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Tutto l'ingegno del Veneto
Si inaugura sabato al Museo dell'Automobile Bonfanti-Vimar la “Galleria del motorismo, mobilità e ingegno veneto”. E' un'anticipazione della futura mostra permanente al Polo Museale Santa Chiara di Bassano
Pubblicato il 02 mar 2011
Visto 4.689 volte
Sì, è vero: la ruota l'ha inventata l'uomo preistorico.
Ma alcune tra le maggiori invenzioni per la mobilità su ruote - e non solo - le hanno pensate e realizzate i veneti.
Come le prime sospensioni al mondo, inventate dal veneziano Fausto Verantio che nel 1595 ideò delle speciali molle per alleviare le scomodità dei viaggi in carrozza.
Il primo motore a scoppio del mondo, brevettato nel 1882 dal veronese Enrico Bernardi, che costruì nel 1984 anche la prima automobile in Italia
Oppure il primo motore a scoppio della storia, brevettato nell'agosto del 1882 dal veronese Enrico Bernardi, tre mesi prima del brevetto del motore di Benz e un anno e mezzo prima di quello di Daimler.
La prima automobile italiana? E' made in Veneto, of course. La costruì, nel 1894, lo stesso Bernardi. E la seconda? E' sempre veneta: la realizzò un anno più tardi Carlo Menon, un artigiano trevigiano di Roncade. Da quelli parti si trovava il futuro senatore e fondatore della Fiat Giovanni Agnelli, all'epoca militare in Veneto, che chiese a Menon di fondare assieme a lui una fabbrica di auto tra Bassano, Castelfranco e Cittadella.
Menon rifiutò: avesse detto “sì”, la Fiat oggi sorgerebbe a pochi chilometri dal Brenta.
Ed è veneta persino la prima patente italiana: datata 1906 e appartenuta al bassanese Giovanni Berti.
Queste ed altre “chicche” sono gli esclusivi contenuti della “Galleria del motorismo, mobilità e ingegno veneto”: prossima evoluzione del Museo dell'Automobile Bonfanti-Vimar che alla storia, alle invenzioni e alle macchine del “genio veneto” dedicherà la futura esposizione permanente destinata ad occupare uno spazio preminente nel Polo Museale Santa Chiara di Bassano.
In attesa che il primo stralcio del Polo Museale venga realizzato, presumibilmente nei prossimi quattro anni, la Fondazione “Museo dell'Automobile” scalda intanto i motori e presenta al pubblico un'anticipazione della “Galleria del motorismo, della mobilità e dell'ingegno” di casa nostra. Lo farà con una speciale rassegna - presentata oggi all'Urban Center di Palazzo Sturm - che sabato prossimo 5 marzo sarà inaugurata nell'attuale sede del Museo a Romano d'Ezzelino.
“Con la mostra di sabato - ha affermato il presidente della Fondazione Nino Balestra - interrompiamo la nostra tradizione delle mostre tematiche a rotazione. La rassegna rimarrà allestita per almeno un anno e mezzo, perché è la sintesi, e cioè circa un decimo, di quello che sarà il nucleo permanente del nuovo Museo Santa Chiara.”
Non solo auto, motori o sospensioni: l'esposizione accenderà i riflettori su altri precursori o titolari di primati nel motorismo e nell'ingegneria applicata alla mobilità.
Come la contessa veneziana Elsa Albrizzi, nobildonna sprint di fine '800 che fu la prima donna al mondo pilota di corsa. O come il conte Almerico da Schio, che fece volare nel 1905 il primo dirigibile italiano. O gli ingegneri Luigi Negrelli e Pietro Paleocapa, veneto doc il primo e di adozione il secondo, che progettarono il Canale di Suez.
Fino ad arrivare al vicentino Federico Faggin, inventore del microchip, al padovano Massimo Marchiori, inventore dell'algoritmo che ha originato Google, e a una “Sala del Futuro” con le più estreme tecnologie espresse da aziende venete.
“Lo slogan della mostra - ha aggiunto l'arch. Massimo Vallotto, co-fondatore del Bonfanti-Vimar - potrebbe essere “da Marco Polo a Renzo Rosso”. Entrambi mercanti di tessuti ed entrambi grandi viaggiatori.”
Marco Polo - nella rassegna come nella futura esposizione nel Polo Santa Chiara - avrà infatti il ruolo di “cicerone” virtuale della mostra. Mentre Renzo Rosso, legato al mondo dei motori in veste di sponsor, sarà presente con le immagini del recentissimo accordo con la Ducati e Valentino Rossi, un cui casco originale è atteso tra le bacheche del Museo.
Per gli amanti dei bolidi, ci sarà anche un motopropulsore Ferrari F40 da 660 CV, messo a disposizione dalla padovana Michelotto Corse. Oltre a un omaggio al trevigiano Luca Badoer, pilota e collaudatore di F1, che sarà presente all'inaugurazione.
A margine della rassegna, e per il suo ventesimo anniversario, il Museo dell'Automobile Bonfanti-Vimar - assieme al CVAE, Circolo Veneto Automoto d'Epoca - darà alle stampe l'“Enciclopedia del motorismo, mobilità e ingegno veneto”: 500 pagine e 1700 voci che ripercorrono una storia di avanguardia tecnologica fatta di inventori, pionieri, piloti, industrie, primati e brevetti tutti esclusivamente veneti.
Al punto che adesso ci sorge un dubbio: quell'uomo preistorico che inventò la ruota non sarà magari stato di Cittadella, o di Borso del Grappa?
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