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Vanni Barichello: “Romano ha bisogno di cambiare clima”
Intervista al candidato sindaco della lista “Centrosinistra Romano”, in corsa alle elezioni amministrative del 6 e 7 maggio a Romano d'Ezzelino. “Urbanistica, Valsugana e Debito Pubblico tra le questioni più sentite dalla gente"
Pubblicato il 30 apr 2012
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Ufficiale e gentiluomo. Potremmo definire così Vanni Barichello, colonnello dell'Aeronautica in pensione e segretario della sezione PD di Romano, candidato sindaco della lista “Centrosinistra Romano” alle elezioni amministrative del 6 e 7 maggio a Romano d'Ezzelino. La sua campagna elettorale non ha mancato di presentare contenuti e argomentazioni molto forti, ma senza mai eccedere nei toni, con una dose di “fair play” riconosciuta anche dagli avversari.
E' stato il primo a scendere in campo, ancora nel novembre scorso, per la sfida elettorale nel Comune ezzelino. Ma non avevamo ancora mai sentito direttamente la sua voce: lacuna che colmiamo con l'intervista che segue.
Il candidato sindaco della lista "Centrosinistra Romano" Vanni Barichello
Vanni Barichello, che sensazioni ha tratto da questa campagna elettorale che si sta avviando alla conclusione?
“Io ho avuto ottime sensazioni. Ho conosciuto gli altri tre candidati, con qualcuno ho avuto anche scambiato delle cordiali battute. Il nostro spirito è quello di una sana competizione. Non facciamo nessun attacco diretto e non pubblichiamo sondaggi in rete. Noi vogliamo cambiare clima, dire basta alle baruffe del passato. Ci concentriamo sul nostro programma e devo dire che fino adesso abbiamo avuto molte manifestazioni di simpatia. Se la gente avrà fiducia in noi, lo conteremo l'8 maggio.”
La sua, diversamente dalle civiche, è una lista “politica”. Nel suo logo compaiono i simboli del PD, del PSI e dell'Italia dei Valori che compongono il gruppo del Centrosinistra di Romano e che hanno indicato la sua candidatura ancora lo scorso mese di novembre...
“Sì, ma c'è una cosa che tengo a precisare, e cioè che la lista Centrosinistra Romano non ha avuto alcuna interferenza. Non abbiamo avuto interferenze da parte dei partiti, diversamente da altre liste “civiche” che dai partiti sono invece manovrate.
Smentisco innanzitutto che l'assessore regionale Elena Donazzan abbia avuto contatti col PD locale. All'incontro di Fellette della lista “Si Cambia con Romano Libera”, la Donazzan ha dichiarato davanti a 150 persone di “aver avuto contatti col PD”. Io sono il segretario del circolo locale del Partito Democratico e smentisco categoricamente che contatti di questo tipo, qui a Romano, ci siano mai stati.
Devo inoltre contestare il contenuto di un volantino consegnato in questi giorni nelle case da Luciano Dissegna. Nel volantino, con riferimento a noi del Centrosinistra e alla lista “Un Cuore Civico”, c'è scritto: “Lo sapevi che questa volta le altre due liste hanno rifiutato entrambe di candidarsi con noi, con candidato sindaco una delle loro rappresentanti?”. Le cose in realtà, per quanto ci riguarda, sono andate diversamente, davanti a testimoni e con documentazione scritta.
Un paio di mesi fa c'è stato un primo incontro diretto, su richiesta dell'UDC ovvero del suo segretario locale Lorenzo Zen, tra il Centrosinistra e l'UDC medesima. L'intento era quello di arrivare a un accordo per chiedere a Maurizio Carlesso di fare un passo indietro e di creare una lista unica di cui io sarei stato il candidato sindaco e Carlesso sarebbe stato il mio vice. E' stato Carlesso, spinto dai vertici superiori dell'UDC, a rifiutare l'accordo.
Successivamente c'è stato un secondo incontro bilaterale col Centrosinistra, richiesto questa volta dalla lista “Si Cambia”. In quella occasione uno dei giovani di quella lista, Fabio Parolin, ha proposto un accordo che vedeva lui candidato sindaco e Vanni Barichello vicesindaco. Avevo dato la mia disponibilità e ne avrei discusso con il mio direttivo ma anche in questo caso i vertici dell'UDC hanno subito dato lo stop, imponendo la candidatura di Carlesso.”
Tra i vari punti del programma elettorale e tra le tante questioni che interessano il Comune, quali sono gli argomenti che richiamano maggiore interesse da parte della gente?
“Al primo posto c'è l'urbanistica, con le questioni dell'Area Fratelli e della Nuova Valsugana che distruggerà il Comune e sulla quale nessuno è convinto che le compensazioni proposte dall'Amministrazione uscente siano sufficienti.
Sull'Area Fratelli bisogna fare chiarezza una volta per tutte, circolano troppe voci, come la voce che ci sia qualche società immobiliare intenzionata a realizzare il centro commerciale - già previsto nel P.I.R.U.E.A. dell'area conseguente all'accordo per la cessione al Comune del Centro di Eccellenza - non più all'interno dell'Area Fratelli, ma vicino all'Area, un po' più a nord.
Poi c'è la preoccupazione per il debito pubblico: 15 milioni e 400mila euro di mutui da pagare, pari a oltre 1000 euro di debito sulla testa di ciascun cittadino. Con un bilancio di circa 8 milioni e 2, abbiamo un'incidenza del 200% del debito sul bilancio. Alcuni mutui sono stati rinegoziati un paio di anni fa, e per fortuna che c'è il Patto di Stabilità. Non c'è una lira, gli “8 milioni di euro” che l'Amministrazione uscente dice di “lasciare nelle mani della futura Amministrazione” sono una bufala.
Di quella cifra fanno parte anche il milione e 600mila euro di soldi già impegnati per il Centro Anziani, ma bloccati dal Patto di Stabilità. Abbiamo un enorme debito, il bilancio di un Comune non è come un conto corrente. E' questo uno dei problemi centrali, oltre appunto alla Valsugana che devasterà il territorio e sulla quale il sindaco uscente è stato l'unico a dire “sì” e all'Area Fratelli, dove ciò che succederà, dal punto di vista urbanistico, condizionerà tutto il resto.”
Le prime cose che farebbe da sindaco?
“Prendere in mano la questione Area Fratelli. Bisogna leggere le carte, confrontarsi con la proprietà e capire che diritti ha, capire di chi è il Centro di Eccellenza analizzando le clausole di recesso e decidere cosa fare in base ai diritti legali della proprietà. Un'altra cosa da fare subito, ad esempio, è il ripristino del contributo straordinario del Comune alle quattro scuole paritarie di Romano. Il sindaco uscente ha abbassato del 10% i contributi alle scuole paritarie, scesi da 2 euro a 1,80 euro al giorno, e tolto il contributo straordinario di 30-35mila euro.
Se il Comune dà meno soldi, le scuole paritarie alzano le rette. Se quelle scuole chiudono, mettono il Comune in ginocchio perché non ci sono i soldi per un asilo comunale e non si possono accendere nuovi mutui. Una priorità da subito è quella almeno del contributo straordinario che è un aiuto per le famiglie, non sono per le scuole.
Più in generale, come ho detto all'inizio, diciamo basta alle baruffe, che fanno buttare via soldi come nel caso del contenzioso con l'AC Romano. Bisogna favorire la mediazione, senza avvocati. E poi massimo rispetto per le minoranze, non come l'ultimo consiglio comunale che è stato letteralmente vergognoso. Tutto il resto va pianificato in base a quello che ci permettono di fare il Patto di Stabilità e 15 milioni e 400mila euro di mutui da pagare.”
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