Tribunale sì, Tribunale no”.
Già: perché nonostante gli ultimi sussulti di legislatura a Roma abbiano scavato una fossa ancora più profonda per il Palazzo di Giustizia bassanese, sulla questione è ancora aperto un debole ed estremo lumicino di speranza.
“Il nuovo governo dovrà riprendere in considerazione la questione dei tribunali - sostiene Cimatti -. Ma sono pessimista. Mi risulta che alcuni magistrati e dipendenti del Tribunale abbiano già chiesto il trasferimento ad altre sedi, e non penso che a Roma l'argomento possa essere affrontato prima di settembre.”
E da qui a settembre, anche per il Comune di Bassano, ci saranno ben altre cose a cui pensare. Prima fra tutte, quella di districarsi tra ristrettezze di bilancio sempre più incombenti.
“Sono alla ricerca di 2 milioni per poter chiudere il bilancio - continua il primo cittadino -. Il Comune di Bassano ha un bilancio di 35 milioni, 28 milioni dei quali sono le cosiddette spese incomprimibili, e cioè obbligatorie: stipendi, rate dei mutui eccetera. Restano appena 7 milioni da poter gestire, e quest'anno per la prima volta non escludo qualche sacrificio anche nel sociale.”
A pesare sulle casse comunali è soprattutto il debito pubblico, ereditato dagli anni pregressi, che l'attuale Amministrazione si è imposta di ridurre: “Quest'anno l'indebitamento del Comune è di 54 milioni, per l'anno prossimo mi sono posto l'obiettivo di scendere a 47-48 milioni. Bassano ha 1300 euro di debito per abitante, Vicenza ne ha 650. Paghiamo 7 milioni e 200mila euro di rate di mutui all'anno.”
E' un peso che bisogna alleggerire: tuttavia “sarà una politica che porterà a vantaggi solo tra 5-7 anni, quando le rate dei mutui si ridurranno”.
E intanto è in arrivo la Tares, la nuova tassa sui rifiuti e servizi prevista dal governo che Cimatti definisce “un'altra stangata e l'ennesimo inganno alla gente”.
Il nuovo balzello, in vigore dal 1 gennaio in sostituzione della vecchia Tarsu, si traduce di fatto in una diabolica partita di giro: “Sarà il Comune a incassare la Tares, ma ci tagliano gli equivalenti trasferimenti dallo Stato”.
Dunque, non ci resta che piangere? Non proprio: il sindaco di Bassano auspica e augura “che ci sia un po' di ripresa”. Ma poi smorza l'ottimismo: “Vedere un anno migliore del 2012 non sarà facile.”

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