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Cinema

Cloud Atlas - Sei personaggi con un gran autore

I fratelli Wachowski, dopo Matrix, tornano con una saga emozionante ed epica!

Pubblicato il 15-01-2013
Visto 3.821 volte

Sei storie, sei epoche, sei tasselli di un mosaico che si incastrano alla perfezione tra loro creando un caleidoscopio di emozioni e di visioni.
C'è Adam Ewing, in viaggio verso una terra di schiavi che incontrerà il bene (in uno schiavo clandestino) e il male (nell'amico che per avidità cerca di avvelenarlo) rischiando la morte; c'è Robert Frobisher, compositore omosessuale che cerca il suo riscatto come aiutante di un famoso musicista cercando di comporre la sinfonia perfetta; c'è Luisa Rey, giornalista caparbia che cerca di fermare la lobby dell'energia nucleare che minaccerà la sua vita; c'è Cavendish, editore sull'orlo del fallimento, rinchiuso dal fratello in un ospizio dove assieme ai suoi nuovi amici cercherà la fuga; c'è Sonmi~451, cameriera/clone in una futuristica New Seul che trova la libertà e l'amore; e infine ci sono Zachry e Meronym, prescente la prima, autoctono il secondo che si aiutano a vicenda con il fine ultimo della salvezza dell'umanità.

Sei storie completamente agli antipodi tra loro che si intrecciano alla perfezione non solo per la maestria del montaggio e della fotografia ma anche per il significato che al loro interno si ritrova: la ricerca essenziale della libertà, di sentirsi vivi e senza vincoli attraverso l'amore e attraverso le proprie scelte che, giuste o sbagliate, influenzeranno le nostre azioni future. Ecco quindi che i personaggi si rincorrono tra loro, tra amicizie e passioni sopite, si incontreranno in nuove epoche dove il destino sembra sempre ricondurli vicini. Sotto il trucco che li trasforma in modo incredibile ritroviamo quindi gli stessi attori: Halle Berry, Tom Hanks, Jim Sturgess, Ben Whishaw, Jim Broadbent, Hugo Weaving e Susan Sarandon che si fanno in sei per questo film dal sapore epico. Trasformati in orientali, in anziani o in un altro sesso, la loro credibilità resta ad affascinarci, così come le ambientazioni naturali e non che sono visivamente fenomenali. La costruzione di una città futuristica, dove la vecchia Seul è ancora parzialmente visibile prima di essere completamente sommersa dalle acque, i prodotti hi-tech che la caratterizzano ne fanno un futuro utopico ma riconoscibile, molto più confortante delle lande sperdute che la soppianteranno.
A dare il tutto speranza è però quel messaggio universale di libertà e rivendicazioni che si trascina per anni, come una musica, come una ricerca di verità, come una religione. Umorismo, sentimento e scene di azione adrenaliniche creano un mix che riempie i 172 minuti di durata.

I fratelli Wachowski con Tom Tykwer riescono quindi a trasporre il romanzo di David Mitchell in modo altamente fedele, rendendolo ancora più perfetto grazie ad effetti speciali e una colonna sonora strabiliante. Pur lavorando separatamente con proprie troupe, il risultato finale è meno complicato di quanto ci si possa aspettare e un'emozione pura che fa bene sia agli occhi che al cuore.

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