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Laura Puppato: “Il progetto Karizia è un gassificatore mascherato”

Il consigliere regionale PD presenta un'interrogazione alla giunta veneta “sull'“impianto di recupero di materia” che appare invece un gassificatore”. L'interrogazione co-firmata dai consiglieri Fracasso (Pd), Finco (Lega) e Grazia (Udc)

Pubblicato il 19-04-2012
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All'ultima assemblea del Comitato “No gassificatore” a Cassola lo aveva promesso, ed è stata di parola. Laura Puppato, capogruppo e consigliere regionale del Partito Democratico, ha presentato un'interrogazione a risposta immediata alla giunta regionale e all'assessore regionale all'Ambiente - sottoscritta anche dai consiglieri regionali Stefano Fracasso (Pd), Nicola Finco (Lega Nord) e Raffaele Grazia (Udc) - nella quale si chiede “cosa si intende fare per impedire che si dichiari “impianto per recupero di materia” ciò che dalla documentazione appare invece un impianto di gassificazione, cioè un termovalorizzatore di nuova generazione che eluderebbe così la procedura VIA di competenza regionale”.
L'interrogazione - intitolata “L'impianto di recupero di rifiuti di Cassola è un gassificatore mascherato?” - prende spunto dal noto intervento all'assemblea di Cassola del direttore dell'Ecoistituto del Veneto Michele Boato e ripercorre le fasi salienti della vicenda: il deposito del progetto di un “impianto industriale di recupero di materia da rifiuti non pericolosi e pericolosi” di Karizia Tecnology Srl in Provincia e in Comune di Cassola il 1 marzo 2012; la presentazione del progetto a cura del progettista ing. Ruggero Rigoni il 13 marzo in assemblea a Cassola; la convocazione d'urgenza del Consiglio comunale di Cassola il 16 marzo “per discutere il progetto e istituire un comitato”; l'analoga delibera del Comune di Rossano Veneto “che stabilisce anche di richiedere, in compartecipazione con Cassola, la consulenza di un tecnico e di un legale per contrastare il progetto”, la costituzione nei giorni successivi di un comitato intercomunale spontaneo di cittadini (“No al gassificatore per la tutela della salute della gente di Cassola, Rossano e paesi limitrofi”) e le numerose assemblee pubbliche organizzate per informare la popolazione locale.
Puppato, Fracasso, Finco e Grazia affermano quindi che “dalla lettura del progetto presentato si evince che si tratta di un impianto di gassificazione, cioè di un termovalorizzatore di nuova generazione; quindi non si potrebbe definire un “impianto per recupero di materia”, contrariamente a ciò che è scritto nell’intestazione del progetto presentato dalla ditta Karizia Tecnology s.r.l. in data 1° marzo 2012”.

Il consigliere regionale del Partito Democratico Laura Puppato

Ancora i quattro firmatari osservano che “nel lotto adiacente ad ovest di quello individuato da Karizia Tecnology s.r.l. per il suo impianto, con una potenzialità di trattamento di 22.000 ton./anno, con Deliberazione di Giunta regionale n° 2399 del 29 dicembre 2011, pubblicata nel Bur n° 10 del 31/01/2012, è stato approvato il progetto della ditta Ecotrasporti volto a costruire un impianto di stoccaggio rifiuti non pericolosi e pericolosi (e recupero rifiuti non pericolosi)” e pertanto “esiste un evidente collegamento tra i due impianti essendo firmati dallo stesso progettista”.
L'interrogazione deduce che “vi è una discrasia tra il titolo del progetto di Karizia Tecnology s.r.l. e la sua vera finalità, che lo renderebbe di competenza regionale e non provinciale” e chiede quindi alla giunta veneta di attivarsi “per impedire che si dichiari “impianto per recupero di materia” ciò che dalla documentazione appare invece un impianto di gassificazione”.
Intanto, questa sera alle 20.30, all'Auditorium Vivaldi di San Giuseppe di Cassola si terrà l'atteso incontro organizzato congiuntamente dalle Amministrazioni comunali di Cassola e Rossano Veneto nel corso del quale dovrebbero essere annunciate importanti novità sulla vicenda.

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