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Operazione Mezzaselva
L'ex Istituto Elioterapico dell'Altopiano ha finalmente un futuro: diventerà un moderna struttura sanitaria e riabilitativa privata. Firmato oggi il protocollo d'intesa tra l'Ulss 3 e “Progetto 33”, srl vicentina che gestirà l'intero complesso
Pubblicato il 05 nov 2012
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Dica 33. Dopo anni di tentativi e progetti rimasti sulla carta, l'ex Istituto Riabilitativo Elioterapico di Mezzaselva di Roana, nel cuore dell'Altopiano, ha finalmente un futuro e una destinazione d'uso.
Il glorioso complesso sanitario - fondato negli anni '30 del secolo scorso, dal 1985 acquisito dall'allora Ulss 5 (e oggi Ulss 3) e dismesso nel 2005 - non sarà più una cattedrale vuota a 1258 metri di altitudine: diventerà infatti una struttura sanitaria all'avanguardia, a gestione privata, con poliambulatorio specialistico e aree di specializzazione per la riabilitazione neuromotoria, post-traumatica e neuropsicologica complessa.
E' il succo dell'accordo firmato oggi a Mezzaselva tra l'Ulss 3 e “Progetto 33 - Iniziativa Sanitaria Srl”, società di Creazzo (Vi) che prenderà in gestione, completandone anche la ristrutturazione, lo storico Istituto.
L'ex Istituto Riabilitativo Elioterapico di Mezzaselva di Roana (foto Alessandro Tich)
Per l'Azienda Socio Sanitaria, proprietaria dello stabile, si tratta di un vero affare: riceverà infatti dai nuovi locatari 186mila euro all'anno di affitto - per un contratto di locazione della durata di 9 anni, rinnovabile di ulteriori 9 anni - e risparmierà inoltre i circa 100mila euro all'anno, fino ad oggi a carico dell'Ulss medesima, necessari per la manutenzione ordinaria della struttura. Tra introiti di locazione e risparmi, fanno circa 300mila euro all'anno di risorse che potranno essere reinvestite in altri comparti della sanità.
L'operazione Mezzaselva sarà a costo zero anche per la Regione Veneto: il piano economico degli investitori privati prevede infatti la completa auto-sostenibilità del nuovo centro medico-riabilitativo, la cui attività sarà finanziata in maniera autonoma dalle prestazioni sanitarie che saranno comunque - come ha puntualizzato il prof. Giorgio Rizzato, direttore scientifico del progetto - “a carattere sociale, con un costo di poco superiore al normale ticket”.
Il valore aggiunto dell'iniziativa sarà la creazione posti di lavoro: previste infatti una trentina di assunzioni nel primo anno di esercizio, che arriveranno a 70 assunzioni a regime, oltre al positivo effetto sull'indotto che il centro sanitario-riabilitativo si propone di generare.
Alla firma del protocollo d'intesa - siglato per l'Ulss 3 dal direttore generale Valerio Alberti e per “Progetto 33 - Iniziativa Sanitaria” dall'amministratore unico Fernando Fortuna - è intervenuta (si veda la nostra photogallery correlata ) una folta rappresentanza di amministratori regionali e locali, primari ospedalieri e dirigenti socio sanitari.
E' stato il primo atto di un programma che ha fissato già delle precise scadenze: entro gennaio 2013 la stipula del contratto di locazione, entro fine 2013 avvio dei primi ambulatori al piano terra della struttura e tra fine 2014 / primo semestre 2015 completamento del lavori di ristrutturazione, a carico del privato, e contestuale avvio di tutte le attività.
La firma odierna ha scritto la parola “fine” alla lunga telenovela della destinazione d'uso dell'Istituto dismesso di Mezzaselva.
Nel 2009 l'Ulss 3 aveva bandito un concorso di idee finalizzato all'acquisizione del migliore progetto per rilanciare l'utilizzo dell'immobile, orientato a una valenza pubblica con prevalente finalità sociale. Il concorso, tuttavia, era rimasto lettera morta a causa dell'elevata l'onerosità, non sostenibile per le casse dell'Azienda Sanitaria, degli 8 progetti validi pervenuti.
Si è quindi battuta una nuova strada: quella di un'indagine di mercato e di una perizia di stima da sottoporre a soggetti interessati a utilizzare in affitto lo stabile. L'unica offerta pervenuta è stata quella della società di Creazzo, valutata positivamente dall'Ulss in quanto “rispettosa dei termini tecnici e economici delineati dalla perizia”.
Che ne sarà, dunque, dell'ex Elioterapico e già “Istituto Chirurgico Ortopedico Vittorio Emanuele III”?
“Non sarà un Ospedale da riaprire, ma un Istituto da ricreare” - ha sottolineato il prof. Rizzato. Prevista un'Area Sanitaria (con zona di pronto intervento, ambulatori e farmacia), un'Area della Riabilitazione (palestre, piscine e locali per le riabilitazioni attive e passive), un'Area Didattica e un'Area dei Servizi.
Al primo piano saranno collocati 48 posti letto per pazienti, anziani e non, affetti generalmente da patologie neurovegetative e 2 posti letto per degenze post-intervento e per interventi chirurgici in Day Hospital (tra cui ortopedia e chirurgia plastica ricostruttiva). 40 i posti letto al secondo piano, riservati alla riabilitazione ortopedica/fisiatrica classica. I 20 posti letto al terzo piano, infine, saranno destinati alla neuro-psico-riabilitazione e alla riabilitazione globale.
Nella nuova struttura sarà dato impulso anche alla formazione: con corsi periodici per Operatori Socio Sanitari e l'ambizioso obiettivo di istituire anche corsi di laurea triennale in Infermieristica e Fisioterapia, quale sede universitaria staccata.
La cerimonia per la firma del protocollo d'intesa ha visto gli interventi del sindaco di Roana Valentino Frigo - che ha ripercorso le varie e complesse “tappe di avvicinamento” al recupero dell'istituto -, del presidente della Conferenza dei Sindaci Stefano Cimatti, del direttore generale dell'Ulss 3 Valerio Alberti, del prof. Giorgio Rizzato, del consigliere regionale Nicola Finco, della deputata Manuela Lanzarin e degli assessori regionali Marino Finozzi, Roberto Ciambetti e Luca Coletto.
“Questa è una struttura a costo zero per la Regione e a servizio del territorio - ha rimarcato Coletto, assessore veneto alla Sanità -. E' un teorema da prendere come esempio a livello nazionale ed è un esempio di buona politica.”
“Gli ospedali saranno sempre più dedicati ai pazienti acuti - ha ribadito il prof. Rizzato a Bassanonet -. Per la sanità all'esterno dell'ospedale, Mezzaselva nei prossimi cinque anni si propone di diventare un modello nel Veneto.”
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